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Storia di Halloween 5/6 anni Lettura 10 min.

La lanterna delle risate perdute

Lilla, una bambina curiosa, intaglia una lanterna di zucca che sembra custodire piccole magie e la porta con sé durante la notte di Halloween. Insieme a un folletto e agli amici, scopre un mistero legato a una risata perduta che la costringe a scegliere come usare il segreto della lanterna.

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Una bambina di 6 anni, Lilla, sorridente e meravigliata, capelli ricci rosso aranciati e grandi occhi verdi, con un piccolo cappello da strega viola e un cappotto lilla, posa sullo zerbino tenendo una grande lanterna a forma di zucca intagliata che diffonde luce arancione; accanto a lei il gatto tigrato Biscotto, pelo grigio e rossiccio e occhi gialli, guarda la lanterna muovendo la coda; dietro a destra, un'amica di circa 6 anni, Mia, con capelli neri raccolti e costume da piccola pipistrella nero, applaude piano; davanti alla lanterna galleggia un folletto di foglie delle dimensioni di un giocattolo, pelle verde pallido e cappello di foglia secca, curioso e gioioso; la scena è davanti a una casa di mattoni rossi con porta blu e decorazioni autunnali, su una strada lastricata umida con lampioni gialli e alberi dalle foglie dorate sotto un cielo notturno viola, con la lanterna che crea una luce calda e ombre danzanti e suscita risate. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1: La notte delle foglie dorate

C'era una volta una bambina di cinque anni che si chiamava Lilla. Aveva i capelli ricci come fili di zucca e gli occhi grandi come due lanterne. Viveva in una casetta con la mamma, il papà e un gatto tigrato che si chiamava Biscotto.

La sera prima di Halloween, le foglie nel paese sembravano cartoline arancioni e dorate. Lilla saltellava per il giardino con gli stivali gialli. "Voglio preparare una lanterna di zucca!" disse con voce eccitata. La mamma le sorrise e le diede una lista: una zucca, una candela finta, un cucchiaio grande e tanta allegria.

"Porta anche il tuo sorriso misterioso," disse il papà, giocando a fare l'uomo-ombra con le mani. Lilla rise e mise la lista nel taschino del vestito.

Biscotto la seguì, saltando tra le foglie. "Miao," sembrava dire. Lilla lo accarezzò. "Sei pronto per l'avventura, amico peloso?" chiese. Biscotto rispose con un altro "miao" e un salto sul vaso dei fiori.

Quando arrivarono al mercato, c'era un banco pieno di zucche. Alcune ridevano con i loro cerchi di luce, altre facevano facce buffe. Lilla trovò una zucca rotonda e felice, con un piccolo bozzetto sul fianco. "È perfetta," sussurrò.

La signora del banco, una donna con gli occhiali a forma di stella, le mise la zucca tra le mani. "Questa zucca ama le storie," disse. "Ascolta bene e ti farà una lanterna speciale." Lilla annuì, le mani ancora tutta arancione di felicità.

Parte 2: Il laboratorio delle ombre

A casa, il papà mise su una musica dolce. La cucina si trasformò in un piccolo laboratorio. "Prima dobbiamo disegnare la faccia," disse la mamma. Lilla prese un pennarello e disegnò due occhi a forma di cuore e una bocca che rideva. Poi, con il cucchiaio grande, tolsero i semi e la polpa. I semi scesero in una ciotola e Biscotto provò a prenderne uno, ma la mamma lo fermò ridendo.

"Che tipo di lanterna vuoi che sia?" chiese il papà. Lilla pensò e rispose sottovoce: "Una lanterna che fa un po' paura... ma non troppo." Tutti risero. Era la frase perfetta per una notte di Halloween.

Mentre scavavano, la zucca fece un piccolo rumore. Un fruscio come quando si gira una pagina di libro. Lilla si fermò. "Hai sentito?" chiese. Il papà rise: "È solo la zucca che racconta le sue storie." Ma Lilla, con l'orecchio vicino, sentì un bisbiglio lieve. Non capiva le parole, ma sembrava dire: "Preparami un sorriso."

Lilla decise di dare alla lanterna un occhio grande e uno piccolo, per farla buffa. Poi fece una bocca con dentini a zig-zag. Quando posarono la candela finta all'interno, la lanterna prese una luce calda, come il cuore di una zucca che ride. "È bellissima," disse la mamma. Lilla accarezzò la faccia della zucca e la sentì sorprendentemente liscia e tiepida.

Quella notte, Lilla mise la lanterna sul davanzale. Dal cortile arrivava il canto lento delle rane e il fruscio dei gufi. La luce della zucca faceva ombre che giocavano a nascondino sul muro.

