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Storia di Halloween 5/6 anni Lettura 13 min.

Luca e la luce gentile

La storia racconta di Luca, un bambino coraggioso che, durante la notte di Halloween, intraprende un'avventura con i suoi amici animali per accendere una grande zucca in piazza, portando luce e gentilezza a chi ne ha bisogno. Incontrerà diversi personaggi lungo il cammino, scoprendo il potere della condivisione e dell'amicizia.

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Un ragazzo di 6 anni, di nome Luca, indossa un cappotto blu brillante e un grande cappello nero che gli copre gli occhi. Il suo viso è illuminato da un sorriso gioioso e meravigliato, mentre tiene una lanterna luminosa nelle sue piccole mani. Accanto a lui, un gatto nero dagli occhi gialli scintillanti si strofina contro le sue gambe, mostrando un'espressione curiosa e amichevole. Un pipistrello dalle ali spiegate vola gioiosamente sopra la sua testa, mentre un fantasma traslucido, con occhi tondi e dolci, fluttua nei dintorni, apparendo sia timido che amichevole. La scena si svolge in una deliziosa piazza di paese decorata per Halloween, con case dalle finestre illuminate e zucche sorridenti sui portici. Foglie d'autunno dai colori vivaci danzano nel vento, creando un'atmosfera festosa e calorosa. Luca, con la sua lanterna, si prepara ad accendere una grande zucca dal sorriso splendente, circondata da luci scintillanti, mentre bambini in costume si divertono intorno a lui, riempiendo l'aria di risate e gioia. segnalare un problema con questa immagine

La sera di Halloween

Il vento faceva frusciare le foglie come carta colorata. L'aria odorava di zucca dolce e di cannella. Le case avevano piccole luci alle finestre. C'era una luna rotonda che sembrava una moneta d'argento appesa in alto.

Luca aveva cinque anni. Portava un mantello corto, blu come il cielo del tardo pomeriggio. Aveva un cappello un po' grande, che scivolava sugli occhi e lo faceva ridere. In tasca, caramelle al caramello. In mano, una lanterna chiara con una candela sicura dentro.

Quella sera, Luca aveva una missione importante. Doveva posare una candela nella grande zucca in piazza. La zucca aveva occhi a triangolo e un sorriso dentato. Quando qualcuno mette una candela là dentro, la luce diventa gentile e guida chi ha paura del buio. Così diceva sempre la nonna.

Luca camminava avanti piano. Si sentiva piccolo, ma il suo cuore batteva forte e largo. La sua mano stringeva la lanterna. Il vetro era tiepido. La candela tremava come una stellina.

Nel giardino vicino al cancello, un gatto nero lo guardò. Aveva quattro zampe con punte bianche, come se indossasse calzini di farina. Gli occhi gialli erano lucidi, ma tranquilli. Sembrava un'ombra morbida.

Luca si fermò e fece un piccolo saluto con la mano. Il gatto si avvicinò, fece le fusa, e gli strusciò la testa sulla caviglia. La lanterna mandò un piccolo riflesso sul naso del gatto. Fu un momento caldo e un po' magico. Luca sorrise. Sentì la notte farsi meno grande.

Di fronte, passò una bambina vestita da strega con un cappello a punta. Aveva perduto una caramella. La caramella era caduta in una pozzanghera. La bimba guardava triste.

Luca tirò fuori una delle sue caramelle e la porse alla bambina. Lei fece un sorriso timido e disse piano “Grazie”. Poi corse via ridendo, e la scopa finta le dondolava sulla schiena.

Con quel piccolo gesto, il petto di Luca divenne più leggero. La sua lanterna sembrò brillare un po' di più. Il gatto fece un balzo e iniziò a seguire Luca come una piccola guardia.

La strada verso la piazzetta passava tra alberi dai rami lunghi. Le luci delle case si allontanavano. I rami facevano ombre like giganti gentili. Il vento diceva uuuh, ma era un uuh che accarezzava le orecchie.

Luca sussurrò, quasi per sé, un filo di voce che suonava come una canzone: “Luce gentile, vieni con me.” La lanterna rispose con una vibrazione piccola, come un sì.

Camminando, Luca sentiva il fruscio delle foglie sotto le scarpe. Scric, scric, scric. Il gatto lo seguiva, morbido e attento. La notte era Halloween. Faceva venire i brividi, ma brividi buoni, come quando si aspetta una sorpresa.

Il sentiero frusciante

Dopo il giardino c'era un sentiero di sassi. I sassi tintinnavano quando ci passava sopra. Un'ombra grande passò sopra la testa di Luca. Era solo una nuvola. Il cuore gli fece tum-tum, poi si calmò.

Dal ramo di un albero, una civetta disse uh-uh con voce bassa. Luca alzò la lanterna. La luce fece brillare le foglie. Il gatto alzò la coda e guardò serio. Poi sospirò, come fanno i gatti contenti.

