Capitolo 1: Il problema impossibile
Nino lo scoiattolo aveva un piccolo angolo di pace sotto un grande pino: il suo coin meditazione. C'era un cuscino di foglie morbide, una ciotola di nocciole ordinata e una campanella fatta con una conchiglia. Ogni mattina Nino chiudeva gli occhi, respirava piano e diceva «Om... crunch!» prima di sgranocchiare una nocciola.
Un giorno, mentre meditava, arrivò Pim la gazza tutta luccicante. «Nino!», squillò Pim. «Hai sentito? Il Vecchio Corvo ha appeso la sua corona di piume sul ramo più alto della Quercia dei Sospiri. Dice che solo chi fa l'Impossibile può prenderla!»
Nino spalancò gli occhi. «Impossibile? Ma io adoro le sfide! Anche se... la quercia è enorme e quel ramo sembra proprio inaccessibile.»
«È impossibile per chi ha le zampe troppo corte, o troppo lunghe, o le piume che prendono vento!» disse Pim ridacchiando.
Nino guardò il suo cuscino di foglie, il paesaggio tranquillo e poi la corona che brillava in lontananza. Dentro di sé sentì un frullo di allegria. «Bene», disse. «Organizzerò un mini-dei... una prova! Un piccolo gioco per provare che l'impossibile può diventare divertente.»
Pim batté le ali. «Allora facciamo subito!»
Capitolo 2: Il piano strano
Nino chiamò gli amici: Lalla la talpa che vedeva sotto terra, Bobo il tasso sempre molto forte, e Mimi la lepre, veloce come un lampo. «Ho una idea» disse Nino, saltellando. «Non proverò a prendere la corona arrampicandomi. Farò qualcosa di diverso.»
«Così?» chiese Bobo, grattandosi il naso con la zampa.
«Esatto!» rispose Nino. «Organizzo tre prove nella radura: la Gara del Salto di Nocciola, il Giro sul Tronco Rimbalzante e la Sfida del Silenzio. Chi vince ci aiuta con il piano finale.»
Gli amici si misero a ridere, perché già il nome delle prove era buffo. «La Gara del Salto di Nocciola?» chiese Mimi, «Come si salta una nocciola?»
«Facile!» disse Nino. «Mettiamo una nocciola sul bordo del tronco. Bisogna saltare e riuscire a non far cadere la nocciola. Chi la fa restare vince!»
Gli animali allestirono tutto: Lalla scavò una buca per il trampolino, Bobo sistemò tre tronchi come ostacoli, Mimi si mise a misurare gli spazi. Pim portò specchietti per brillare e attirare l'attenzione.
Quando tutto fu pronto, Nino suonò la conchiglia. «Pronti? Via!» e tutti iniziarono. Si sentivano risate e passi, «Oh!» e «Attento!», e ogni volta che una nocciola rimaneva sul tronco si alzava un coro di «Evvia!».
La prova del Tronco Rimbalzante fu la più buffa: gli animali saltavano sopra un tronco coperto di foglie scivolose. Bobo finì con la coda in aria, Mimi fece un giro tondo e Lalla... sprofondò in una piccola buca che lei stessa aveva scavato, per cui vinse per ingegno.
La Sfida del Silenzio fu più difficile: dovevano avanzare senza fare rumore fino al centro della radura. Tutti provarono, ma Pim non riusciva a non luccicare e fece tintinnare un posacenere di conchiglie. Alla fine vinse Nino perché si era ricordato della sua meditazione: «Om... crunch!» solo nella testa.
Dopo i giochi risero tutti insieme. Nino guardò i premi: una fascia fatta con liane, una piuma colorata e una piccola corona di foglie. «Ora», disse con gli occhi che brillavano, «usiamo i premi per il piano finale.»
Capitolo 3: Il piano poco normale
Il ramo dove stava la corona del Corvo era altissimo e verticale come una stecca di liuto. Nessuno poteva arrampicarsi fino a là. Nino si grattò la testa e disse: «Pensiamo come se fossimo... inventori!»
«Cosa vuoi costruire?» chiese Lalla curiosa.
Nino tirò fuori la fascia d'acacia. «Faccio una fionda gigante!» esclamò. Gli amici si misero a ridere, ma Nino spiegò: «Non per lanciare qualcuno in cielo! Per lanciare una zucchina-palloncino!»
Tutti lo guardarono come se avesse detto una parola strana. «Zucchina-palloncino?» ripeté Bobo.
«Sì! Ho visto le lumache gonfiare le foglie di lattuga per rotolare giù dalla collina. Noi gonfiamo una zucchina con aria, la attacchiamo alla fascia, la mandiamo al ramo e poi la zucchina scala la corda fino alla corona!» Nino batté le mani. «È buffo e potrebbe funzionare!»
