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Fantasy umoristico 9/10 anni Lettura 7 min.

Fiammetta e la ninna dell'incantesimo

Fiammetta, un piccolo drago con ciabatte troppo grandi, cerca di cullare un antico sort sotto una pietra e, con l'aiuto della signora Brocca, una farfalla di carta e un gufo scettico, affronta melodie maldestre e un incantesimo burlone.

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Un piccolo drago bambino sorridente dalle scaglie verde tenue, con ciabatte rosa troppo grandi, seduto su una grande pietra liscia vicino a un ruscello, tiene una copertina a pois e culla una piccola pietra che brilla mentre canta una ninna nanna; accanto a lui la signora Brocca, anziana lavandaia tonda in abito a fiori dagli occhi dolci, sorregge una pila di panni colorati e segue il ritmo battere le mani; una farfalla di carta multicolore posa sulla spalla del drago e batte le ali come un metronomo; Guardino, il gufo scettico dal piumaggio grigio-bruno, osserva dall'alto di un vecchio lampione con aria divertita; alcuni bambini del villaggio raccolgono cappelli insoliti a terra, alcuni con foglie e fiori piantati sopra; ambientazione: riva al crepuscolo con erba ondeggiante, salici dal fogliame cadente, pozzanghere che riflettono, lucciole e una stella bassa; scena: momento tenero e buffo in cui il drago calma un antico incantesimo raffigurato dalla pietra luminosa mentre intorno tutto viene rimesso in ordine. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Il drago con le ciabatte

Nel villaggio di Pietra-Calda abitava un piccolo drago chiamato Fiammetta. Non soffiava fiamme per arrosti né rubava galline. Indossava ciabatte troppo grandi e collezionava tazze da tè rotte. Aveva occhi gentili e un naso che si arricciava quando leggeva poesie.

Quella mattina Fiammetta aveva un compito serio: doveva cullare un vecchio sort. No, non era un bambino, né una lanterna. Era un incantesimo stanco, nascosto sotto una pietra liscia vicino al fiume. Si diceva che quel sort, se svegliato male, avrebbe scambiato le piante con i cappelli e fatto ridere le mucche come galline. Per prudenza il villaggio aveva messo il sort a dormire e bisognava solo scaldarlo con una ninnananna gentile.

Fiammetta raccolse il suo fagottino: una coperta a pois, una cucchiaino di miele e un libro di melodie improbabili. "Andiamo," disse al suo riflesso nella tazza preferita. Il riflesso rispose con un cenno buffo, come fanno i riflessi quando hanno sonno.

Capitolo 2: L'incontro con la signora Brocca

Sulla via incontrò la signora Brocca, una vecchia lavandaia che parlava sempre in rime. Portava in equilibrio una pila di panni che parevano avere storie proprie. "Dove vai, piccola fiamma?" cantò la signora Brocca.

"Devo cullare un sort," spiegò Fiammetta, che non era abituata a dire cose così grandi. "È un sort molto anziano. Non deve svegliarsi arrabbiato."

La signora Brocca lo guardò con occhi dolci. "Ah, il sort sotto la pietra. Lo so! Posso aiutare. Ho una canzone che fa addormentare le scarpe."

"Grazie!" esclamò Fiammetta, e il cuore gli fece un saltello così grande che quasi perse una ciabatta. Insieme cantavano una melodia stonata e perfetta. La signora Brocca batté le mani come se stesse schioccando il bucato e il ritmo sembrava lavare l'aria.

Mentre andavano, una farfalla di carta — perché anche le farfalle, a Pietra-Calda, avevano gusti particolari — si unì al coro. "La musica è meglio a tre voci," disse con voce frusciante. Fiammetta ringraziò la farfalla e la invitò a sedersi sulla sua spalla.

Capitolo 3: Il gufo scettico e la pozza parlante

Vicino al fiume, il gufo-scettico, Guardino, li osservava dall'alto di un lampione. "Un sort? Davvero? Non fare errori, piccolo drago. Gli incantesimi sono capricciosi." La sua voce era piena di punti interrogativi.

"Faremo attenzione," rispose Fiammetta con serietà, ma con un sorrisetto. Aveva imparato che il ridere ammorbidisce le cose ostinate.

Si avvicinarono alla pietra liscia. La pozza accanto, che amava commentare tutto, disse: "Attenzione alle rime. Gli incantesimi preferiscono parole dolci." E sputò un piccolo zampillo di acqua fredda, che profumava di limone.

