Aurora Fulminetta correva sulla terrazza di Luminopoli. Era giovane e forte. Aveva i capelli come luci del mattino e un mantello che cambiava colore. Portava una borsa piena di cose buone: coperte morbide, torce leggere e gelati di zucchero per i bambini spaventati. Tutti la conoscevano. Tutti la chiamavano Aurora.
Una mattina il campanello della torre suonò: "Aiuto! Aiuto!" disse la voce. Un grande albero aveva perso le foglie e aveva bloccato la strada. Le luci della città tremavano. Aurora scese veloce, con passi leggeri e un sorriso grande. "Non preoccupatevi," disse. "Sono qui."
Aurora parlò con i pompieri. "Facciamo insieme," disse. Con un gesto aprì i suoi braccialetti. Dai braccialetti uscirono corde che brillavano come stelle. Le corde non tiravano: aiutavano. I pompieri legarono l'albero, i bambini guardarono e sorrissero. Un gattino fu salvato. Il gattino indossava un piccolo berretto e miagolava felice. "Grazie, Aurora," disse una bambina. "Grazie!" ripeté la città.
Poi un autobus si fermò. Dentro c'era una mamma con un bimbo che piangeva. Aurora tirò fuori una coperta morbida e una torcia che faceva disegni sul soffitto: stelle, luci, un trenino. Il bimbo si calmò. "È come una storia," disse la mamma. Aurora ridacchiò. "È la mia piccola magia."
Più tardi arrivò l'ambulanza. Un signore aveva una caviglia storta. Aurora prese una fasciatura rosa e mise anche una targhetta con un cuore. I soccorritori sgranarono gli occhi: erano tranquilli. "Lavora con noi," disse il capo soccorritore. "Sì," rispose Aurora, e insieme portarono il signore al centro di primo soccorso.
La città respirò piano. Il cielo era azzurro e chiaro. Aurora si sedette su una panchina e offrì un gelato al gattino. Tutti ridevano, tutti stavano bene. "Se hai paura, chiamami," disse Aurora. "Sono qui. Sempre."
Quando la notte arrivò, le luci del mantello di Aurora brillavano come una coperta grande. Le case si addormentarono, i bambini sognarono stelle e risate. Aurora guardò la città e sorrise. Aveva aiutato tutti. Aveva fatto il suo lavoro con coraggio, responsabilità e un po' di umorismo. La città era al sicuro. Aurora salutò con la mano e volò via piano, come una carezza nel cielo.