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Storia divertente di fratelli 11/12 anni Lettura 17 min.

La missione della casa perfetta: buio, cera e una banana importante

Quattro amici organizzano una "Missione Casa Perfetta" tra liste, candele e una caccia al tesoro al buio, imparando a combinare l'entusiasmo creativo di Teo con l'ordine di Nico.

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Ci sono quattro ragazzi di 12 anni: Nico, bruno con capelli corti pettinati di lato, viso serio e occhiali rotondi, tiene una lista e sta in piedi a sinistra del divano; Teo, suo gemello biondo e spettinato con sorriso malizioso e maglietta rossa macchiata di cioccolato, è accovacciato vicino a una scatola di giocattoli con una torcia giocattolo spenta, a destra di Nico; Ludo, castano con occhiali sportivi sulla testa e aria entusiasta, siede sul tappeto mostrando un cronometro immaginario tra Nico e Samu; Samu, capelli neri ricci e sorriso tranquillo, maglietta verde, tiene un biscotto mezzo mangiato vicino al tavolino. Ambientazione: salotto familiare caldo dipinto ad acquerello, pareti crema con poster d'avventura, grande divano blu con cuscini colorati, tappeto morbido con macchie di cioccolato, tavolino di legno con candele spente e scatola di biscotti aperta, luce arancione soffusa. Situazione: i quattro fanno una mini "missione in casa" durante un blackout preparando una caccia al tesoro con indizi di carta sul pavimento, risate e gesti animati, atmosfera comica e tenera, composizione compatta attorno al tavolino. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Quattro dodicenni e un'idea brillante… forse

Sabato pomeriggio, casa dei gemelli Riva: un posto dove le calze spariscono misteriosamente e i biscotti finiscono “da soli”.

Io sono Nico. Dicono che parlo come un presentatore di quiz: calmo, preciso, con l'aria di uno che ha sempre un piano. Mio fratello gemello, Teo, invece è un fuoco d'artificio con le scarpe da ginnastica: scatta, inventa, combina, ride prima ancora di sapere perché.

Quel giorno erano venuti anche gli altri due del nostro gruppo: Ludo, che vede trappole e strategie ovunque, e Samu, che ha un talento speciale per dire la verità nel momento più scomodo.

Stavamo in salotto, circondati da cuscini, controller e un pacco di patatine che Teo aveva già aperto con la delicatezza di un cinghiale in biblioteca.

—Ragazzi, oggi facciamo “Missione Casa Perfetta”! —annunciò Teo, saltando sul tappeto. —In un'ora: camera in ordine, merenda pronta e… sorpresa finale!

—Sorpresa finale? —chiese Samu, sospettoso.

—Una cosa piccola —disse Teo, facendo il gesto del “poco poco” con le dita, che in realtà sembrava “un meteorite”.

Ludo si illuminò. —È una prova a tempo? Con penalità? Posso fare il cronometrista!

Io alzai un sopracciglio. —Prima regola della casa perfetta: organizzazione. Se no finiamo in una catastrofe… ordinatissima.

Teo mi diede una pacca sulla spalla. —Fratello, tu sei l'organizzazione fatta persona. Io sono… la parte divertente.

—E io sono il testimone oculare —mormorò Samu.

Ci dividemmo i compiti. Io: lista e coordinamento. Teo: “sorpresa finale”. Ludo: cronometro e “controllo qualità”. Samu:… beh, Samu era incaricato di “non farci morire”.

Partimmo come una squadra di supereroi, solo con più briciole.

Capitolo 2: La lista di Nico contro il caos di Teo

Presi un foglio e scrissi grande: “PIANO”.

1) Raccogliere vestiti

2) Riporre giochi

3) Pulire veloce

4) Merenda

5) Sorpresa (controllata!)

—La lista è come una mappa del tesoro —spiegai. —Se la segui, non finisci nella palude.

Teo guardò la lista come se fosse un libro di matematica. —Ok, ok. Però la sorpresa ha bisogno di… atmosfera.