Lalla scavò tubetti di terra per fare la pompa, Mimi portò fili d'erba robusti, Pim raccolse pezzetti lucidi per guidare la zucchina, e Bobo costruì una rampa con i tronchi. Tutti lavorarono ridendo e sbagliando un po': la zucchina rotolò due volte dove non doveva, Pim si sentì un po' ridicola quando si impigliò in una liana e tutti scoppiarono a ridere insieme.
Alla fine, la zucchina-palloncino era pronta: era una zucchina legata a una vescica d'uccello (trovata per caso) e gonfiata con la pompa fatta di tubetti. La fascia era fissata ai due tronchi come una catapulta morbida.
Nino salì sul tronco seduto, mise la zucchina nella fascia e disse con voce solenne: «Quando conto tre, tutti fate il verso del vento! Siamo una corrente d'aria che spinge la zucchina.» Gli animali si misero in posizione. «Uno... due... tre!»
«Fffff!» fecero tutti insieme, battendo le ali, scuotendo le code e soffiando come buffi venti. La zucchina volò come un piccolo pallone, graffiò un ramo e si fermò su una cima più bassa. Era un buon passo.
«Ancora!» gridò Mimi. Ripeterono il gesto con più forza, e la zucchina raggiunse un rametto vicino alla corona. Poi, con un grande sforzo e una risata finale, la zucchina si incastrò proprio sotto il morbido bordo della corona.
«Ora viene la parte divertente», disse Nino. «Useremo una corda di radici e la zucchina diventerà un ascensore. Noi tireremo dal basso e la zucchina tirerà su la corona come una piccola imprenditrice di oggetti!»
Tutti si misero a tirare. C'era sudore, c'era canto, e soprattutto c'era una gioia enorme. «Tira! Tira! Tira!» urlavano, e la corona cominciò a muoversi, lenta ma sicura.
Quando la corona scese, il Vecchio Corvo scese dalla sua quercia per vedere cosa succedeva. «Ma che confusione!» gracchiò divertito. «Avete fatto tutto questo per la mia corona?»
Nino, con il cuore che batteva forte, rispose: «Noi no! L'abbiamo fatta perché ero curioso di vedere se l'impossibile poteva diventare gioco. Ma se la corona ti va di regalarne un pezzetto, possiamo condividere la gioia!» Tutti risero.
Il Corvo, colpito dall'ingegnosità e dai sorrisi, sollevò la corona e disse: «Solo chi trova il modo di trasformare un problema in un gioco merita un pezzetto della corona.» Poi tagliuzzò con cura una piuma luccicante e la porse a Nino.
«Per la tua inventiva», disse il Corvo.
Nino arrossì come una nocciola cotta. «Grazie!» sussurrò. «Ma adesso abbiamo un altro problema: come mettiamo la corona sul mio cuscino di meditazione senza romperla?»
Capitolo 4: Il finale e il saluto
La soluzione arrivò come sempre: con una mossa buffa. Mimi propose di far rotolare la corona sopra una serie di foglie a forma di scivolo morbido. Bobo posò dei cuscini di muschio come cuscinetti, Lalla scavò una piccola rampa e Pim luccicò per indicare la strada.
«Pronti?» chiese Nino. Tutti si misero sotto il pino. Con delicatezza misero la corona sulla rampa. La corona scivolò piano, fece un piccolo giro e atterrò—pluf!—esattamente sul cuscino di foglie di Nino.
Tutti scoppiarono in un applauso di zampe e ali. Il Vecchio Corvo gridò: «Mai visto niente di simile!» e Pim brillò di orgoglio. Nino si sedette sul suo cuscino, prese la piuma luccicante e la sistemò vicino alla campanella di conchiglia.
«Abbiamo vinto l'impossibile grazie a tre cose: idee pazze, amici che ridono insieme e molta, tanta pazienza» disse Nino, che ora aveva gli occhi piccoli e felici. «E poi... un po' di meditazione aiuta sempre.»
Gli amici si misero in cerchio e provarono una piccola meditazione che Nino guidò: «Inspira... conta fino a tre... pensa a una nocciola che vola e atterra morbida...» Tutti fecero «Om... crunch!» nella testa e scoppiarono a ridere subito dopo.
La calma tornò nella radura. Ogni animale tornò alle sue faccende con un ricordo bello nel cuore e un sorriso. La corona rimase sul cuscino di Nino come simbolo del fatto che niente è veramente impossibile se ci si diverte e si pensa con la testa e con il cuore.
Prima di chiudere gli occhi, Nino guardò il lettore—o almeno così sembrava—con un occhio mezzo chiuso e disse a voce bassa, come un segreto: «Se anche tu hai un problema che sembra impossibile, prova a pensare a una soluzione buffa. A volte ridere è il primo passo per trovare un'idea brillante.»
E con un lieve sussurro che sembrava quasi una carezza del vento, aggiunse: «E se vuoi, vieni a provare la Gara del Salto di Nocciola con noi... Ma attenzione: porta una buona riserva di nocciole!»