Stasera la piccola Anna non vuole dormire.
Ha tre anni, un pigiama con le stelle blu e un pupazzo con le orecchie lunghe.
Anna guarda il letto e sussurra:
«Nanna, dove sei? Ti faccio uno scherzetto!»
Il sonno arriva piano piano, come un gatto morbido.
Ma Anna lo aspetta dietro il cuscino.
Si mette tutta rannicchiata e finge di non esserci.
Il sonno entra nella stanza, leggero leggero.
Vuole salire sugli occhi di Anna.
Ma non vede nessuno sul letto.
«Ehi… dove è andata la bambina?» sembra dire il sonno.
Anna ride piano piano. «Ah ah, ti ho fregato! Non mi trovi!»
Si nasconde sotto la coperta.
Mette fuori solo un piedino.
Il sonno lo vede e prova a farlo sbadigliare.
Ma Anna tira subito dentro il piedino e dice:
«Niente nanna per questo piedino!»
Poi spunta la mano.
Il sonno soffia piano sulla mano.
Anna sente caldo e morbido.
«Oh no, mi fa il solletico!» dice ridendo.
Si siede sul letto.
Apre gli occhi grandi grandi.
«Io resto sveglia, come una giraffa alta alta!»
Ma la sua vocina è già un po' lenta.
Il sonno si mette seduto vicino a lei, come un amico.
«Facciamo un patto?» sembra dire.
Anna lo guarda seria-seria, poi scoppia a ridere.
«Ok, giochiamo ancora un pochino, poi nanna.»
Prende il pupazzo con le orecchie lunghe.
«Anche tu non dormi! Facciamo finta di essere sassi.
I sassi non dormono mai!»
Anna si sdraia rigida come un sasso.
Il pupazzo è rigido come un sasso.
Ma il sonno è furbo:
soffia una nuvola morbida sotto la schiena di Anna.
Il sasso-Anna diventa un cuscino tiepido.
La bocca fa un piccolo sbadiglio.
«Ops… è scappato uno sbadiglio!» dice piano.
Ne scappa un altro, ancora più grande.
Gli occhi vogliono chiudersi, ma Anna mormora:
«Sonno, ti ho fatto uno scherzo io…
e adesso tu ne fai uno a me.»
Il sonno ride piano.
Riempie la stanza di glitter lenti e silenziosi,
come stelline che scendono piano piano,
piano piano, senza fare rumore.
I glitter le toccano i capelli, le guance, il nasino.
Ogni brillantino è morbido come una carezza.
La stanza diventa rosa chiaro, azzurra chiara, dorata.
Tutto brilla piano, ma non fa male agli occhi.
Anna sorride con gli occhi chiusi.
«Va bene, sonno» sussurra quasi senza voce.
«Stiamo insieme… ma piano piano.»
Nel suo sogno, i glitter calmi danzano lenti.
Cadono come neve di luce, dolce e silenziosa.
Il pupazzo ride senza rumore.
Anna ridacchia nel sonno e dice:
«Che scherzetto buffo… che nanna brillante…»
E tutto, tutto si riposa.