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Storia di sfida impossibile 7/8 anni Lettura 12 min.

Il club dei record strambi e il sorriso del pesce di porcellana

Tic-Tac, una sveglia coraggiosa, guida il Club dei Record Strabici in prove creative e sonore per riuscire a far sorridere il silenzioso Pesce Porcellana, trasformando l'impossibile in un gioco condiviso con gentilezza.

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Tic-Tac, una piccola sveglia meccanica in metallo lucido con sorriso dipinto, è determinato e gioioso, sta su un tavolo di legno chiaro emettendo un piccolo "bip" musicale con la manopola alzata; Il Pesce Porcellana, un pesce in porcellana bianca con occhi neri dipinti, è sorpreso e lievemente sorridente su una mensola alta, con una molletta appesa all'angolo della bocca; Piumetta, un cuscino rosa soffice, è incoraggiante e birichino accanto a Tic-Tac a sinistra, guardando il pesce; La bilancia, una bilancia tonda argentata, è divertita a destra tra tovaglioli accartocciati e inclina leggermente il piatto applaudendo; Luogo: un caldo atelier-cameretta con tavolo macchiato di vernice, poster colorati e una vecchia lampada gialla che diffonde luce morbida; Situazione: un tenero momento di trionfo in cui il piccolo "orchestra" di oggetti (bottoni, mollette, batuffoli) crea tintinnii e un "plop" che muove la porcellana, atmosfera colorata, testurizzata, piena di dettagli giocosi e movimenti in toni caldi e contrasti morbidi. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 — Il Club dei Record Strabici

La sveglia del forno a microonde Tic-Tac aveva un sogno: battere il record più strano del Club dei Record Strabici. Il Club era una sala luminosa dentro il magazzino degli accessori, con poster colorati appesi alle pareti: “Salto più alto con una molletta”, “Fila più lunga di calzini che ridono” e, il preferito di Tic-Tac, “Impossibile: far ridere un pesce di porcellana”. Il Club era frequentato da cucchiai, calzini, tazze con i baffi e persino una bilancia che raccontava barzellette.

Tic-Tac era piccolo e lucido, con una manopola che sorrideva. Ogni volta che suonava la sveglia, non solo segnalava l'ora: emetteva un concerto di "bip-bop" che faceva dondolare gli altri attrezzi. Ma il suo sogno non era suonare, era dimostrare che l'impossibile poteva essere trasformato in gioco. “Devo riuscirci,” diceva sottovoce mentre si avvicinava al tavolo del Club, dove il Grande Registro dei Records era appoggiato come un libro sacro.

“Ma quale record vuoi provare oggi, Tic-Tac?” chiese Piumetta, un cuscino con un'intrecciatura rosa, rotolando vicino a lui.

“Voglio battere il record più impossibile: fare ridere il Pesce Porcellana!” rispose Tic-Tac, con la manopola che vibrava di entusiasmo.

Il Pesce Porcellana stava sulla mensola più alta: bello, lucido, con gli occhi dipinti che non si muovevano. Tutti dicevano che non rideva mai. “È impossibile,” sussurrò la bilancia che faceva sempre lo spettatore. Ma Tic-Tac aveva già in testa mille idee. E un piano segreto: trasformare gli ostacoli in giochi.

Capitolo 2 — Prove, Errore e Mollette Volanti

I tentativi cominciarono immediatamente. Tic-Tac provò a suonare la sua melodia più buffa: bip-bop, bip-bop-coro. Niente. Il Pesce Porcellana non si mosse. Allora Tic-Tac pensò: “Forse una sorpresa?” Prese una batuffola di lana, la fece rimbalzare come una pallina e la lanciò verso il Pesce. La batuffola si incastrò nella tazza con i baffi, che scoppiò a ridere — ma il pesce rimase serio.

“Proviamo con le mollette volanti!” propose Piumetta, che aveva visto un video di mollette acrobatiche. Costruirono una catapulta con una forchetta e una scatola di fiammiferi. La prima molletta fece un salto elegante e finì sul naso della bilancia, che trovò la cosa molto spiritosa. La seconda molletta planò e si appoggiò sul manico di una padella, provocando un applauso metallicamente ritmato. La terza molletta, però, atterrò proprio vicino al Pesce Porcellana... e scivolò pianissimo sul bordo della mensola.

Tic-Tac trattenne il respiro. La molletta rotolò, rotolò, e con una piccola pirouette si infilò nel bordo della bocca dipinta del Pesce. Un silenzio eccitato calò sul Club. «Ha sorriso?» sussurrò Piumetta.

Il Pesce non aveva cambiato espressione. Ma qualcosa brillò: la molletta aveva fatto scattare una mini clessidra appoggiata vicino al pesce, e la sabbia scivolò lentamente creando un suono che somigliava proprio a una piccola risata: tic... tic... tic... Un'idea cominciò a ronzare nella testa di Tic-Tac.

