Lina ha tre anni e un cappellino giallo. Sul tavolo della cucina tiene una lente di plastica e un taccuino con adesivi. Oggi è “detective Lina”.
La mamma prepara la merenda. Il papà sistema le sedie. Il gattino Milo fa “miao” vicino alla porta.
Poi succede una cosa strana: una scarpa è sparita.
“Dov'è la mia scarpa blu?” chiede papà, guardando sotto la panca. “Ne ho una sola!”
Lina apre bene gli occhi. Un mistero in casa! Ma niente paura: si può cercare insieme.
“Io aiuto!” dice Lina. “Nessuno piange. Facciamo i passi-passi da detective.”
La mamma sorride. “Brava. Prima regola: guardiamo e pensiamo.”
Lina prende la scarpa rimasta. È una scarpa blu, grande, con un laccio bianco. La mette vicino alle sue scarpine rosa, piccole e con il velcro.
“Vedi?” dice Lina a Milo. “Questa è grande grande. La mia è piccola piccola. Non si confondono!”
Lina cammina piano sul tappeto e osserva il pavimento. “Cerco le impronte… i segni dei passi,” sussurra, come nei libri.
Vicino al divano trova due impronte di fango, piccole. Non sono grandi come quelle del papà.
“Papà, guarda! Questi passi sono piccoli. Piccoli come… come le scarpe di bimbo!” Lina indica.
Il papà si gratta la testa. “Io ho camminato solo qui, ma i miei passi sono enormi.”
La mamma annusa l'aria. “E sento odore di giardino.”
Lina guarda le scarpe di tutti all'ingresso. Ci sono le ciabatte della mamma, le sue scarpine rosa, le scarpe da ginnastica verdi del vicino (oggi è venuto a salutare), e gli stivaletti rossi della nonna.
Lina mette in fila le scarpe, una vicino all'altra, come una parata. “Facciamo il confronto!” dice felice.
“Questa è lunga,” dice toccando la scarpa del papà. “Questa è media,” dice sulle scarpe verdi. “Questa è piccola,” dice sulle sue. “E questa è… rossa e forte,” dice sugli stivaletti della nonna.
La nonna ride. “Forte sì!”
Lina nota una cosa: sul tappeto c'è un segno di laccio bianco, come una piccola riga. “Un laccio ha strisciato qui,” dice Lina.
“Dove va la riga?” chiede la mamma.
Lina segue la riga fino alla cesta dei giochi. La cesta è piena di blocchi, pupazzi e… una coperta.
Lina ascolta. “Sento… ‘miao'?” Milo è lì, seduto, con un'aria innocente. Innocente… più o meno.
“Ciao Milo,” dice Lina dolce. “Hai visto una scarpa blu? Non ti sgrido. Voglio capire.”
Milo fa “mrrr” e guarda la coperta dentro la cesta.
Lina alza la coperta piano piano. Sotto c'è qualcosa di blu! Ma è solo un calzino. Lina ride. “Calzino blu! Non è la scarpa.”
Allora Lina guarda meglio: accanto al calzino c'è una macchinina rossa, e dietro la macchinina… una punta blu.
“Eccola!” esclama Lina. “La scarpa blu si è nascosta dietro la macchinina!”
Il papà sospira felice. “Che sollievo!”
Lina prende la scarpa e la confronta con l'altra. “Due scarpe uguali,” dice. “Così i piedi sono contenti.”
La mamma accarezza Lina. “Come hai fatto?”
Lina conta con le dita. “Uno: ho guardato i passi piccoli. Due: ho annusato il giardino. Tre: ho seguito il segno del laccio. Quattro: ho chiesto a Milo con gentilezza.”
Milo fa “miao” come per dire: “Io aiutavo!”
La nonna ride. “Bravo gattino… un po' birichino.”
Il papà si mette le scarpe. “Detective Lina, mi fido di te.”
Lina si sente calda e felice, come una coperta. “Anche io mi fido di voi,” dice. “Quando cerchiamo insieme, il mistero diventa un gioco.”
Poi tutti fanno merenda. Milo si stende vicino alle scarpe, ma stavolta le guarda soltanto. E Lina, con il suo cappellino giallo, chiude il taccuino: caso risolto, in casa, con sorrisi e fiducia.