—Atmosfera? —ripeté Ludo, già pronto a segnare una penalità.

Teo fece scivolare fuori dalla tasca un pacchetto di candele di compleanno. —Mini-luci.

—Quelle si mettono sulle torte, non sulla moquette —disse Samu.

—Tranquilli, uso anche— —Teo cercò nelle tasche e tirò fuori un rotolo di nastro adesivo e… una torcia giocattolo senza batterie. —Ehm. Dettagli.

Io respirai come fa la mamma quando vede i piatti nel lavandino: lento e controllato. —Teo, ascolta. Facciamo così: prima ordine, poi “atmosfera”, ma senza fuoco, senza colla e senza esperimenti elettrici.

Teo fece il saluto militare. —Agli ordini, Capitano Lista!

Partì la corsa. Ludo urlava tempi come un telecronista:

—Trenta secondi! Un minuto! Nico, hai appena salvato un calzino da una fine tragica sotto il letto!

Samu trovò un dinosauro di plastica nel cassetto delle posate. —Questo è… normale?

—È un progetto scientifico —rispose Teo, serio serio. —“Evoluzione della forchetta”.

—Certo —disse Samu. —E io sono un tostapane.

In camera nostra, io piegavo magliette in pile ordinate. Teo, invece, provava a “ottimizzare” infilando tutto in un'unica scatola enorme.

—Teo, quella scatola sembra pronta a esplodere.

—No, è compressione creativa!

—Si chiama “bomba di Lego”.

Teo sollevò la scatola. Dall'interno uscì un “clack clack” inquietante.

—Ok —dissi. —Regola due: un oggetto, un posto. Non un posto, tutti gli oggetti.

Ludo segnò sul suo taccuino immaginario. —Punto per Nico. Mezzo punto per la scatola, perché è coraggiosa.

Teo sospirò, poi sorrise. —Va bene. Però la sorpresa finale la faccio io.

—Con supervisione diplomatica —aggiunsi.

—Con supervision— —Teo si fermò e mi fece una linguaccia. —Sì, sì, come vuoi.

In quel momento, dalla cucina arrivò un profumo di biscotti… o forse era solo l'illusione delle patatine.

—Merenda! —gridò Samu, felice come se avesse trovato un tesoro.

E proprio mentre andavamo verso la cucina… la casa fece “TAC”.

Le luci si spensero.

Capitolo 3: Buio totale, idee luminose (più o meno)

—Ehm —disse Ludo, che nel buio sembrava un'ombra con le ginocchia. —Questo fa parte della missione?

—Se sì, è la parte horror —mormorò Samu.

Dal corridoio arrivò la voce di mamma: —Ragazzi, è saltata la corrente in tutto il quartiere! Niente panico!

Teo, ovviamente, sentì solo la parola “panico” e la trasformò in “spettacolo”.

—Perfetto! —sussurrò. —Atmosfera garantita.

—Teo —dissi, cercando di mantenere la calma. —Niente “sorpresa” finché non vedo dove metti i piedi. Non voglio trovare Ludo incastrato nel portaombrelli.

—Troppo tardi —disse Ludo. —Sono già vicino a qualcosa di appuntito.

—Quello è un ombrello —risposi. —Non è una spada medievale.

—Peccato.

Io presi la torcia vera dal cassetto dell'ingresso. Clic. Nulla.

—Batterie finite —constatai.

Teo fece un “ta-dà!” nel buio e accese… la torcia giocattolo. Ovviamente, non funzionò.

—È una torcia timida —disse Teo. —Non brilla davanti agli sconosciuti.

Samu sbuffò. —Io lo sapevo.

Mamma chiamò dalla cucina: —Nico, puoi prendere le candele di emergenza? Sono in dispensa, sopra la scatola dei cereali!

—Arrivo! —risposi.

Teo sussurrò vicino al mio orecchio: —Ecco, vedi? Candele. La mia idea.

—Quelle sono per sicurezza, non per i tuoi effetti speciali.

—Sicurezza spettacolare.