Fiammetta mise la coperta a pois sopra la pietra, si sedette, aprì il libro delle melodie e cominciò a cantare. La signora Brocca intonava la sua canzone, la farfalla batteva le ali come un piccolo metronomo e persino il gufo, che non lo avrebbe confessato mai, canticchiò un miagolio di sottovoce.

Ma il sort era vecchio e burlone. Al primo verso, tossicchiò. "Ahem," fece, non con la voce di un sort ma con quella di un vecchio mollettino da bucato. Le prime note fecero sbuffare nuvolette colorate e un calabrone passeggiò sulle punte dei piedi.

Capitolo 4: Il quiproquo delle piante-cappello

Proprio quando la melodia sembrava funzionare, un vento malizioso soffiò tra gli alberi. Le note si mischiarono con i fischi del vento e, ahimè, una rima saltò fuori di posto. Improvvisamente, dal terreno sbucarono cappelli con foglie al posto delle piume. Le margherite fecero il processo alle intenzioni e si misero a raccontare barzellette sulle radici.

"Oddio!" gridò la signora Brocca, mentre la farfalla di carta si arricciava dal ridere. Il gufo batté le ali e per poco non cadde dal lampione. Fiammetta rimase calma: sapeva che gli incantesimi confusi non erano pericolosi, solo... imbarazzanti.

"È colpa mia," disse ad alta voce, con voce piccola ma sincera. "Forse ho cantato la rima del 'salice-ombrello' al posto di quella del 'salice-cuscino'." Si sentì rossa come una mela cotta. Ma la signora Brocca lo guardò e disse: "Perché sentirsi colpevoli quando puoi chiedere aiuto?"

Così iniziarono a sistemare: i cappelli tornarono timidamente a terra e le piante, dopo aver fatto una risata collettiva, si scusarono per la confusione. Anche i bambini del villaggio, attiratti dalla musica, aiutarono a riporre i cappelli sulle teste sbagliate e a liberare le margherite dalle loro cariche comiche.

Fiammetta imparò che chiedere scusa e chiedere aiuto è una magia potente quanto qualsiasi incantesimo.

Capitolo 5: La ninna nanna che fece brillare una stella

Quando tornò il silenzio, Fiammetta riprese a cantare. Stavolta cantò con la voce più dolce che aveva, aggiungendo un piccolo ringraziamento per ogni aiutante: "Grazie, Brocca, grazie, Guardino, grazie a te che voli di carta..." Le parole si posarono sulla pietra come zucchero su una torta.

Il sort, stanco ma ascoltato, si lasciò cullare. Le note, morbide come coperte, si fusero con il fiume e con i sospiri della sera. E proprio mentre l'ultimo verso si scioglieva nell'aria, una stella cadente — non arrabbiata, solo curiosa — si fermò sopra il villaggio e si mise a brillare fermamente, come fosse d'accordo con tutto quel dolce trambusto.

"Guarda!" disse la farfalla. "Ci guarda una stella!"

"Ci veglia," sussurrò la signora Brocca, come se raccontasse un segreto. Anche il gufo, che era sempre così scettico, fece un piccolo sorriso che sembrava un applauso.

Fiammetta sentì una felicità calda nel petto. Aveva cullato il sort, aveva imparato a chiedere aiuto e a ringraziare. Aveva ricevuto canzoni, risate e mani amiche. Ora una stella sorvegliava il villaggio, come una lanterna speciale che non si spegne mai.

Prima di tornare a casa, Fiammetta disse: "Grazie a tutti. Ogni aiuto è una magia." E la stella scintillò, come per dire: "E io veglierò."

Nel silenzio che seguì, si udirono ancora, per un momento, le ultime note della ninna nanna. Il fiume sospirò, la farfalla si rannicchiò sulla tazza preferita di Fiammetta e la notte, piena di piccole risate trattenute, andò a dormire con un sorriso.

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Sort
Una parola usata per dire un incantesimo o magia nascosta e antica.
Incantesimo
Una parola o azione magica che cambia le cose o fa succedere eventi strani.
Ninnananna
Canzone dolce che si canta per aiutare qualcuno a prendere sonno.
Riflesso
L'immagine che vedi su una superficie lucida, come in una tazza o specchio.
Burlone
Qualcuno che ama fare scherzi o prendere in giro in modo giocoso.
Malizioso
Che fa le cose con un piccolo spirito di cattiveria o di scherzo sottile.
Rima
Parole con suoni simili alla fine, usate spesso nelle filastrocche o poesie.
Metronomo
Piccolo strumento che segna il ritmo regolare per chi suona musica.
Zampillo
Getto d'acqua che salta fuori, come una piccola spruzzata o goccia veloce.
Fagottino
Piccolo pacco o involto con cose dentro, utile per portare oggetti.

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