Una ragnatela finta attraversava il cancello di legno. Tra i fili argentati, un piccolo pipistrello stava fermo. Aveva le ali intrecciate nei fili. Tremava un pochino. Non faceva paura. Sembrava una foglia con gli occhi.

Luca posò la lanterna per terra, in modo sicuro. Si avvicinò piano. Aveva mani piccole, ma gentili. Toccò la ragnatela con un dito. Il filo si mosse. Il pipistrello guardò Luca con due occhi scuri e lucidi. Luca liberò un'ala. Poi l'altra. Il pipistrello si scrollò, come un fazzoletto al vento. Si mise sul bastone del cancello. Le sue orecchie erano grandi e ridevano da sole.

Il pipistrello fece un volo corto e gli restò sopra la spalla, come una spilla che respira. Il gatto fece finta di non guardare, ma teneva l'occhio.

Il sentiero curvava vicino a un ponticello di pietra. Sotto, l'acqua parlava piano. Sembrava ridere. Dall'altra parte del ponte, due bambini in costume stavano fermi. Uno era un robot con scatole lucide. L'altro era una zucca con il cappuccio arancione. Gli occhi dei bambini brillavano di lacrime.

Avevano perso la loro piccola luce. Il vento l'aveva spenta. La notte pareva più grande. Luca alzò la sua lanterna. La luce scivolò sul ponte come burro caldo sul pane.

Luca fece un cenno con la testa, deciso. Camminò avanti piano, tenendo la lanterna alta. I due bambini lo seguirono. Il gatto camminava vicino ai loro piedi. Il pipistrello faceva piccoli cerchi nell'aria, come se disegnasse un sentiero invisibile.

Insieme, attraversarono il ponticello. Davanti a una porta dipinta di blu, i due bambini ritrovarono la loro mamma. Lei li abbracciò forte. Fece un sorriso a Luca e gli diede un adesivo con una stellina. Luca lo mise sul mantello. La stellina non faceva luce, ma dava coraggio.

Luca sussurrò di nuovo, per ricordarlo a sé e al cuore: “Luce gentile, vieni con me.” La lanterna sembrò fare un piccolo inchino.

La piazzetta era ancora più vicina. Si sentiva odore di caldarroste. C'era un suono di campanellini. Le finestre avevano candele piccole come occhi, e occhiali di carta sulle porte.

Vicino a una panchina, una forma bianca tremava. Sembrava una nuvola piccola caduta a terra. Era un fantasmino. Aveva mani come puff di vapore. Gli occhi erano due semi di papavero lucidi. Non faceva brrr. Faceva piuttosto brr-pf, come uno starnutino.

Il fantasmino era timido. Non voleva spaventare. Aveva freddo di notte. Aveva paura del buio, proprio lui che era un piccolo pezzo di notte. Questo è un segreto buffo del mondo.

Luca allungò la lanterna. La luce toccò il fantasmino come una sciarpa calda. Il fantasmino tremò meno. Il gatto lo annusò e fece mrrr. Il pipistrello gli disegnò una giraffa invisibile sopra la testa, per farlo ridere.

Il fantasmino fece un piccolo cenno. Voleva venire. Luca annuì piano. Insieme, con passi corti e piccoli sospiri, ripresero il sentiero. La luce della lanterna scivolava davanti, allungandosi come un tappeto giallo. La piazzetta era lì, dietro l'angolo. La grande zucca aspettava, seduta sopra una botte di legno.

La luce nella zucca

La zucca era davvero grande. Aveva il colore del tramonto. Aveva gli occhi a triangolo e un naso a fessura. Sorrise a Luca, o così gli parve. Sul legno della botte c'era una piccola tazza dove posare la candela. Il vento girava tra le case come un cucchiaio in una tazza di tè. Faceva uuuh-uuuh e muoveva i costumi. Scampanellava, scherzava, ma a volte spingeva forte.

Luca guardò la sua lanterna. Dentro, la candela stava dritta come un soldatino gentile. La fiamma danzava. Bisognava aprire la lanterna e prendere la candela. Bisognava posarla nella zucca. Bisognava farlo piano, con cura, senza farla spegnere. Il compito sembrava una cosa da grandi. Ma Luca era lì, e il suo cuore era attento.

Si mise vicino alla zucca. Posò i piedi bene, uno davanti all'altro. Sentì il profumo del legno e della polpa di zucca. Il vetro della lanterna era tiepido. Le mani volevano tremare, ma lui parlò al cuore: piano, piano.

Il gatto salì sulla botte e si arrotolò come un ciambellone. Il pipistrello aprì le ali e le tenne larghe, come una piccola tenda scura. Il fantasmino si mise accanto alla lanterna e diventò più spesso, come panna montata che protegge. Fecero un cerchio morbido per riparare il vento. Sembrava un abbraccio intorno alla fiamma.