Ci muovemmo come quattro gatti in una stanza piena di sedie: piano, con “toc toc” e “ahi!” ogni tanto.

Quando finalmente trovammo le candele, Ludo propose: —Organizziamo il buio! Una squadra per la luce, una per la merenda, una per… il morale.

—Il morale lo gestisce Teo —disse Samu. —È già troppo alto.

Io annuii. —Ok. Piano rapido: accendiamo due candele in cucina, poi prepariamo una merenda fredda. Niente fornelli. E restiamo insieme.

—E la sorpresa? —Teo si sporse come un gatto curioso.

—La sorpresa è sopravvivere senza inciampare —ribattei.

Accendemmo le candele. La cucina diventò un'isola arancione e tremolante. Le ombre ballavano sui muri come se facessero una festa silenziosa.

Teo guardò la fiamma, occhi brillanti. —Sembra una scena da film.

—Sì —disse Samu. —Il film in cui il protagonista non fa sciocchezze.

—Che film noioso —rispose Teo.

Io presi un foglio e una penna. —Ragazzi, visto che siamo bloccati… facciamo una “lista anti-buio”: dove sono le cose importanti. Così, la prossima volta, non sembriamo quattro talpe.

Ludo applaudì piano. —Strategia!

Teo fece finta di svenire sulla sedia. —Liste anche nel buio? Nico, sei incorreggibile.

—E tu sei… Teo —dissi. —Incorreggibile al quadrato.

Ridacchiammo. Anche Samu, che di solito ride come un giudice severo, fece un sorriso.

Finché Teo non disse: —Ho un piano per la sorpresa finale. Con le candele.

Io sentii un brivido che non veniva dal buio. —Che tipo di piano?

—Un piano… bellissimo. E velocissimo. E… quasi sicuro.

“Quasi” è una parola che mi mette in allarme —disse Samu.

Ludo si avvicinò. —Spiegazione completa. Con rischi e contromisure.

Teo abbassò la voce, come se stesse vendendo un segreto. —Facciamo una caccia al tesoro al buio. Con indizi. E premio: l'ultima fetta di torta al cioccolato in frigo.

—Quale torta? —chiese Samu.

—Quella che mamma nasconde per domani —disse Teo, serissimo.

Dalla cucina, mamma: —Ho sentito “torta”?

Teo tossì. —Ho detto “porta”. La porta del frigo.

Io mi massaggiai la fronte. —Ok. Caccia al tesoro sì, ma organizzata. Niente fiamme in giro, niente corse. Indizi scritti grandi. Percorso sicuro.

Teo mi guardò come se avessi appena trasformato un razzo in una bicicletta. Poi sorrise. —Va bene. Però la faccio io con te. Sei il mio… controllore di follia.

—Diplomatico —corressi.

—Diplomatico controllore di follia —concluse lui.

Capitolo 4: Il piano sbagliato… e la correzione lampo

In dieci minuti, con la luce delle candele, preparai gli indizi su foglietti: frecce, parole semplici, una battuta per ogni tappa. “Se vuoi il tesoro, non calpestare il gatto (se c'è).” Non avevamo un gatto, ma faceva ridere.

Teo, invece, stava sistemando la “scena”: due candele sul tavolo, una torcia con batterie prese dal telecomando (sì, dal telecomando), e una fascia per gli occhi che aveva trovato chissà dove.

—La fascia no —dissi subito. —Buio già ce n'è abbastanza.

—Ma è più drammatico!

—È più pericoloso. Organizzazione: sicurezza prima, dramma dopo.

Ludo approvò. —Dramma controllato.

Samu prese una patatina e la mangiò lentamente. —Io voto per il dramma in silenzio.

Partimmo: io e Teo come “master”, Ludo e Samu come “cercatori”.

Primo indizio: in salotto, vicino ai cuscini. Funzionò. Ludo lo lesse ad alta voce:

“Per il prossimo passo, vai dove le scarpe fanno la fila… ma solo se le metti in ordine.” Geniale!

