Parte 1
Stamattina in cucina c'è profumo di latte caldo e biscotti. Tre fratellini di tre anni sono seduti vicini vicini: Tito, Nino e Lallo. Hanno le guance morbide e gli occhi curiosi.
Lallo ha una piccola sedia con le ruote e fa “rrr-rrr” per arrivare al tavolo. Tito lo guarda e dice: “Io arrivo prima!”
Nino risponde: “No, io! Sono un razzo!”
Lallo ride: “Io sono un… carrello veloce!”
La mamma appoggia tre cucchiaini sul tavolo. “Oggi niente gara di chi finisce prima, eh.”
Tito fa una faccia serissima, con le sopracciglia tutte giù. Nino lo imita. Lallo li guarda e… fa una smorfia enorme: lingua fuori, naso arricciato, occhi stretti. “Bleee!”
Tito scoppia a ridere. “Che faccia!”
Nino batte le mani: “Ancora! Ancora!”
La mamma sorride. “Mi sa che oggi c'è aria di… concorso di grimace.”
“Concorso!” ripete Tito, come se fosse una parola magica.
Nino si alza in piedi sulla sedia (piano piano) e annuncia: “Io sono il giudice!”
“No!” protesta Tito. “Io!”
“No!” dice Nino.
Lallo alza una mano. “Facciamo… turni!” E fa “ding!” come un campanellino.
Così decidono: prima si allenano, poi fanno la gara. La mamma mette un piattino in mezzo: “Questo è il palco. Niente spintoni. Solo facce buffe.”
Tito vuole il posto vicino al piattino. Nino pure. Si guardano come due gattini che vogliono lo stesso cuscino.
“È mio!” dice Tito.
“È mio!” dice Nino.
Lallo fa “ehm” e spinge piano piano la sua sedia. “Io posso stare qui, così vedo tutti.”
Tito e Nino si fermano un attimo. Lallo non sta litigando. Sta solo sorridendo, tranquillo.
Nino si gratta la testa. “Ok… facciamo uno a destra e uno a sinistra.”
Tito sbuffa, ma piccolo piccolo: “Va bene.”
E Lallo canta: “Pace! Pace!” facendo “pum-pum” con le mani sul tavolo.
Parte 2
In salotto c'è uno specchio grande. La luce fa luccicare il pavimento. I tre si mettono davanti allo specchio come tre piccole statue… ma statue che fanno facce.
“Prova uno: la faccia da pesce!” dice Tito.
Fa le labbra a cerchio: “Buuu-buuu!”
Nino lo copia e aggiunge le guance gonfie: “Puff!”
Lallo fa la stessa cosa, poi fa finta di nuotare con le braccia: “Splash!”
Ridono e lo specchio sembra ridere con loro.
“Prova due: la faccia da leone!” decide Nino.
Tira fuori un ruggito: “Roooar!” (un ruggito piccolino, perché lui è piccolino).
Tito fa i denti finti: “Grrr!”
Lallo fa una criniera con un cuscino sulla testa e dice: “Io sono il leone-cuscino!” Poi fa “miao” per sbaglio.
Tito si piega dal ridere. “Un leone che fa miao!”
Arriva la babysitter, Sara, con una scatola colorata. “Che succede qui?”
“Concorso di grimace!” gridano tutti insieme.
Sara mette le mani sui fianchi, finta severa. “Allora mi serve una giuria seria.”
La mamma porta tre mollettine e le mette su una corda. “Ogni mollettina è un punto. Ma i punti si danno anche ai sorrisi, capito?”
Nino sussurra a Tito: “Io vinco.”
Tito sussurra: “Io vinco.”
Lallo sussurra: “Io… faccio ridere.”
Parte la gara. Sara fa la voce da presentatrice: “Signore e signori, ecco Tito!”
Tito fa la “faccia da pancake”: si schiaccia le guance con le mani e dice “plop”.
Mollettina per Tito. “Bravissimo!”
“Ecco Nino!”
Nino fa la “faccia da semaforo”: apre gli occhi enormi, poi li chiude, poi li riapre: “Verde! Giallo! Rosso!” e fa “bip-bip!”
Mollettina per Nino. “Che energia!”
“E ora… Lallo!”
Lallo si avvicina allo specchio con “rrr-rrr”. Poi fa la faccia più strana del mondo: una guancia su, una giù, lingua di lato, e in più fa un rumorino: “Prraaa!”
Tito e Nino rimangono fermi un secondo… poi esplodono: “AHAHA!”
La mamma ride. Sara ride. Persino il cuscino cade dal divano: “Pof!”
Nino, ridendo, dice: “No, aspetta! Io ho la super grimace!”
Tito risponde: “Anch'io!”
E qui torna la piccola chamailleria. Si spingono con le spalle, piano piano, come due paperotti. “Io!” “Io!”
Lallo fa “Taa-tam!” come un tamburo e dice: “Facciamo… la grimace insieme!”
Tito e Nino si guardano. Insieme? È strano… ma anche divertente.
Parte 3
Si mettono in fila. Sara conta: “Uno… due… tre!”
Tutti e tre fanno la “grimace-sorpresa”: bocca a O, occhi grandi. “Oooo!”
Poi la “grimace-spaghetti”: tirano la lingua lunga e fanno finta di succhiare: “Slurp slurp!”
Poi la “grimace-robot”: braccia dritte e voce metallica: “Biip! Boop!”
Lallo aggiunge un “ciuf-ciuf” come trenino e gira piano: “Ciuf! Ciuf!”
La mamma mette tre mollettine insieme sulla corda. “Punto speciale: squadra!”
Sara annuncia: “Il premio va a… tutti e tre!”
Il premio è semplice: tre adesivi con facce buffe e una coperta morbida per il divano. I bimbi si buttano sotto la coperta come in una tana. “Frush!”
Tito dice: “Io sono il re delle grimace.”
Nino dice: “Io sono il super giudice.”
Lallo dice: “Io sono… il leone-cuscino!” e fa “miao” di nuovo.
Tito e Nino ridono ancora. Tito poi abbraccia Nino. Nino abbraccia Lallo. Lallo abbraccia tutti e due, stretto stretto.
La mamma spegne la luce grande e lascia quella piccola. “Che bella gara. Adesso facciamo una faccia calma.”
Tito fa una faccia dolce: sorriso piccolo.
Nino lo imita: sorriso piccolo.
Lallo chiude gli occhi e fa: “Mmm… felice.”
Sotto la coperta, i tre sussurrano: “Domani ancora?”
“Domani ancora,” dice la mamma.
E il salotto resta pieno di risatine leggere, come bolle: “Pip… pip… pip…” finché arriva il silenzio buono della sera.