C'era una volta una supereroina chiamata Stella Scintilla. Stella Scintilla era alta e forte. Aveva capelli blu come il cielo di notte e un mantello che brillava come una stella. Aveva occhi gentili e un sorriso grande. Tutti la conoscevano. Tutti la amavano.
Un mattino la città di Luminaria si svegliò lenta. Le luci tremolavano. Le strade erano tranquille. Gli uccellini canticchiavano piano. "Oh no," disse Stella. "Qualcosa non va." La città aveva un grande cuore: il Grande Sistema di Luce. Il Sistema dava luce alle case, ai parchi e ai giocattoli. Il Sistema era come un orologio che cura tutti. Ma ora il Sistema tossiva e bisbigliava.
Stella Scintilla volò. Volò sopra i palazzi colorati. Volò come una palla di luce. Arrivò alla Sala del Sistema. C'era un grande pannello con bottoni rossi e verdi. C'era una fila di lampadine che sbadigliavano. Stella ascoltò. "Ciao, Sistema," disse con voce dolce. "Ti aiuto io." Il Sistema rispose con un piccolo suono. "Pi-pi."
Stella mise le mani sul pannello. Sentì un piccolo freddo. Sentì un piccolo sole. "Devo riparare la chiave del sorriso," spiegò Stella. Prese la sua cassetta di attrezzi brillante. Dentro c'erano chiavi d'oro, colla che ride e un piccolo cacciavite che canta. "Ecco!" disse Stella. Lavorò con cura. Smontò un pezzo. Rimontò un pezzo. Cantò una canzone breve. "Toc, toc, luce torna qui."
La città guardava. I bambini bussavano alle finestre. "Forza, Stella!" gridavano. Stella fece una mossa rapida ma dolce. Prese la chiave d'oro. La mise nella serratura del Sistema. Giro. Giro. Giro. Il Sistema sbadigliò e poi rise. Le luci si accesero. Una, due, tre. Tutti i lampioni si svegliarono. Il parco brillò. I giocattoli si riscaldarono. Tutti applaudirono.
"Grazie, Stella!" disse il sindaco con un cappello buffo. Stella sorrise. "È il mio lavoro," rispose lei. Poi aiutò a sistemare anche i piccoli fili che facevano il solletico al Sistema. Ridacchiò. Il cielo si tinse di rosa e arancio. La notte tornò serena e felice.
Stella Scintilla tornò a casa. Si tolse il mantello e lo stese nel vento. Si addormentò con il sorriso. La città dormì tranquilla. Le luci pazienti vegliarono. Tutto era a posto. Tutto era calmo. E la città sapeva che, se serviva, Stella sarebbe tornata.