—È un messaggio educativo travestito da gioco —dissi.

—È un messaggio di Nico travestito da Nico —commentò Samu.

Secondo indizio: all'ingresso, vicino alla scarpiera. Teo era così eccitato che parlava sottovoce urlando:

—Dai dai dai, sta andando benissimo!

Poi arrivammo al terzo indizio, nel corridoio. Teo, per “aiutare l'atmosfera”, decise di spostare una candela su uno sgabello.

—Teo, no. La candela resta sul tavolo —disse la mia voce diplomatica, che in quel momento suonava come un vigile urbano.

—Solo un secondo! —Teo allungò la mano.

Sgabello instabile. Candela. Un soffio d'aria.

“OH!”

La candela barcollò e una goccia di cera cadde… proprio sul nostro “tappeto super-morbido”.

—PSSS! —fece la cera, attaccandosi come chewing gum.

Silenzio.

Samu sussurrò: —Ecco. Il momento.

Io intervenni prima che Teo si trasformasse in statua della colpa. —Ok, piano di correzione. Teo, prendi subito un piattino e metti la candela lì. Ludo, vai in cucina e prendi dei cubetti di ghiaccio. Samu, tieni la luce della torcia e… niente commenti per trenta secondi.

—Trenta? —chiese Samu.

—Sì. È una sfida eroica —dissi.

Ludo scattò. —Ghiaccio in arrivo!

Teo eseguì, velocissimo. —Fatto.

Samu trattenne una risata che uscì comunque dal naso: “hnf”.

In cucina, mamma stava parlando al telefono con la nonna. Io feci un cenno: tutto sotto controllo. Più o meno.

Mettemmo il ghiaccio sulla cera. Aspettammo. La cera indurì e venne via quasi tutta.

—Vedi? —dissi a Teo, piano. —Organizzazione non è noiosa. È come un paracadute: ti lascia fare cose pazze… ma senza spiaccicarti.

Teo mi guardò e fece un mezzo sorriso. —Ok. Prometto: niente candele in giro. Solo… idee in giro.

—Quelle sì —concessi. —Ma con un piano.

Samu finalmente parlò. —Posso dire una cosa?

—Sì —risposi.

—Teo, sei un genio. Ma un genio da tenere in un barattolo con etichetta “aprire solo con adulti”.

Teo scoppiò a ridere. Ludo rientrò con aria trionfante. —Missione ghiaccio completata!

La caccia al tesoro riprese, più lenta, più sicura… e molto più divertente, perché ogni tanto Teo inventava un indizio a voce:

—Attenzione! Mostro del corridoio! Si scaccia con… ordine mentale!

—Cos'è l'ordine mentale? —chiese Ludo.

—Pensare dove hai lasciato le cose —dissi.

—Ah —fece Ludo. —È magia vera.

Capitolo 5: Il tesoro, la torta fantasma e la risata generale

Ultimo indizio: davanti al frigo. La luce era poca, ma la speranza era tanta.

Ludo lesse: —“Il tesoro è freddo, ma il cuore è caldo. Apri con delicatezza, o svegli la Torta Drago.”

—Torta Drago! —sussurrò Teo, emozionato.

Samu aprì il frigo con cura. Una luce interna si accese per un secondo… poi si spense. Anche il frigo sembrava dire: “Ragazzi, pure io sono stanco.”

Dentro, c'era… una ciotola coperta con pellicola. Nessuna torta.

Samu sollevò la pellicola. —È… insalata di cetrioli.

Pausa.

Teo spalancò gli occhi. —NO. La torta!

Dalla cucina arrivò mamma, con un sorriso che si vedeva anche al buio. —La torta l'ho portata dalla zia stamattina. Prevenzione anti-Teo.

Teo si mise una mano sul cuore, teatrale. —Tradimento di famiglia!

Io intervenni subito, con tono da diplomatico che salva le alleanze. —Ok, premio alternativo. Organizzazione: piano B.

Ludo scattò. —Io adoro i piani B!

