Nel Bosco di Miele viveva una piccola tartaruga. Si chiamava Tita. Tita camminava piano: tap tap, tap tap. Il suo guscio era liscio e caldo, come una piccola casa.
Una mattina il vento cantò: fuuu fuuu. Una foglia d'oro cadde vicino a Tita: plin! Sopra la foglia c'era una goccia di rugiada che brillava come una stellina.
«Che bella!» disse Tita.
Dal cespuglio spuntò un coniglio bianco. «Io sono Nino» disse. «Vuoi venire al Laghetto Blu?»
«Sì» rispose Tita. «Piano piano.»
Camminarono tra fiori morbidi e funghi tondi. L'aria sapeva di latte e di menta. Un uccellino fece: cip cip! Un ruscello fece: glugluglu.
Arrivarono a un ponte di legno. Il ponte faceva: cric crac. Tita si fermò. Il ponte tremava un poco, come una foglia.
Nino guardò Tita. «Tita, tu puoi. Io sono qui.»
Tita mise una zampetta sul ponte. Tap. Poi un'altra. Tap tap. Il ponte cantò ancora: cric crac, ma restò forte. Tita respirò piano. «Hop» disse, e fece un passo piccino.
A metà ponte trovò una lumachina. Era ferma. «Io sono Luma» disse. «Non so dove andare.»
Tita sorrise. «Vieni con noi. Piano piano.»
Nino fece un saltino: hop! «Sì, vieni!»
Così andarono in tre. Tap tap. Hop. Stris stris. Il ponte smise di tremare, come se ascoltasse il loro passo gentile.
Al Laghetto Blu l'acqua era calma. Faceva: plouf, plouf, quando una rana verde saltava. «Ciao!» disse la rana. «Io sono Rina.»
Tita guardò la sua foglia d'oro. La posò sull'acqua. La foglia diventò una barchetta. La goccia di rugiada brillò: tin tin.
«Che magia!» disse Nino.
«Che dolcezza!» disse Luma.
Tita fece un piccolo giro vicino alla riva. L'acqua era fresca. Il sole era tiepido. Tutti ridevano piano.
Quella sera, sotto le stelle, Tita disse: «Oggi il mio cuore ha camminato con me.»
Morale: Con amici gentili, anche i passi piccoli diventano coraggiosi.