Nella Cucina del Bosco, tutto profuma di pane caldo e miele dolce. I piatti cantano “cling cling” quando si salutano. Il tappeto a pois dorme tranquillo sul pavimento.
Pip, il topolino investigatore, porta un cappellino blu e una lente piccola piccola. Ha una borsa con una matita, un taccuino e tre biscotti per pensare meglio.
Quella mattina, Pip sente un “Oh no!” molto buffo.
È Pina la teiera, rotonda e lucida. Il suo coperchio trema.
“Mi manca qualcosa!” dice Pina.
“Cosa ti manca?” chiede Pip, con voce dolce.
“Mi manca la mia targhetta!” sospira Pina. “La targhetta con il mio nome. Era qui, sul mio pancino.”
Pip guarda. Sul pancino di Pina c'è solo un segnetto chiaro. Come un quadratino.
“Niente paura,” dice Pip. “Facciamo un'indagine calma e furba. La ritroviamo.”
Arriva anche Togo il tostapane. È quadrato e un po' serio.
“Una targhetta sparita?” fa Togo. “Che cosa strana.”
Saltella una forchetta d'argento, Fifi, sempre curiosa.
“Io aiuto! Io aiuto!” dice. “Posso essere… la Forchetta Assistente!”
Pip sorride. “Va bene, Forchetta Assistente. Prima regola: guardiamo bene. Seconda regola: ascoltiamo bene. Terza regola: non corriamo.”
Pip si abbassa vicino a Pina. Sul tavolo ci sono briciole. Vicino alle briciole, una strisciolina lucida.
“Guarda, Fifi,” dice Pip. “Una strisciolina d'argento. Che cosa può essere?”
Fifi la annusa. “Sa di tè alla menta!”
Pina fa “Uh!” “Io adoro la menta.”
Pip segna sul taccuino: STRISCIOLINA LUCIDA + PROFUMO DI MENTA.
Poi Pip vede tre puntini sul tavolo. Sono piccoli piccoli. Sembrano gocce secche.
“Che cosa sono questi puntini?” chiede Pip.
Togo li guarda bene. “Sembrano gocce di miele.”
Dal ripiano, il barattolo di miele, Mielino, borbotta piano: “Io… ieri ho starnutito. Pluf. Forse ho fatto cadere qualche goccia.”
“Bene,” dice Pip. “Non è un guaio. È un indizio.”
Pip guarda in giro. Sul pavimento, vicino al tappeto a pois, c'è un pezzetto di carta colorata. È verde.
Fifi lo prende con delicatezza. “È verde come… la scatola del tè!”
Pina sussurra: “La scatola del tè sta sullo scaffale basso.”
Pip fa un passo verso lo scaffale basso. Lì c'è Scatolina Tè, una scatola con disegni di foglie. Sembra un po' imbarazzata.
“Ciao, Scatolina,” dice Pip. “Hai visto una targhetta con scritto ‘PINA'?”
Scatolina Tè fa “Cric.” “Io… ho visto tante cose. Le foglie, i cucchiaini, le briciole…”
“Puoi aiutarci,” dice Pip. “Siamo amici. Non è una gara. È un gioco di trovare.”
Scatolina Tè si apre un poco. “Io ieri mi sono spostata. Qualcuno mi ha urtata. E… qualcosa è scivolato vicino a me.”
Pip mette la lente davanti alla scatola. Sulla base c'è un piccolo graffietto. E un luccichio.
“C'è un luccichio qui!” dice Pip.
Ma la targhetta non c'è.
Pip si ferma. Respira piano. “Quando non trovi subito, fai un piano. Piano semplice.”
Sul taccuino disegna tre cerchi.
“Uno: dove era la targhetta. Due: dove abbiamo trovato indizi. Tre: dove potrebbe essere adesso.”
Fifi batte i dentini della forchetta: “Uno, due, tre! Io so contare!”
Pip parla come un investigatore gentile:
“La targhetta era sul pancino di Pina. Poi è caduta o è stata staccata. Se è caduta, potrebbe essere finita… sotto qualcosa. Se è stata spinta, potrebbe essere scivolata… lungo una strada.”
