Capitolo 1 — Il piccolo lupo e la maschera scintillante
Nella corte interna di un antico palazzo color miele, il piccolo lupo Lupoletto guardava il riflesso nella fontana: il suo costume era un'esplosione di blu, giallo e arancione, con una maschera che brillava come una galassia in miniatura. Intorno a lui, le bandiere danzavano tra le colonne e le lanterne, legate alle code degli scoiattoli più agili.
—Oggi riuscirò a far gridare a tutti un grande “hourra” collettivo!— sussurrò tra sé e sé, stringendo la sua maschera. Ma come fare? Nessuno sapeva quello che sognava davvero, nessuno aveva mai sentito un vero “hourra” riecheggiare nella corte.
Dietro di lui, una volpe con un cappello di piume rosse gli si avvicinò saltellando: —Lupoletto, hai già deciso il tuo scherzo di carnevale? O preferisci lanciarti subito nella danza?
Lupoletto rise: —Ho in mente qualcosa di speciale, ma mi serve l'aiuto di tutti.
Capitolo 2 — La musica dei topolini orchestrali
All'ombra dei limoni, un'orchestra di topolini accordava trombette minuscole e tamburelli che sembravano fatti di conchiglie. Il direttore, un topo dal mantello scintillante d'oro, fece un inchino profondo davanti al piccolo lupo.
—Desideri una canzone per il tuo costume, signor Lupoletto?— chiese con il suo violino già tra le zampe.
Lupoletto scodinzolò energicamente: —Vorrei una melodia che faccia ballare anche le pietre della fontana! E poi, servirà per il momento più importante: il nostro “hourra”!
Il direttore dei topolini fece un cenno e la musica esplose in onde leggere: le note saltavano tra le zampe degli animali, rimbalzavano sulle mura e facevano vibrare i tendaggi. Lupoletto si lasciò trascinare dal ritmo, sentiva il cuore battere come un tamburo allegro.
—Chi vuole ballare con me?— gridò, e una schiera di ricci, leprotti e civette si unì subito a lui.
Capitolo 3 — Sorpresa di coriandoli (e qualche risata)
Mentre la corte si riempiva di musica e passi di danza, i piccoli passeri facevano planare una pioggia di coriandoli colorati. Un riccio, travestito da farfalla gigante, starnutì così forte che i coriandoli si alzarono ancora più in alto, creando una nube arcobaleno.
—Che spettacolo!— esclamò la volpe, —Sembra che il cielo stesso voglia festeggiare con noi!
Un gufo con gli occhiali di cartone si avvicinò a Lupoletto: —E il tuo “hourra”, quando arriverà? Tutti aspettano la tua sorpresa!
Lupoletto scrollò il mantello: —Presto… Ma per il momento, godiamoci un po' di libertà! — E si lanciò nella giravolta più lunga e allegra di tutta la corte, coinvolgendo perfino le tartarughe, che di solito preferivano stare a guardare.
Capitolo 4 — Il segreto dello stregatto
Dall'angolo più ombroso, uno strano stregatto dal pelo blu-verde e dagli occhi che sembravano due gemme sbucò con un salto.
—Attento, Lupoletto!— miagolò —Per lanciare un vero “hourra” serve il coraggio di essere se stessi, senza paura che gli altri giudichino!
Il piccolo lupo fissò lo stregatto, un po' sorpreso. «Ma… Come faccio a convincere tutti a gridare insieme?», pensò.
Lo stregatto allungò una zampa: —Con un po' di magia felina! Prendi questo sonaglino: scuotilo quando sentirai la musica nel cuore, e vedrai che accadrà qualcosa di speciale.
Lupoletto prese il sonaglino, sentendo una vibrazione leggera, come una carezza d'aria fresca.
Capitolo 5 — L'idea prende forma (tra lazzi e scherzi)
Si radunarono tutti intorno alla fontana: la corte era ormai un mosaico di colori e profumi, con le fragranze della mimosa e delle frittelle dolci che fluttuavano nell'aria. Lupoletto saltò al centro, il mantello che svolazzava come le ali di una farfalla.
—Amici!— chiamò —Volete fare qualcosa di mai visto alla festa di carnevale?
Gli animali si zittirono, orecchie dritte e occhi sgranati.
—Ognuno metta in scena il proprio gesto più strano, il ballo più buffo, il salto più audace. E, alla fine, urliamo insieme il nostro “hourra”! Ma con il cuore, liberi di essere come siamo!
Un'istrice saltò a zampe unite, una civetta volò in tondo sopra la testa dei leprotti, mentre la volpe, con gran classe, camminava sulle zampe posteriori. Le risate si mescolavano agli applausi e ai fischiettii.
Capitolo 6 — Il grande “hourra” collettivo
Quando il sole, arancione e grassottello, scivolava oltre i tetti, Lupoletto prese il sonaglino magico e lo fece tintinnare: un suono cristallino si diffuse rapido, come se avesse chiamato il vento a raccolta. I topolini iniziarono a suonare più forte, la musica divenne una danza selvaggia e allo stesso tempo dolcissima.
Allora Lupoletto gridò con tutta la voce che aveva: —ORAAAAAA!
In un attimo, la corte esplose in un “HOURRAAAAAA” gigantesco, mille voci unite che si rincorrevano sotto gli archi e tra i rampicanti, rimbalzando sulle mura e salendo in cielo.
Il suono era così potente che persino le nuvole sembrarono scuotersi dal torpore, spargendo una pioggia di luce.
Capitolo 7 — Il profumo della festa
Quando il grande “hourra” si dissolse nell'aria, la corte rimase avvolta in un silenzio lieve, ma carico di gioia. Ognuno si sentiva più leggero, come se avesse lasciato andare una zavorra invisibile.
La volpe accarezzò il piccolo lupo: —Ci hai regalato una festa senza paura e senza maschere vere. Solo la gioia di essere noi stessi.
Il profumo dei coriandoli e delle frittelle si mescolò a quello dei fiori notturni. Lupoletto chiuse un attimo gli occhi e respirò profondamente: sentiva la libertà scorrere nelle zampe, nella coda, nelle orecchie.
Il vento portava ancora tracce di musica, e se si tendeva bene l'orecchio, sembrava di sentire in lontananza l'eco di quel magico “hourra”.
Capitolo 8 — Il ritorno della luna e il sogno continua
La luna, tonda e curiosa, spiava dietro un camino sgretolato. Lupoletto la salutò con la zampa, sentendosi parte di qualcosa di più grande di una semplice festa.
Gli animali si abbracciarono, ciascuno con un nuovo sorriso, mentre la corte si riempiva di ombre lunghe e profumi dolci.
Lupoletto si avviò verso casa, la maschera ancora sul muso, il mantello svolazzante e il cuore pieno di libertà. Sotto le stelle, sentì che il carnevale non era solo una giornata di festa, ma un modo per ricordare a tutti quanto sia bello essere se stessi e gridare insieme, senza paura, un grande, luminoso “hourra”.
E la notte rimase profumata di coriandoli, zucchero filato e di una felicità che sa di danza e amicizia.