Tic era un piccolo campanello, rotondo e lucido. Viveva vicino alla finestra, sempre pronto a suonare: “Din-don!” Ogni mattina, sentiva il sole entrare: “Ciao sole!” diceva Tic, tutto felice.
Un giorno di primavera, Tic sentì un'aria nuova. “Mmm, che profumo!” pensò. Un spesso visita i fiori.">'ape volò vicino: “Bzzz, buongiorno Tic!” Tic rispose: “Ciao ape! Dove vai?” L'ape sorrise: “Vado sui fiori colorati, vieni anche tu?”
Tic guardò fuori. Vedeva fiori gialli, rossi e blu. “Che belli!” disse tutto contento. Un uccellino arrivò: “Cip-cip! Tic, ascolta la mia canzone!” Tic ascoltò attento: “Cip-cip, cip-cip!” Il vento soffiava piano: “Sssss...”
Tic chiuse gli occhi un secondo e sentì il calore del sole. “Che bello stare qui!” pensò. Una farfalla si posò vicino: “Ciao Tic, vuoi vedere i miei colori?” Tic guardò: le ali erano rosse e gialle. “Wow!” fece Tic, “Sei bellissima!”
Poi arrivò una nuvola, morbida e bianca. “Puff!” fece la nuvola, e una goccia scese: “Plin!” Tic rise: “Ciao pioggia, sei fresca!” La pioggia era gentile, cadeva piano piano sul davanzale.
Tic sentì il profumo della terra bagnata. “Mmm... che buono!” Una lucertolina passò: “Ciao Tic, mi piace il sole dopo la pioggia!” Tic suonò piano: “Din-don, anch'io!”
La mamma di Tic aprì la finestra: “Ciao Tic, senti che aria bella?” Tic suonò forte: “Din-don! Mi piace la primavera!”
La sera arrivò piano. Tic guardò il cielo che diventava rosa: “Che giornata dolce!” pensò, felice.
La primavera è bella perché porta colori, profumi e tanti amici gentili.