Nel bosco di Natale tutto brillava. Le casette degli animali erano piene di luce e di profumo di biscotti. Riccio Rino teneva in mano un piatto lucido. Gli occhi gli brillavano come due piccole lanterne.
«Voglio immergere i piatti nell'acqua», disse Rino con voce dolce. Ripeteva la parola come fosse una canzone. Immergere, immergere, immergere.
La tavola era pronta. C'erano nocciole, mele rosse e una torta con zucchero a neve. Tutti gli animali sedevano: la volpe Viola, il gufo Gigi, la lepre Lalla e il coniglio Ciro. Tutti guardavano Rino curioso.
Rino guardò il catino colmo d'acqua calda. L'acqua rifletteva le luci dell'albero. Le palline rosse, le stelline dorate e la luce tremolante facevano un piccolo cielo nell'acqua.
«Posso? Posso immergere i piatti?» chiese Rino. La sua voce era un soffio. La lepre Lalla sorrise. «Certo, con calma», disse. La volpe Viola portò una spugnetta morbida. Il gufo Gigi posò un asciugamano caldo.
Rino appoggiò piano il piatto nell'acqua. Un piccolo suono: plic. L'acqua lo accolse come un abbraccio. Rino rideva piano. Il piatto cantava un gorgoglio gentile. Dentro l'acqua il piatto vedeva le luci come stelle. Rino vedeva il suo musetto rotondo e le luci danzare.
Gli altri animali aiutarono. Ciro sciacquò un cucchiaino. Lalla asciugò un piattino con cura. Viola sistemò i piatti puliti vicino all'albero. Tutti insieme ridavano alle cose il loro splendore. Tutti insieme cantavano una filastrocca dolce.
La mamma di Rino non c'era, perché questo mondo era fatto di amici che si amavano come in una famiglia. Ogni gesto era un gesto d'amore. Le zampette che passavano l'asciugamano, il muso che asciugava, il coro che cantava: amore, amore, amore.
Quando i piatti furono puliti, Rino pose un piccolo fiocco sul piattino preferito. «È come una stella» disse. Tutti applaudirono con dolcezza. Fuori la neve cadeva piano. Dentro, la casa profumava di festa.
Rino si sedette vicino al camino. Si sentiva caldo nel cuore. Aveva immerso i piatti e aveva condiviso un gesto semplice e bello. Tutti si abbracciarono. La notte di Natale era luminosa, tenera e tranquilla. Rino chiuse gli occhietti, felice e amato.