“E se il Pesce non ride perché noi non capiamo la sua lingua?” propose Tic-Tac. La bilancia, sempre pronta a osservare, rispose: “Allora dobbiamo imparare a parlare come gli oggetti silenziosi: con i rumori!” E così fecero un elenco di suoni buffi: scrocchiare, frufru, plop, rimangono le risate mancanti.

Capitolo 3 — La Mappa del Ridere e le Prove Inaspettate

Tic-Tac disegnò una mappa sul retro del Grande Registro: “Percorso del Ridere”. Ci misero tappe: la Valle dei Fruscìi, il Ponte degli Sbaffi, la Grotta dei Clic. Ogni tappa aveva una prova: sussurrare un segreto che fa il fruscio della carta, saltare su una rana giocattolo che emetteva uno scoppio divertente, fischiare con una forchetta che vibrava come un piccolo formichiere. Il Club diventò un laboratorio di suoni.

Mentre provavano, succedevano quiproquos bonari. La bilancia, in un attimo di eccitazione, scivolò e cadde in una pila di tovaglioli, diventando una montagna di tovaglioli con gli occhi che sbucavano. Tutti scoppiarono a ridere: non il Pesce, ma il Club intero. “Leader gentile, ricorda di guidare con calma,” disse Piumetta a Tic-Tac. Tic-Tac annuì, e con dolce fermezza fece un elenco di compiti: chi raccoglieva le mollette, chi misurava i salti, chi registrava i suoni sul Grande Registro.

La fase successiva fu l'allenamento del Silenzio Creativo: stare in silenzio e ascoltare gli oggetti. Sembrava facile, ma il cucchiaio iniziò a cantare una filastrocca e la tazza con i baffi reagì con un colpo di tosse che fece tremare la lampada. Tutti ridevano. Alla fine, un piccolo rumore, come una goccia d'acqua, fece voltare il Pesce. Tic-Tac capì che il Pesce rispondeva ai suoni impercettibili, quelli che non facevano ridere tanto gli altri, ma che avvicinavano.

“Bisogna creare una sinfonia di cose piccole,” sussurrò Tic-Tac. Organizzarono un'orchestra strana: una scatolina di bottoni per il tintinnio, una penna che faceva "scritch" quando strisciava sulla carta, una molletta che ticchettava come un metronomo. Tutti si misero in cerchio intorno alla mensola del Pesce.

Capitolo 4 — L'Idea Sorprendente e il Carnet dei Sogni

Il giorno della grande prova arrivò. Il Club era pieno di amici: calzini, cucchiai, una scala pieghevole che faceva gli applausi salendo e scendendo, e perfino la bilancia, ancora circondata dai tovaglioli. Tic-Tac era davanti, tranquillo, con la manopola che tremolava di gioia. “Ricordate,” disse, “non dobbiamo forzare. Guidiamo con gentilezza. Il nostro compito è trasformare l'impossibile in un gioco.” Tutti fecero il giro e annuirono.

Iniziò la sinfonia: la scatolina di bottoni tintinnò piano, la penna fece scritch-scritch sul bordo di un foglio, la molletta batté il tempo. Poi, un suono inaspettato: la batuffola di lana rotolò, colpì una pallina che rotolò sul cofano di una vecchia macchina giocattolo, facendo un "plop" soffice. Quel plop era il suono perfetto. Il Pesce si voltò un poco, gli occhi dipinti scintillarono come se vedessero una fiammella.

Tic-Tac decise di raccontare una storia a metà tra il gioco e il suono. “C'era una volta un coraggioso Biscottino che…”, iniziò a raccontare con voce modulata, ma poi si fermò: non si può dire “c'era una volta”. Allora inventò subito: “Un giorno, un Biscottino decise di danzare su una nuvola di farina.” La narrazione era fatta di rumori: il biscottino scricchiolava, la nuvola faceva soff-ff, e il Biscottino faceva un piccolo saltello “tac”. I suoni si mescolavano come colori su una tavolozza.

E poi accadde il miracolo comico: la tazza con i baffi, nel tentativo di aiutare, starnutì una nuvola di schiuma che si alzò in aria e planò leggera sul Pesce. La schiuma formò una piccola nuvoletta che sembrava una bocca che rideva. Il Pesce Porcellana, per la prima volta, cambiò leggermente curva alle labbra dipinte. Non una risata rumorosa, ma un piccolo sussulto di sorpresa che sembrava quasi un microsorriso. Tutto esplose in un applauso orchestrato di suoni.

Tic-Tac non gridò vittoria. Si avvicinò con passo deciso e dolce: “Hai riso, Pesce, anche se piano,” disse piano. Gli amici annuirono. La bilancia prese la parola: “Hai guidato bene, piccolo leader. Hai trasformato l'impossibile in un gioco, e tutti ti abbiamo seguito.” Tic-Tac arrossì di smalto lucido.

