In una piccola città vicino al fiume viveva Marco, un pompiere gentile e sorridente.
Ogni mattina si svegliava presto, si lavava il viso con l'acqua fresca e diceva piano:
“Oggi aiuto le persone. Posso farcela.”
Poi andava alla caserma dei pompieri.
Lì c'era il grande camion rosso, lucido come una mela.
Marco lo salutava sempre:
“Ciao, amico camion! Oggi lavoriamo insieme.”
Prima di tutto, Marco si metteva la sua divisa speciale:
i pantaloni pesanti, la giacca gialla con le strisce che brillano,
gli stivali forti e il casco che protegge la testa.
“Così sono al sicuro, così posso aiutare meglio,” pensava.
Ogni giorno Marco e gli altri pompieri si esercitavano.
Provavano a salire sulla scala, ad aprire il tubo dell'acqua,
a mettere il casco in fretta ma con calma.
Facevano finta che ci fosse un fuoco,
così quando c'era un vero problema
erano già pronti e non avevano paura.
Un pomeriggio, mentre Marco beveva un bicchiere d'acqua,
suonò una sirena:
“Uiiiiii uiiiiii!”
Era il telefono di emergenza.
Il capo disse:
“C'è un po' di fumo in una casa.
Forse qualcuno ha lasciato una pentola sul fuoco.
Andiamo a controllare.”
Marco salì subito sul camion rosso.
Mentre il camion correva per le strade,
Marco guardava dalle finestre e pensava:
“Chissà chi ci aspetta.
Forse una mamma preoccupata.
Forse un bambino con il suo orsetto.
Arriviamo presto, non sono soli.”
Quando arrivarono, davanti alla casa c'era una signora con un bimbo piccolo in braccio.
La signora disse:
“C'è fumo in cucina… Ho paura per il mio pranzo e per la casa!”
Marco le sorrise:
“Va tutto bene. Siamo qui adesso.
Tu tieni il tuo bimbo stretto,
io mi occupo del resto.”
Entrò con un collega, aprì la finestra,
spense il fuoco nella pentola con calma
e controllò che tutto fosse sicuro.
Poi tornò fuori e disse:
“È tutto a posto. La casa è al sicuro.
La prossima volta spegni il fornello quando esci dalla cucina, va bene?”
La signora rise un po' e rispose:
“Sì, promesso! Grazie, Marco.”
Il bambino guardò Marco con occhi grandi e disse piano:
“Tu sei coraggioso.”
Marco si abbassò, guardò il bimbo e disse:
“Anche tu puoi essere coraggioso.
Essere coraggiosi vuol dire fare attenzione
e chiedere aiuto quando serve.”
Poi tornarono in caserma.
Era sera, il cielo diventava rosa e viola.
Il lavoro era finito e nella città tutto era tranquillo.
Marco si sedette a un tavolo e prese dei fogli bianchi e dei colori.
Disegnò il camion rosso, con la scala alta alta.
Disegnò la casa con le finestre aperte
e il bambino che sorrideva con il suo orsetto.
Colorò il cielo di blu scuro con piccole stelle gialle.
Guardò il suo disegno e pensò:
“Oggi ho aiutato qualcuno. Posso essere fiero di me.”
Poi sbadigliò piano.
Si tolse la divisa, mise i vestiti morbidi,
chiuse gli occhi e immaginò il suo camion che dormiva nel garage.
“Sogni d'oro, amico camion.
Domani, se qualcuno ha bisogno,
noi saremo lì.”
E con questo pensiero caldo e tranquillo nel cuore,
Marco si addormentò sereno,
pronto a essere ancora un pompiere coraggioso
anche nel sogno della buona notte.