Parte 1: L'idea traballante
Nel Villaggio degli Animali splende il sole. Pina la Pinguina cammina piano-piano sul sentiero di conchiglie. Porta con sé una cordicella tuttofare. È morbida, è colorata. Pina la chiama “Filo-Felice”.
“Ho un'idea!” dice Pina. “Costruisco una torre. Una torre di cose traballanti!”
Toto il Topo la sente e saltella vicino. “Una torre di cose che ballano?” chiede.
“Traballanti,” ride Pina. “Che ballano un po', sì!”
Arrivano anche Lalla la Lama e Leo il Leprotto. Portano oggetti buffi. Lalla ha un grande cappello a pois. Leo ha una banana lucida e scivolosa. Toto spinge un cuscino rotondo.
Pina mette giù un tappeto di paglia. “La base è importante,” dice. “La base è calma.”
Appoggia il cuscino rotondo. Il cuscino fa “pof”.
“Buon inizio,” dice Lalla. Pina sorride. “Grazie, lama gentile.”
Poi Pina aggiunge un cappello a pois sul cuscino. Il cappello trema. La tesa balla. “Oh-oh,” dice Pina. “Cappello ballerino!”
La banana luccica. “Posso?” chiede Leo.
“Proviamo,” dice Pina. Mette la banana sopra il cappello. La banana scivola giù. Plop.
Toto ride. “È fuggita!”
Pina ride anche lei. “Sono proprio una pinguina pasticciona,” dice. “Ma il pasticcio è un gioco. Ritentiamo!”
Allora usa Filo-Felice. Fa un giro dolce attorno alla banana e al cappello. “Non stringe, abbraccia,” spiega Pina. “Filo-Felice è gentile.”
La banana resta su. La torre è piccola, ma c'è. Cuscino, cappello, banana. Sembra un gelato buffo.
“Che torre deliziosa!” dice Lalla. Pina arrossisce un po'. “Deliziosa, ma traballante,” risponde. “Perfetta per noi.”
Parte 2: Le sfide “impossibili”
Arriva Gina la Giraffa con una scatola. Dentro ci sono una teiera, un cucchiaio grande e un guanto da forno.
“Missione “impossibile” tre,” dice Pina con voce finta da capitana. “Mettere la teiera sopra la banana senza fare tè!”
Tutti ridono. Pina sale su uno sgabello basso. Tiene la teiera con due alette. Appoggia piano-piano. La teiera ondeggia come una barca.
“Resisti, teierina,” sussurra Pina. La teiera si ferma. “Fatto!”
“Missione “impossibile” quattro,” dice Toto. “Il cucchiaio gigante!”
Pina poggia il cucchiaio sul becco, per finta. “Sono una pinguina cucchiaiolina!” dice, ridendo di se stessa. Poi mette il cucchiaio sulla teiera, come tetto lucido.
Il cucchiaio scivola un po'. Pina usa Filo-Felice. Fa un piccolo fiocco che non stringe. È un fiocco che dice “stai calmo”. Il cucchiaio resta. La torre ora è alta così: cuscino, cappello, banana, teiera, cucchiaio.
Passa un vento leggero. La torre fa “ooo-ooo”. Pina allarga le alette. “Calma, torre mia.”
“Le metti un guanto?” chiede Gina. Pina guarda il guanto da forno. “Idea buffa, idea giusta!” Lo mette come un mantello sul cucchiaio. Sembra una mano che saluta.
“Ciao!” dice Pina al guanto. Il guanto non risponde, ma sta su.
Poi arriva Nino l'Orso con due scarpe spaiate. Una grande, una piccola. “Ho trovato queste,” dice. “Forse sono troppo… scarpone.”
Pina osserva. “Sfida “impossibile” cinque: una scarpa sopra un guanto che saluta.”
Tutti trattengono il fiato, ma solo per un attimo. Pina vola con gli occhi, non con le ali. Si concentra. Mette la scarpa piccola. La scarpa pende un po'.
“Ops!” dice Pina. “Sono una pinguina camminona senza piedi!” e ride di nuovo, allegra.
“Filo-Felice?” chiede Leo.
“Sì, ma poco,” dice Pina. Fa un giro morbido. La scarpa piccola sta. La scarpa grande rimane a terra, per dopo.
Gina trova una mela rossa. “È tonda. È perfetta. O no?”
“Perfetta per ballare,” dice Pina. “Sfida “impossibile” sei: la mela che non rotola.”
La mela prova a scendere. Pina le parla piano. “Mela, resta qui. Poi facciamo merenda.” La mela, chissà perché, sembra ascoltare. Pina mette un pezzetto di foglia come cuscinetto. Filo-Felice fa solo un piccolo sorriso attorno.
La torre ondeggia. Tutti guardano. Il cuore fa una piccola “pum-pum” allegra. Non è paura. È divertimento. È come un gioco di equilibrio.