Luca aprì la lanterna. L'aria si mosse subito, curiosa. La fiamma ballò più in fretta. Luca prese la candela. Era leggera. Il suo odore era dolce e pulito. Un soffio di vento arrivò, capriccioso. Il cuore di Luca fece tum, poi tum-tum, poi decise di stare calmo.

Luca avvicinò la candela alla bocca della zucca. Dentro, tutto era arancione e dolce. Si vedevano i segni del coltello, i disegni del sorriso. Il mondo fuori fece un altro soffio. Il cerchio di amici si strinse. Il gatto allungò la coda. Il pipistrello fece shhhh con le ali. Il fantasmino fece un muretto di vapore.

Luca disse, per la terza volta, con la voce più chiara che trovò: “Luce gentile, vieni con me.” E la fiamma, come una piccola orecchia, ascoltò.

La candela toccò la tazza. Un attimo silenzioso cadde come una piuma. Poi la fiamma si alzò, dritta. Si fece rotonda e calda come un bottone di sole. La zucca si accese tutta. La luce uscì dagli occhi a triangolo, dal naso a fessura, dalla bocca con i denti. Andò sulla piazza come miele lucente. Toccò le pietre, toccò le scarpe, toccò i visi.

La gente intorno mormorò ooh. Un bimbo piccolo, con un cappello da dinosauro, fece un saltello. Una nonna con una sciarpa a quadri mise le mani sul cuore. Il vento si mise a giocare piano. Faceva danzare i nastri, non più forte, ma come una musica.

Il fantasmino stava bene. La luce tiepida lo avvolgeva. Non aveva più freddo. Il pipistrello si appese a un ramo e si dondolò, leggero come una foglia felice. Il gatto si stirò e fece le fusa in mi, mi, mi, come una canzoncina.

Luca posò la lanterna vicino alla botte. Guardò la zucca che rideva. Sentì che la notte non era più grande. Era una coperta con stelle cucite. La sua missione era riuscita. Si sentiva pieno fino alle orecchie di contentezza.

Vicino alla botte, un bambino con il viso dipinto da scheletro si avvicinò. Aveva una busta quasi vuota. Luca prese due caramelle dalla tasca e le porse. Il bambino fece una risata sorpresa, e poi un cenno di testa. A volte la gentilezza sa trovare la strada, come una lucciola.

Luca guardò i suoi amici. Guardò la piazza. Vide che la luce della zucca aiutava tutti a vedere meglio. Le ombre non erano più lunghe. Erano morbide, come gatti addormentati.

Vicino alla fontana, una finestra restava scura. Una signora anziana guardava fuori, con le mani strette. Luca prese la lanterna e si avvicinò piano. Posò la lanterna sul bordo, dove stava al sicuro. La luce toccò il davanzale e le mani della signora. Le sue dita si aprirono un poco. La sua faccia si distese. Fece un cenno a Luca, un cenno soave come un ramo che si piega. La lanterna non era più solo di Luca. Era un piccolo pezzo di luce per tutti.

Poi Luca tornò alla zucca, al suo posto. Il cerchio di amici si riunì. Il gatto, il pipistrello, il fantasmino, e il bambino con il mantello blu. Si guardarono negli occhi. Non servivano tante parole. C'erano dolcetti, c'erano risate. Il vento passava come una carezza. La zucca continuava a sorridere, con la sua bocca a denti larghi.

Luca respirò forte l'odore di zucca, legno e caldarroste. Pensò che la luce, quando si condivide, cresce. Non si consuma. Diventa più grande, come il cuore dopo un abbraccio.

Le campane lontane fecero din-din. La luna si specchiò negli occhi della zucca. Un papà suonò un triangolino. Un cane abbaió felice, una volta sola.

Luca si mise accanto al gatto. Il pipistrello si avvicinò e gli sfiorò la spalla con l'ala, leggera come una foglia. Il fantasmino si sedette di lato e diventò quasi trasparente, come un sorriso.

Si guardarono un attimo. C'era una luce calda sulle guance, una luce piccola e vera. E lì, nella piazza profumata di Halloween, Luca e i suoi nuovi amici si scambiarono un sorriso grande e condiviso.

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Frusciare
Fare un suono leggero e ripetuto, come il rumore delle foglie mosse dal vento.
Caramelle
Dolciumi fatti di zucchero e altri ingredienti, spesso colorati e gustosi.
Candela
Un oggetto fatto di cera con uno stoppino, che produce luce quando viene accesa.
Mantello
Un indumento lungo che si indossa sopra gli altri vestiti, spesso usato in occasione di feste o eventi speciali.
Zucca
Un tipo di ortaggio di colore arancione, spesso usato per decorare e fare lanterne durante Halloween.
Fantasmino
Una piccola apparizione o spirito, spesso rappresentato in modo amichevole nei racconti di Halloween.

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