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Storia di sfida impossibile 7/8 anni Lettura 6 min.

Tommaso e la montagna di biscotti

Tommaso si ritrova su un tavolo gigantesco pieno di oggetti enormi e accetta la “Sfida Impossibile”: raggiungere il biscotto in cima alla montagna inventando stratagemmi divertenti insieme a una briciola vivace.

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Un bambino di 8 anni dal volto rotondo e lentigginoso, espressione meravigliata e determinata, capelli corti castani, camicia a righe blu, scala con cautela una forchetta gigante conficcata contro una montagna di biscotti per raggiungere un grosso biscotto in cima; accanto alla base, a destra del bambino, una piccola briciola di pane antropomorfa alta quanto una mano, con occhi neri tondi e sorriso birichino, braccia e gambe sottili, salta e applaude; sullo sfondo una grande tazza fumante di tè e la scena si svolge su un tavolo enorme di legno chiaro cosparso di grosse briciole e posate sovradimensionate; situazione giocosa e sfidante, atmosfera gioiosa e colorata, colori vivaci, contrasti netti, forme semplici e composizione centrata e leggibile per un pubblico giovane. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Un tavolo più grande del mondo

Tommaso aveva otto anni, una testa piena di idee buffe e un paio di scarpe che facevano “squik” ad ogni passo. Quella mattina, appena si svegliò, si trovò in un posto davvero strano: una stanza enorme, al centro della quale troneggiava un tavolo gigantesco, così grande che sembrava una montagna di legno. Le sue gambe penzolavano dalla sedia come spaghetti troppo corti.

“Ehi! Ma che succede?” sussurrò Tommaso, guardandosi intorno.

Sul tavolo c'erano oggetti giganti: una tazza grande come una piscina, una forchetta lunga quanto un autobus e una montagna di biscotti al cioccolato alta come una casa. Tommaso sbarrò gli occhi.

All'improvviso, sentì una vocina. Era una briciola di pane con le braccia e le gambe, che saltellava allegra.

“Ciao! Sei pronto per la Sfida Impossibile?” chiese la briciola.

“La sfida impossibile?” domandò Tommaso, incuriosito.

“Sì! Devi prendere il biscotto in cima alla montagna di biscotti, senza far cadere nulla. Ma occhio: nessuno c'è mai riuscito!” disse la briciola, facendo una ruota.

Tommaso sorrise. “Impossibile? Per me è solo una parola lunga!” E già pensava a come rendere la sfida un gioco divertente.

Capitolo 2: Un piano strampalato

Tommaso si mise in piedi sulla sedia e guardò la montagna di biscotti. Era altissima. Provò a tendere la mano, ma mancavano almeno dieci palmi per arrivare in cima.

La briciola rise. “Ti serve un trucco!”

Tommaso si grattò la testa. “Se solo avessi una scala…”

Improvvisamente, vide la forchetta gigante. “Aspetta! Potrei usarla come arrampicata!”

Si avvicinò alla forchetta e la trascinò faticosamente verso la montagna di biscotti. La forchetta scivolava un po', ma Tommaso non si arrese. “Forchetta, oggi sei la mia scala!” disse, e iniziò a salire, un dente alla volta.

Dopo qualche dondolio e un paio di “aiuto!” sussurrati, Tommaso stava quasi per raggiungere la cima quando... “Ehi, attento!” gridò la briciola.

Un biscotto rotolò giù, seguito da altri due. Tommaso si fermò subito e si mise a ridere. “Ops! Ho fatto la valanga di biscotti!”

La briciola saltava su e giù. “Che ridere! Ma la montagna si è abbassata un po', ora arrivi meglio!”

Tommaso guardò la montagna, che ora era più bassa e con una rampa fatta di biscotti caduti. “Forse invece di arrampicarmi, posso salire su questa pista di biscotti!”

Capitolo 3: La pista di biscotti

Tommaso scese dalla forchetta-scala e iniziò a sistemare i biscotti caduti uno sopra l'altro, come gradini. “Scala di biscotti, non tradirmi!” disse ridacchiando.

Salì piano, facendo attenzione a non schiacciare troppo i biscotti. Ad ogni gradino, i biscotti scricchiolavano come foglie secche.

La briciola di pane lo seguiva, saltellando: “Guarda che equilibrio! Sei un vero equilibrista!”

Tommaso fece una riverenza. “Per il grande pubblico, la camminata sul biscotto!”

Arrivato quasi in cima, si fermò. “E ora?” chiese.

La briciola guardò il biscotto più alto, che sembrava proprio un trofeo. “Devi prenderlo senza far crollare tutto!”

Tommaso ci pensò un attimo. Poi, con due dita, prese il biscotto… Ma proprio in quel momento, il suo naso iniziò a prudergli.

“Ah… ah… etciu!” starnutì, e i biscotti tremarono come se stesse passando un treno.

La briciola rise ancora più forte. “Hai fatto il terremoto di briciole!”

Tommaso rimase fermo, con il biscotto in mano. “Missione compiuta!” esclamò, saltando giù dalla montagna, atterrando su un cuscino di biscotti sbriciolati.

Capitolo 4: Il tè gigante e il gioco delle tazze

Dopo la conquista del biscotto, Tommaso si accorse della tazza enorme piena di tè fumante.

“Vuoi un po' di tè per festeggiare?” chiese la briciola.

Tommaso annuì. “Ma come faccio a bere da una tazza così gigante?”

La briciola saltò sul bordo della tazza. “Facile! Facciamo la gara di chi pesca più briciole nel tè!”

Tommaso prese la forchetta gigante e la usò come cucchiaio. Ogni volta che pescava una briciola, la briciola gridava: “Preso! Un punto per te!”

Dopo un po', Tommaso decise di fare una fontana di tè: soffiò piano sul bordo della tazza e il tè schizzò in mille goccioline che brillavano come stelle.

La briciola rise: “Hai trasformato il tè in una pioggia di stelle! Sei un mago del gioco!”

Tommaso si inchinò, tutto serio. “Signore e signori, il mago Tommaso vi saluta!”

Capitolo 5: Una risata silenziosa

La sfida impossibile era diventata un gioco meraviglioso. Tommaso si sdraiò sulla tovaglia gigante, con la briciola seduta accanto.

“Allora, come sono andato?” chiese Tommaso.

“Sei stato il più creativo di tutti! Nessuno aveva mai pensato di fare una pista di biscotti o una fontana di tè!” rispose la briciola.

Tommaso sorrise. “Quando un gioco sembra impossibile, basta cambiare le regole!”

La briciola annuì, già pronta per una nuova avventura.

Fu allora che Tommaso sentì un piccolo solletico in pancia e, senza farsi sentire, lasciò scappare una risata silenziosa, una di quelle che fanno vibrare tutto il corpo ma che nessuno sente, tranne chi sa davvero giocare.

E così, tra biscotti sbriciolati e tazze giganti, Tommaso capì che ogni sfida impossibile può diventare il gioco più bello del mondo, se la si affronta con il sorriso.

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Dondolio
Un movimento avanti e indietro lento e un po' instabile.
Valanga
Grandissima caduta di tante cose insieme che scendono veloci.
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