Toto tossisce finto. “Capitana Pina, c'è un problema! Abbiamo finito gli oggetti traballanti!”
“Mai!” dice Pina. “Qui c'è una regola: tutto può traballare, se lo trattiamo con gentilezza.”
Si guarda attorno. Vede una piuma. Vede una spugna. Vede un libro di figure.
“Il libro è pesante,” dice Lalla.
“Per questo è “impossibile” sette,” risponde Pina. “Mettere il libro senza fare crollo.”
Pina accarezza la torre con lo sguardo. Prende il libro. Lo apre un po', come una tenda. Lo appoggia di lato, metà sul guanto, metà sulla mela. Il libro fa “uff”, poi si ferma.
“Che idea!” esclama Gina. “Un tetto-tenda.”
Pina sorride tutta. “Io sono buffa, ma buffa furba,” dice, e fa una piccola giravolta. Quasi cade, ma non cade. Ride di se stessa ancora.
Parte 3: Il gran finale morbido
Tutti si siedono in cerchio. La torre brilla al sole. È strana e bella. C'è un cuscino, un cappello, una banana legata con affetto, una teiera, un cucchiaio, un guanto che saluta, una scarpa piccola, una mela, un libro-tenda. Sembra una casa pazzerella.
Arriva una farfalla. Si posa sul guanto. Il guanto non sente, ma la torre sì. Fa un piccolo “din”. Un dondolio. “Oh-oh.”
Pina alza una aletta. “Silenzio giocoso,” dice. “La nostra torre respira.”
Poi sente un rumorino. È la pancia di Leo. “Ho fame,” dice il leprotto.
“Anche la mela ha fame di restare,” risponde Pina. “Prima finiamo la torre. Poi merenda per tutti.”
Pina guarda la scarpa grande rimasta a terra. “Ultima sfida “impossibile”: la scarpa gigante in cima, come bandiera di stoffa.”
“Ma la scarpa è pesante,” dice Nino.
“Pesante, ma gentile,” risponde Pina. “La trattiamo con cura.” Prende la scarpa grande con due alette e il mento. Fa finta di essere forte-fortissima. “Sono Pina Muscolina!” dice, facendo ridere tutti. “Non proprio muscoli, ma tanta voglia.”
Sale sullo sgabello. Respira. Posiziona la scarpa grande sopra il libro-tenda. La scarpa oscilla. Pina aspetta. Filo-Felice entra in scena. Un giro, due giri, poi un fiocchino lieve. La scarpa non è stretta. È abbracciata. Come in una foto di amici.
La torre sta. Sta davvero.
Un soffio di vento passa. Un soffio birichino. La torre balla, ma non cade. Pina tiene il fiato, poi sorride. “Funziona!”
Toto batte le manine. “Brava Pina!”
Pina si tocca il becco. “Sono buffa, sono goffa, ma non mollo,” dice. “Quando sbaglio, rido. Quando traballo, respiro. Quando tutto sembra “impossibile”, chiamo Filo-Felice e penso piano. E chiedo aiuto agli amici.”
“E noi ci siamo,” dice Lalla.
“Per sempre,” aggiunge Gina.
“Anche la mela!” ride Leo.
“Merenda!” ruggisce dolce Nino.
Pina annuisce. “Prima una cosa importantissima.” Si avvicina alla torre e parla a bassa voce. “Grazie, torre. Sei un gioco gentile.”
Poi si gira verso gli amici. Alza l'aletta. “Pronti?”
“Prontissimi!” gridano tutti.
“Batti il cinque gigante!” dice Pina.
Le alette, le zampe, le zampette, gli zoccoli, le dita pelose, tutte insieme. Un grande “PAAF!” morbido e felice. Un “cinque alto” enorme, leggero come una piuma e forte come un abbraccio.
La torre non cade. Anzi, sembra sorridere sotto il libro-tenda.
Poi Pina toglie piano la mela. La taglia in fettine. Ognuno prende una fettina. Mangiano seduti attorno alla torre, che ora guarda la merenda come una sentinella gentile.
“Che giornata,” dice Pina. “Una giornata di traballi e risate.”
“Domani altra torre?” chiede Toto.
“Forse,” dice Pina. “Oppure una barca di cuscini. O un ponte di cucchiai. Vediamo. L'importante è giocare, pensare e ridere di noi. Con gentilezza.”
Il sole scende piano. Il vento fa “shhh” come una canzone. Filo-Felice riposa, arrotolato come una chiocciola colorata.
Pina sbadiglia. “Buona torre, buoni amici, buon riposo.”
“Buon riposo,” rispondono tutti.
E la torre, traballante ma contenta, resta lì, come una piccola promessa di nuovi giochi. Nel silenzio dolce, qualcuno sussurra ancora: “Batti il cinque gigante?” e tutti, piano-piano, battono un altro cinque morbido, appena un soffio, prima di andare a casa.