C'erano quattro amici. Si chiamavano Leo, Tom, Sami e Nico. Avevano tre anni. Giocavano insieme nel giardino. Ridevano. Erano curiosi.
Un giorno, la torta alle mele era sparita. La torta era sul tavolo. Mamma l'aveva messa lì per la merenda. Ora il piatto era vuoto. Solo una mollica rimaneva. "Oh!" disse Leo. "Dove è la torta?"
I quattro si trasformarono in piccoli investigatori. Si misero in cerchio. "Prima osserviamo," disse Tom piano. Tutti guardavano. Guardarono il piatto. Guardarono il pavimento. Guardarono il tavolo.
"Secondo, chiediamo," disse Sami. Camminarono dentro la casa. Chiesero al gatto. Il gatto dormiva. "Miao," disse il gatto. Non parlava della torta. Chiesero al papà. Papà sorrideva. "Io non ho mangiato," disse papà. Chiesero alla nonna. Nonna rideva e disse: "Non l'ho vista."
"Terzo, cerchiamo tracce," disse Nico. Tutti si inginocchiarono. Trovarono piccole impronte marroni vicino al balcone. Erano impronte di scarpe piccole. "Sono nostro?" chiese Leo. Guardarono le loro mani. Erano pulite. Le scarpe invece avevano un po' di briciole.
I quattro si scambiarono uno sguardo. "Ordiniamo le cose importanti," disse Tom. "Importante: le impronte. Non importante: il gioco di costruzioni." Posero i mattoni da parte. Si concentrarono sulle briciole.
Seguendo le briciole, andarono piano piano. Le briciole facevano una striscia. La striscia portava al salotto. Nel salotto c'era una coperta sul divano. La coperta tremolava un poco. "Forse..." sussurrò Sami.
Sollevare la coperta fu una piccola avventura. Sotto la coperta c'era un ometto di peluche che sorrideva. E attaccato al peluche, c'era un sacchetto con dentro una piccola fetta di torta. Le briciole erano tutte lì. Tutto era dolce e silenzioso.
"Chi ha messo la torta qui?" chiese Nico. I quattro pensarono. Poi Leo ricordò. "Io ho visto la porta del balcone aperta." Tutti guardavano la porta. Era un po' aperta. L'aria entrava piano.
Allora capirono. Il vento aveva fatto cadere un piatto dalla tavola. La fetta era rotolata fuori. Una passera, un uccellino piccolo, aveva preso la fetta. L'uccellino l'aveva poi lasciata vicino al divano. Il peluche aveva raccolto la fetta con la zampa morbida. I quattro risero piano. Tutto era chiaro.
"Buon lavoro!" disse papà. "Avete osservato, chiesto e trovato tracce." Mamma applaudì. I quattro investigarori mangiarono insieme l'altra fetta di torta. Ne rimase abbastanza per tutti.
Prima di finire, fecero una regola semplice. "Se qualcosa sparisce, guardiamo prima le tracce," disse Tom. "Poi chiediamo," aggiunse Sami. "E non corriamo," disse Leo. "Sì," disse Nico, "usiamo il cervello."
La casa tornò tranquilla. Il sole entrava dalla finestra. Il gatto si stiracchiò. L'uccellino cantò sul ramo. I quattro amici giocarono sereni. Avevano risolto il mistero insieme. Si sentirono grandi. E si abbracciarono felici.