Nel Bosco di Zucchero viveva una gallina, Pina. Pina era piccola e rotonda. Aveva piume calde come una coperta. Ogni sera guardava le stelle, che parevano bottoni d'argento nel cielo.
Una notte la Luna fece un grande sbadiglio e un filo di luce cadde sul sentiero. Pina lo vide. «Oh! Un filo per cucire un sogno», disse.
Pina camminò piano. Accanto a lei arrivò Tito il topolino. «Vengo con te», disse. Poi saltò fuori Lilla la lepre. «Anch'io», disse. E dal ruscello spuntò Nina la rana. «Io canto e vengo», disse.
Il filo di luce correva tra funghi e fiori, come una striscia di latte. A un tratto il filo entrò in un cespuglio. Pina si fermò. Il cespuglio aveva spine piccole, ma Pina era coraggiosa. Fece un passo lento e gentile.
«Ti aiuto io», disse Tito, e spinse un rametto. «Io guardo», disse Lilla, con occhi grandi. «Io canto piano», disse Nina: «Cra-cra, piano piano».
Dentro al cespuglio c'era un lumino, una lucciola. Era stanca. «Ho perso la mia via», disse. Pina le fece ombra con l'ala, come una mamma. «Ora sei con noi», disse.
Gli amici fecero un cerchio. Tito portò una foglia come culla. Lilla portò un petalo come coperta. Nina portò una goccia d'acqua dolce. La lucciola tornò a brillare. Il filo di luce si alzò e tornò alla Luna, felice.
Pina rise piano. «Che avventura piccola», disse. Tornarono al nido, al buio buono, e le stelle fecero l'occhiolino.
Morale: Con amici gentili, anche una piccola luce trova la strada.