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Fantasy umoristico 9/10 anni Lettura 13 min.

Tito e il gatto del sonno rubato

Nel villaggio di SonnoLungo, Tito, un ragazzino goffo ma determinato, si imbarca in un'avventura per salvare il Gatto del Sonno, rapito da un misterioso Conte Sveglione. Tra imprevisti e buffi incontri, Tito scopre che anche le avventure più straordinarie possono nascere da una brioche e da un pizzico di coraggio.

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Un ragazzo di 10 anni, di nome Tito, con capelli arruffati e occhi curiosi, si trova al centro dell'immagine, con un sorriso malizioso sul viso, tenendo una brioche in una mano e un gatto dagli occhi brillanti nell'altra. Accanto a lui, la Strega delle Piume, una donna anziana con occhiali rotondi e un vestito rosa decorato con piume, si trova sullo sfondo, con le braccia incrociate, un'espressione divertita e un leggero sorriso. Sullo sfondo si vede la Collina degli Sbadigli Eterni, con alberi dai tronchi contorti, cuscini giganti sparsi sul terreno e nuvole a forma di nuvole di sonno che fluttuano in un cielo pastello. La scena mostra Tito che sfida il Conte Sveglione, un uomo in viola con un grande baffo e un'enorme orologio sulla testa, che sembra sbilanciato, sul punto di cadere a causa della brioche appiccicosa che ha appena ricevuto. L'atmosfera è giocosa e piena di colori vivaci, evocando un mondo fantastico e umoristico. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Il Regno dei Dormiglioni

Nel piccolo villaggio di SonnoLungo, nessuno aveva mai sentito parlare di vere avventure. O meglio, forse qualcuno ne aveva sentito parlare, ma di sicuro si era addormentato a metà racconto. Qui, la gente coltivava piante di cuscino, allevava pecore di lana già cardata e, soprattutto, si dedicava con grande passione all'arte della siesta. Perfino i gatti erano troppo pigri per inseguire i topi: preferivano abbracciarli e ronfare insieme.

In questo regno così tranquillo, viveva un ragazzino di nome Tito. Tito aveva dieci anni, o almeno così diceva il calendario, perché spesso anche lui dimenticava di contare i giorni mentre sbadigliava. Non era molto alto, aveva i capelli spettinati che sembravano un nido di storni e due grandi occhi curiosi che si aprivano solo quando succedeva qualcosa di veramente inaspettato, tipo... una briciola di pane che cadeva dal tavolo.

Tito non era famoso per il suo coraggio. Anzi, era un po' goffo e aveva una strana abilità: riusciva sempre a complicare anche le cose più semplici, come allacciarsi le scarpe o versarsi un bicchiere d'acqua senza allagare la cucina. Però, aveva una qualità rara: non si arrendeva mai. E, soprattutto, non si prendeva mai troppo sul serio.

Un giorno, mentre Tito stava cercando di infilare la maglietta senza metterla al contrario (impresa titanica), bussò alla porta la signora Nocciolina, la panettiera del villaggio. Aveva un'espressione agitata e teneva in mano un sacchetto di brioches che tremava come gelatina.

"Tito! Tito! È successa una cosa terribile!" gridò, ansimando.

Tito si bloccò con la maglietta a metà testa, vedendo tutto rosa attraverso il tessuto. "Che succede, signora Nocciolina? Ha finito la farina?"

"Peggio! Qualcuno ha rapito il Gatto del Sonno!"

Tito si tolse la maglietta con uno strattone e sgranò gli occhi. Il Gatto del Sonno era l'animale più amato del paese, perché con il suo miagolio magico riusciva a far addormentare chiunque, anche quelli che soffrivano d'insonnia cronica.

"E adesso come facciamo? Senza il Gatto del Sonno nessuno riuscirà più a dormire come si deve! La gente potrebbe persino... restare sveglia!" disse la signora Nocciolina, come se avesse appena pronunciato una terribile maledizione.

Tito sentì una scossa di energia attraversargli la schiena (o forse era solo il brivido di aver indossato la maglietta bagnata). Era il momento di agire. Finalmente un'avventura! Anche se non era molto sicuro di come si faceva.

"Non si preoccupi, signora Nocciolina. Vado io a cercare il Gatto del Sonno!" dichiarò, con una voce che voleva sembrare eroica, ma che somigliava più a uno starnuto.

La signora Nocciolina lo guardò dubbiosa, poi gli mise in mano una brioche. "Tieni, ti servirà energia. E... buona fortuna, Tito."

Così, armato solo di una brioche e della sua proverbiale confusione, Tito si mise in cammino verso l'ignoto, o almeno verso il bosco dietro casa.

