La notte scendeva piano sulla città. Lucia, la pompiere dal casco rosso, sistemava la scala sul camion. Sorrideva. Amava ascoltare il vento e controllare le luci della caserma. "Buonanotte," diceva agli attrezzi. "Buonanotte," rispondevano i suoi pensieri.
Quella sera arrivò una chiamata gentile. Un gattino aveva starnutito tanto vicino a una finestra. La voce al telefono era calma: "Un piccolo bisogno d'aiuto." Lucia si mise la giacca e partì con il suo camion che faceva un piccolo clac clac allegro. I bambini della città conoscevano quel suono. Era un suono che diceva: "Tutto va bene, stiamo arrivando."
Arrivata sotto la casa, Lucia vide il gattino tremare. La signora Teresa si chinò e lo prese tra le mani. "Ha il naso tutto rosso," disse. Lucia si sedette, sorrise e parlò piano. "Vediamo come aiutarlo." Con cura, guardò il gattino e poi guardò la signora. Spiegò con parole semplici: "A volte quando ci sentiamo male, ci servono cose dolci e buone per la salute. Ci sono medicine che aiutano a non avere dolore o febbre."
La signora Teresa chiese: "Come si chiamano queste medicine?" Lucia prese dal suo zaino un piccolo libricino. "Paracetamolo," disse, "aiuta quando fa male la testa o quando la febbre sale." La signora ripeté la parola, e il gattino fece un piccolo miagolio curioso. Poi Lucia aggiunse: "Antistaminico. Aiuta quando il naso è tutto stropicciato e gli occhi lacrimano." Il gattino strizzò gli occhi, come se capisse.
Lucia mostrò anche un cerotto. "Questo è il cerotto. Serve per le piccole ferite." La signora Teresa sorrise e mise un cerotto sul polpastrello del gattino. Poi Lucia prese una piccola bottiglia con la scritta 'antisettico' sul tappo. "L'antisettico pulisce e cura le ferite, è come un bacio pulito per la pelle." La signora Teresa lo annusò piano, "Profuma di pulito," disse. Lucia aggiunse: "E le garze aiutano a coprire, a proteggere. Sono morbide, come una copertina."
Mentre spiegava, Lucia raccontava anche del suo lavoro. "Essere pompiere è aiutare le persone e gli animali. A volte spegniamo il fuoco. A volte portiamo sicurezza. A volte ascoltiamo e portiamo un sorriso." I bambini che guardavano dalla finestra sentirono queste parole e si misero a disegnare piccoli camion rossi.
Il gattino, con il cerotto sul polpastrello, si calmò. Lucia parlò piano al suo orecchio: "Riposa un po'. Domani starai meglio." La signora Teresa ringraziò. "Grazie, Lucia. Sei stata dolce e coraggiosa." Lucia arrossì un poco e rise. "È il mio lavoro aiutare," disse. "Mi piace molto."
Sulla via del ritorno alla caserma, Lucia incontrò il signor Marco che aveva una piccola tosse. Lui chiese un consiglio. Lucia spiegò di nuovo con parole semplici: "Se hai la febbre, il paracetamolo può aiutare. Se ti prudono gli occhi, l'antistaminico può essere utile. Ma sempre parlare con il dottore o la mamma e il papà prima." Il signor Marco annuì e disse: "Grazie, Lucia. Ti sei presa cura di tutti stanotte."
La città sembrava più tranquilla. Le luci delle case erano morbide. I bambini si misero a letto con il disegno del camion rosso sul comodino. Il gattino dormiva sulla poltrona, avvolto in una copertina, con il cerotto come una medaglia. Lucia rientrò alla caserma, tolse il casco e guardò il cielo pieno di stelle.
Prima di chiudere gli occhi, Lucia pensò alle parole che aveva detto: servizi, cura, attenzione. Pensò ai nuovi nomi imparati, a come ogni parola può aiutare a sentirsi meglio. Si sentì felice perché quella notte la città era un po' più sicura. Chiuse la porta piano, si mise sotto le coperte e sussurrò: "Domani saremo pronti per aiutare ancora."
E la città riposò serena, sapendo che c'era una pompiere con un grande cuore pronta a proteggere e a insegnare con dolcezza.