“Quale strada?” chiede Togo.
Pip indica le gocce di miele. “Le gocce sono sul tavolo e portano verso il bordo. Come piccoli puntini: plin, plin, plin. Guardiamo dove vanno.”
Tutti guardano. I puntini vanno verso un angolo del tavolo. Proprio vicino al grande libro di ricette di Nonna Padella. Nonna Padella non è una nonna umana. È una padella grande, con un manico che fa da “braccio”. È saggia e allegra.
“Ho sentito parlare di puntini,” dice Nonna Padella. “Mi piace. Sembra una caccia al tesoro.”
Pip solleva piano il libro di ricette. Sotto, c'è una piccola fessura. E dentro la fessura… qualcosa brilla!
“Eccola!” grida Fifi, ma subito abbassa la voce. “Ops. Eccola.”
Pip infila due zampine e tira fuori una targhetta piccola, argentata. Ha un bordo un po' curvo. Sopra ci sono delle lettere.
Pina fa un sospirone felice: “La mia targhetta!”
Pip però non la attacca ancora. “Aspetta. C'è un pezzo importante dell'indagine: decifrare la targa. Così sappiamo che è proprio la tua.”
Pip pulisce piano la targhetta con un fazzoletto morbido. Le lettere brillano.
“Leggiamo insieme,” dice Pip. “Qui c'è una P. P come Pane.”
“Pane!” ripete Togo, orgoglioso.
“Poi una I. I come… Isola di marmellata.”
Fifi ride. “Isola di marmellata! Che buffo.”
“Poi una N. N come Nocciola.”
Pina fa “Mmm, nocciola.”
“E poi una A. A come Albicocca.”
Pip guarda Pina. “P-I-N-A. Dice ‘PINA'. È tua.”
Pina quasi canta: “Sììì!”
“Ma come è finita sotto il libro?” chiede Togo.
Pip guarda gli indizi: la strisciolina lucida con profumo di menta, il pezzetto di carta verde, le gocce di miele.
“Ecco la storia,” dice Pip, calmo e chiaro. “Ieri Pina ha fatto tè alla menta. Qualcuno ha preso la scatola del tè e l'ha urtata un pochino. La targhetta, già un po' lenta, è scivolata. È caduta sul tavolo. Poi Mielino ha starnutito e ha fatto ‘pluf'. Le gocce hanno reso la targhetta scivolosa. Così la targhetta ha fatto… ‘ssshh' ed è scivolata fino al libro. E poi, quando il libro è stato appoggiato, la targhetta è rimasta sotto.”
Mielino fa un “Ehm.” “Scusate il mio starnuto.”
Pina risponde subito: “Non fa niente. Ora è tornata.”
Fifi alza una punta: “E io? Io sono stata bravissima Assistente!”
“Bravissima,” dice Pip. “Hai osservato e hai aiutato. E hai fatto ridere. Anche quello serve.”
Nonna Padella ride: “E Pip ha avuto pazienza. Quando non trovava, non si è arrabbiato. Ha fatto un piano.”
Pip prende una goccia di colla speciale, profumata di vaniglia. Attacca la targhetta al pancino di Pina, dritta dritta.
Pina si guarda nel cucchiaio come in uno specchio. “Ora mi sento completa.”
Togo propone: “Facciamo una regola nuova. Se qualcosa è un po' lento, lo controlliamo prima.”
“E se qualcosa cade,” aggiunge Fifi, “noi guardiamo sotto! Sotto sotto sotto!”
Pip ride piano. “Sì. E se non troviamo subito, ripetiamo: calma, occhi aperti, piano semplice.”
Nella Cucina del Bosco torna la musica: “cling cling”, “toc toc”, “puf puf”. Pina versa un po' di tè alla menta in tazzine piccole. Mielino offre un dito di miele, ma senza starnutire. Togo scalda il pane con un “cric”.
Pip mette la lente in borsa. Mangia un biscotto per festeggiare.
Il mistero è finito. La cucina è serena. E Pip pensa, contento: domani ci sarà forse un altro piccolo enigma. E lui, con pazienza e amici, saprà cercare ancora.