Capitolo 2: Il Bosco degli Sbadigli

Il bosco dietro SonnoLungo era famoso per una cosa: nessuno riusciva mai a raggiungerne la fine perché, dopo pochi passi, veniva colto da una tale sonnolenza da addormentarsi all'ombra di un albero. Tito però aveva un vantaggio: era abituato a inciampare e cadere. Così, ogni volta che gli stava per venire sonno, metteva un piede in una radice e si ritrovava a rotolare giù per la collina, svegliandosi di colpo.

Mentre camminava, mangiucchiando la sua brioche, Tito sentì un fruscio tra i cespugli. Si fermò. Un coniglio con gli occhiali gli si parò davanti, reggendo un taccuino.

"Salve, sono Berto, il Coniglio Archivista," disse con voce squillante. "Ti vedo sveglio, Tito. Sei qui per caso o per errore?"

"Forse per errore... ma devo trovare il Gatto del Sonno! È stato rapito!" spiegò Tito, le briciole di brioche cadendo ovunque.

Berto scrisse qualcosa sul taccuino. "Interessante. Secondo i miei appunti, il Gatto del Sonno è stato visto l'ultima volta vicino alla Radura dei Ronfanti, ma... attenzione! Da quelle parti vive la Strega delle Piume!"

"La Strega delle Piume?" chiese Tito, già immaginando una vecchietta con la scopa che lanciava piumini invece di incantesimi.

"Sì, è terribile. Trasforma chiunque disturbi il suo sonnellino in... guanciali!" sospirò Berto, rabbrividendo.

"Ma se la sveglio, magari mi aiuta a trovare il Gatto del Sonno!" disse Tito, pensando che, se c'era una cosa che sapeva fare, era svegliare la gente, soprattutto per sbaglio.

Berto lo guardò come se Tito fosse completamente matto, ma poi gli offrì una carota di scorta. "Buona fortuna, giovane eroe. E non dimenticare di annotare tutto, così potrò scriverlo nel Grande Libro delle Avventure che Nessuno Ha Mai Finito di Leggere."

Tito ringraziò e continuò, inciampando su un sasso e atterrando proprio nella Radura dei Ronfanti. Era un posto magico, pieno di cuscini giganti, piume che cadevano lentamente dal cielo e alberi che russavano piano. Al centro, su un trono di piume, dormiva la Strega delle Piume, coperta da una vestaglia rosa e una mascherina sugli occhi.

Tito si fece coraggio e si avvicinò, inciampando su una piuma e finendo con il viso contro il trono. La Strega si svegliò di soprassalto.

"Chi osa disturbare il mio sonno di bellezza?!" sbottò, togliendosi la mascherina.

"Ehm... scusi, signora Strega, mi chiamo Tito e sto cercando il Gatto del Sonno," balbettò Tito, mentre una piuma gli solleticava il naso.

La Strega lo fissò, poi sbadigliò rumorosamente. "Il Gatto del Sonno? L'ho visto passare qui. Ma era inseguito da uno strano personaggio, tutto vestito di viola e con una sveglia in testa! Andavano verso la Collina degli Sbadigli Eterni."

Tito ringraziò, ma la Strega lo fermò. "Aspetta! Se vuoi proseguire, dovrai superare la Prova della Piuma. Nessuno può attraversare la mia radura senza dimostrare di essere degno!"

"E in cosa consiste?" chiese Tito, già preoccupato.

"Dovrai resistere per cinque minuti senza addormentarti, mentre io ti racconto la storia più noiosa di tutti i tempi!"

Tito deglutì. Era una prova quasi impossibile, ma non poteva tirarsi indietro.

La Strega cominciò: "C'era una volta un tappeto. Il tappeto era beige. Sul tappeto viveva una briciola di pane..."

Tito sentì le palpebre diventare pesanti. Si pizzicò, si tirò i capelli, masticò la carota di Berto così forte che quasi si spezzò un dente. Dopo un tempo infinito, la Strega sbadigliò e disse: "Bravissimo, ce l'hai fatta! Non vedevo nessuno resistere così da... mai! Puoi andare, piccolo avventuriero."

Tito quasi saltò di gioia. Ora sapeva dove andare.

Capitolo 3: La Collina degli Sbadigli Eterni

La Collina degli Sbadigli Eterni era un luogo leggendario, famoso per un vento che sussurrava ninne nanne. Tito salì la collina, inciampando un paio di volte e rotolando giù, ma ogni volta si rialzava (dopo aver rimosso qualche filo d'erba dai capelli).

In cima alla collina, trovò uno spettacolo strano: un uomo tutto vestito di viola, con una grossa sveglia sulla testa, teneva il Gatto del Sonno chiuso in una gabbia fatta di molle di materasso.

"Ah! Un piccolo eroe! Sei venuto a fermarmi, eh?" disse l'uomo, facendo ticchettare la sveglia.