La festa continuò. Ogni membro del Club inserì un'idea nel Carnet dei Sogni: il grande taccuino dove annotavano i progetti futuri. Piumetta scrisse: “Mollette da samba”; la tazza con i baffi appuntò: “Schiuma teatro”; la bilancia suggerì: “Record di equilibrio con biscotti”. Tic-Tac, con molte idee nella sua manopola, aggiunse la sua preferita: “Giornata del Ridere Silenzioso: trasformare ogni cosa impossibile in un gioco sorprendente.”

Alla fine della giornata, il Carnet fu pieno di disegni, fogliettini, mini-scintille di idee. Il Pesce non si mise a ridere in modo fragoroso, ma aveva un piccolo sorriso dipinto un po' diverso, come se un filo di colore nuovo fosse passato sul suo muso di porcellana. E questo bastò.

Capitolo 5 — Un Nuovo Inizio

Nei giorni seguenti, il Club provò tutte le idee del Carnet. Organizzarono gare di salto con le mollette, concerti di bottoni e persino una maratona di scricchiolii. Tic-Tac guidava con calma: spiegava, incoraggiava, e offriva suggerimenti quando qualcuno si scoraggiava. La sua gentilezza era diventata la bussola del gruppo. Quando un calzino sbagliava il passo e cadde in una scatola di spille, Tic-Tac non rise mai in modo cattivo: lo aiutò ad uscire e propose di trasformare la caduta in una danza nuova.

Un pomeriggio, Tic-Tac aprì il Carnet e lesse tutte le voci. Ogni pagina era un ricordo di come avevano reso un "impossibile" in un gioco. Capì che vincere non era solo battere un record, ma portare gli amici a credere che con l'ingegno e un po' di umorismo ogni ostacolo poteva diventare un'avventura.

“Leader gentile,” disse la bilancia con tono affettuoso, “hai insegnato che provare piano, sbagliare, pensare e ridere insieme è già un record da conservare.” Tic-Tac sorrise. Aprì l'ultima pagina del Carnet e vi disegnò un cerchio con tanti puntini: ogni puntino era una nuova idea. “Domani,” disse, “proveremo a far cantare la luce!” Tutti applaudirono, pronti alla prossima impresa.

Il Pesce Porcellana, appoggiato alla mensola, osservava. Il suo volto dipinto non poteva cambiare da solo, ma la luce sui suoi occhi sembrava diversa: più caldo. Il Club aveva imparato che l'impossibile non è una montagna da scalare con fatica, ma un gioco da inventare con gli amici. E nel Carnet, accanto alla voce “Giornata del Ridere Silenzioso”, c'era ora anche la dedica: “Per Tic-Tac, che guida con cuore e suoni.”

La storia finisce con il Carnet chiuso sopra il Grande Registro, pieno di idee brillanti, schizzi buffi e liste di suoni. Tutti tornarono alle loro mensole, ai loro cassetti e alle loro scatole: ogni cosa pronta per la prossima sfida. Tic-Tac spense la sua sveglia per un attimo, fece un piccolo bip affettuoso e aggiunse una nuova riga nel Carnet: “Ogni impossibile può essere un gioco, basta saper guidare con gentilezza.”

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Magazzino
Un grande locale dove si tengono e si conservano oggetti e materiali.
Accessori
Oggetti piccoli che servono per completare o usare altre cose.
Manopola
La parte rotonda che si gira per accendere o regolare un apparecchio.
Molletta
Un piccolo gancio di metallo o plastica usato per tenere insieme cose leggere.
Bilancia
Uno strumento che serve a pesare e dire quanto pesa qualcosa.
Porcellana
Una ceramica molto liscia e fragile, usata per piatti e statuine.
Mensola
Una tavoletta attaccata al muro dove si appoggiano oggetti.
Catapulta
Un semplice congegno che lancia oggetti lontano con forza.
Clessidra
Un contenitore con sabbia che scende lentamente per segnare il tempo.
Impercettibili
Molto piccoli o deboli, che quasi non si possono sentire o vedere.
Sinfonia
Una grande insieme di suoni diversi che suonano insieme armoniosi.
Tintinnio
Il suono leggero e ripetuto che fanno piccole cose di metallo o vetro.
Scritch-scritch
Un suono che fa una penna o una matita quando striscia sul foglio.
Schiuma
Molte piccole bolle di acqua accumulatesi insieme, morbide e leggere.
Sussulto
Un piccolo movimento o salto del corpo per sorpresa o emozione.
Fruscìi
Suoni leggeri come foglie o carta che si muovono e fanno un sussurro.
Carnet dei Sogni
Un quaderno speciale dove si scrivono idee, sogni e disegni del gruppo.

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