—In dispensa ci sono biscotti e crema di nocciole —disse mamma. —E una banana che sta aspettando di diventare importante.

Teo si illuminò. —Banana importante! Possiamo fare… il “Panino Reale”! Biscotti, crema, banana. Un monumento alla merenda!

Samu annusò l'aria. —Questo sì che è un tesoro.

Organizzammo la merenda come se fosse un evento ufficiale. Io sistemai i piattini in fila, Ludo distribuì i biscotti con precisione militare, Samu tagliò la banana con una serietà esagerata, Teo fece il “maestro di cerimonie”.

—Signore e signori —annunciò Teo, —presento il Panino Reale. Si mangia senza litigare. Al massimo si litiga su chi ha più crema, ma con sorrisi.

—Io non litigo mai —disse Samu, con crema sul naso.

—Hai appena mentito —rispose Ludo.

—Non è vero! —Samu si guardò. —Ok, è vero.

Scoppiammo a ridere. Una risata grossa, di quelle che ti piegano e ti fanno dimenticare il buio.

Teo mi diede una gomitata leggera. —Nico, lo ammetto: senza la tua lista, avremmo appena fondato la Repubblica della Cera sul Tappeto.

—E senza le tue idee —risposi —saremmo qui a contare cucchiai per sport.

—Quello sarebbe divertente —disse Ludo.

—No —disse Samu. —Quello sarebbe una punizione.

Mamma ci guardò, contenta. —Bravi. Avete trasformato una seccatura in una serata.

—Organizzazione —dissi, alzando il biscotto come un brindisi.

—Caos controllato —aggiunse Teo.

—E banana importante —concluse Samu.

Capitolo 6: Luce, ordine e un fischio felice

Dopo la merenda, nel salotto illuminato dalle candele, decidemmo di fare l'ultima cosa della “Missione Casa Perfetta”: rimettere tutto a posto.

—Sul serio? —chiese Teo, con la bocca piena.

—Sul serio —risposi. —Così domani non sembriamo una tribù di pirati che ha perso la mappa.

Ludo si rimise in modalità stratega. —Divisione compiti! Io raccolgo i cuscini. Samu, pattuglia briciole. Teo…

—Io… mi sacrifico e porto i piatti in cucina —disse Teo, come se stesse scalando una montagna.

—E io supervisiono —dissi.

—Supervisioni sempre —borbottò Teo, ma sorrideva.

In pochi minuti, il salotto tornò normale. Quasi. C'era ancora un dinosauro sulla mensola.

Samu lo indicò. —L'evoluzione della forchetta.

—Lo metto al suo posto —disse Teo, e lo portò in camera, ridendo.

Proprio allora, la casa fece “TIC”. Le luci tornarono.

—Evviva! —gridò Ludo.

Il lampadario si accese come se anche lui fosse felice di rivederci. Io sbattei le palpebre: dopo il buio, sembrava di essere finiti dentro una pagina bianca.

Teo guardò la stanza ordinata e la lista sul foglio. —Ok, Nico. La tua roba funziona. Quando le cose hanno un posto… si trova pure il buonumore.

—E quando il buonumore ha un posto —aggiunsi —si trova pure l'ordine.

Samu annuì. —Questa è profonda. Quasi troppo per me.

Ludo mise il pollice in su. —Missione completata!

Teo inspirò, poi fece un fischio lungo e allegro, un “fiuuu!” che rimbalzò tra le pareti come una pallina di gomma.

Io lo imitai. “Fiuuu!”

Ludo e Samu si unirono. Quattro fischi diversi, tutti storti e felicissimi, come una piccola orchestra che non ha letto lo spartito ma si diverte lo stesso.

E in quel momento, con la casa di nuovo luminosa e tutto al suo posto, anche le nostre piccole chamailleries sembrarono solo un altro gioco da sistemare… in una scatola grande, etichettata: “Risate”.

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Un grosso disastro o problema che causa confusione e danni.
Compressione creativa
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Inquietante
Qualcosa che dà fastidio o fa venire un po' di paura.
Penalità
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