"Ehm... sì. Più o meno," rispose Tito, che non aveva mai visto un cattivo così strano.

"Sono il Conte Sveglione! E nessuno dormirà più mentre io sarò qui! Con il Gatto del Sonno nelle mie mani, il mondo sarà sempre sveglio! Via le sieste, via i sogni! Solo orari, compiti e sveglie che suonano alle sei del mattino!" gridò il Conte, ridacchiando malvagiamente.

Il Gatto del Sonno miagolava tristemente, sbadigliando ogni tanto.

Tito pensò. Non era forte, non era veloce, non aveva nemmeno una spada magica. Ma aveva una cosa: una brioche appiccicosa e la capacità di creare confusione.

Allora si avvicinò, fingendo di inciampare e lanciò la brioche proprio sulla sveglia del Conte. La sveglia partì a tutta velocità, facendo "DRIIIIN" così forte che perfino gli alberi si coprirono le orecchie. Il Conte Sveglione si mise a saltellare su una gamba sola, cercando di liberarsi dalla brioche appiccicosa.

"Ma che... questa è marmellata di albicocche! La odio!" gridò, mentre la sveglia continuava a suonare impazzita.

Il Gatto del Sonno, approfittando della confusione, cominciò a miagolare così dolcemente che il Conte, Tito e perfino la gabbia di molle si addormentarono di colpo. Tito si svegliò dopo pochi minuti, sentendo il Gatto che gli leccava la mano.

"Bravo, Gatto del Sonno! Abbiamo vinto!" esultò Tito.

Il Conte Sveglione russava rumorosamente, con la sveglia ancora incastrata tra i capelli.

Capitolo 4: Il Ritorno Trionfale (più o meno)

Tito prese il Gatto del Sonno in braccio (che pesava come un sacco di piume) e tornò verso il villaggio. Lungo la strada, incontrò Berto il Coniglio Archivista che scriveva furiosamente sul suo taccuino.

"Allora, Tito! Hai salvato il Gatto del Sonno? Racconta, racconta!"

"Sono inciampato, ho lanciato una brioche, il Conte Sveglione si è incollato la sveglia in testa, il Gatto ha miagolato e... tutti si sono addormentati," spiegò Tito, tutto d'un fiato.

Berto annuì. "Una delle storie più movimentate che abbia mai sentito! Ti meriti una carota dorata!"

"Ma io preferisco le brioches," rispose Tito, ridendo.

Quando arrivarono al villaggio, tutti erano ancora un po' assonnati. La signora Nocciolina preparò una torta gigante con scritto "Grazie Tito!" (anche se la scritta era al contrario, perché aveva impastato con gli occhi chiusi).

Il Gatto del Sonno fu accolto come una star e tutti si misero a dormire profondamente. Perfino il sindaco, che aveva l'abitudine di addormentarsi durante i discorsi, questa volta si addormentò mentre applaudiva.

Tito si sentì felice come non mai. Aveva vissuto un'avventura incredibile, anche se a modo suo. Nessuno aveva mai salvato il villaggio inciampando e lanciando brioche, ma a SonnoLungo anche questo era possibile.

Capitolo 5: Un Eroe per Caso

Da quel giorno, Tito venne considerato il più grande eroe dei Dormiglioni. Ogni volta che qualcuno gli chiedeva come aveva fatto, Tito rispondeva: "Ho fatto del mio meglio... e il resto l'ha fatto il Gatto del Sonno!"

La Strega delle Piume lo invitò spesso per prendere il tè, ma solo se prometteva di non raccontare storie noiose. Berto il Coniglio Archivista scrisse un intero capitolo su Tito nel suo libro, anche se ogni tanto si addormentava mentre lo rileggeva.

Il Conte Sveglione fu spedito in esilio nella Città dei Mattinieri, dove nessuno dormiva mai, così poteva suonare la sua sveglia quanto voleva senza disturbare nessuno.

Tito però non cambiò molto. Continuava a inciampare, a mettere la maglietta al contrario e a combinare pasticci, ma ora sapeva che anche chi non è perfetto può fare cose straordinarie, soprattutto se lo fa con il sorriso.

E così, ogni sera, mentre il Gatto del Sonno miagolava dolcemente e il villaggio si addormentava sereno, Tito sognava nuove avventure. Perché in un mondo dove anche l'eroe più pasticcione può salvare tutti, tutto è possibile. Anche una storia che inizia con una brioche e finisce con un grande sbadiglio di felicità.

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Siesta
Un breve sonno che si fa di solito dopo pranzo.
Miagolio
Il suono che fa un gatto quando comunica.
Rapito
Quando qualcuno viene portato via contro la sua volontà.
Proverbiale
Quando qualcosa è molto conosciuto e usato come esempio.
Malvagio
Una persona che fa cose cattive o sbagliate.
Epico
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