Parte 3: Il piccolo mistero

La sera di Halloween, Lilla indossò il vestito da streghetta che aveva cucito con la nonna: un cappellino con stelle e un mantello lilla. Biscotto ebbe un collare con piccoli campanelli. "Sembra una magia," disse Lilla tutta contenta.

Prima di uscire per le dolcetto-scherzetto, bussò alla porta una voce sottile. Era il vicino, il signor Rino, con un sacchetto di caramelle e un sorriso timido. "Posso vedere la tua lanterna?" chiese. Lilla spalancò la porta e mostrò la zucca luminosa. Il signor Rino rimase incantato. "Sembra una lanterna che sa raccontare barzellette," disse. Lilla rise.

Quando chiusero la porta, la lanterna fece un piccolo sussulto di luce. "Oh oh..." pensò Lilla. Poi la lanterna spense un occhio e lo riaccese come per fare l'occhiolino. "È magica davvero!" sussurrò Lilla. La mamma le strinse la mano. "Le magie più belle sono quelle che fanno sorridere," le disse.

Uscirono per il quartiere. Le case erano decorate con ragnatele finte e pupazzi di stoffa. Alcuni bambini erano vampiri, altri fantasmi, altri ancora supereroi. Lilla incontrò la sua amichetta Mia, vestita da farfalla nera. "La tua lanterna è speciale," disse Mia ammirando la luce. Lilla raccontò del piccolo bisbiglio che aveva sentito. "Forse la zucca vuole un amico," suggerì Mia.

Mentre suonavano ai campanelli, sentirono un lontano rumore come di passi felpati. Una piccola figura saltellava nell'ombra: era un folletto di foglie, un essere minuscolo con il cappello fatto di una foglia secca. "Buonasera," disse il folletto con voce frusciante. "Sto cercando qualcosa che ho perso." Lilla si chinò e guardò il folletto negli occhi. Non aveva paura. "Cosa hai perso?" chiese.

"Una risata," rispose il folletto. "L'ho lasciata cadere tra le luci e le ombre." Lilla pensò alla sua lanterna che faceva l'occhiolino. "Forse la tua risata è proprio qui," disse. Il folletto si illuminò come una lucina. "Mi aiuti a cercarla?" chiese.

Parte 4: Il segreto della lanterna

Insieme, Lilla, Mia, il folletto e Biscotto seguirono le tracce di risata: una piccola macchia di luce sul marciapiede, un suono di cioccolato che cadeva da un sacchetto, un "ahaha" che si sentiva tra le foglie. Alla fine, arrivarono sul prato dove la luna faceva un cerchio argentato. La lanterna di Lilla brillava più del solito. Poi accadde qualcosa di divertente: la lanterna proiettò una sagoma sulla siepe. La sagoma era la forma di una risata. Il folletto saltò dentro la sagoma come se fosse una porta.

"Trovo la mia risata!" gridò il folletto felice. Saltò su e giù, e da ogni salto uscì un piccolo suono: tic-tic, ha-ha, hi-hi. Era come una fila di campanelli che ridevano. Tutti risero insieme. Anche Biscotto fece un verso che sembrò una risata di gatto.

Poi il folletto si fermò e guardò Lilla con occhi seri ma gentili. "La tua lanterna ha un segreto," disse sottovoce. "Tiene le risate e le conservA per quando qualcuno ha bisogno di gioia." Lilla sentì un calore nel petto. "Un segreto?" ripeté. Il folletto annuì. "E gli segreti devono essere protetti. Quando dai una risata a qualcuno, non la racconti. La lasci dove serve."

Lilla capì. La lanterna non era solo per fare luce. Era per proteggere i sorrisi nella notte. "Prometto che lo custodirò," disse Lilla con voce ferma ma dolce. Il folletto le diede un piccolo fiore di zucca come segno. "Questo ti ricorderà di mantenere il segreto," disse.

Mia chiese: "E se qualcuno ti chiede dov'è la risata?" Lilla pensò. "Dirò che è nel vento," rispose con un occhiolino. Tutti risero di nuovo. Era un segreto giocoso e gentile.

Camminarono ancora un po' e distribuirono caramelle. La lanterna di Lilla schiariva i visi dei bambini e faceva sorridere anche gli adulti. Qualcuno accarezzava la zucca come se fosse una vecchia amica. Le ombre danzavano e sembravano raccontare piccole storie.

Alla fine della serata, tornarono a casa con i sacchetti pieni di dolci e le mani fredde ma felici. La mamma preparò una tisana al biscotto per scaldare i cuori. Lilla mise la lanterna vicino al letto. La luce era dolce come la coperta della nonna.

Prima di spegnere la luce, il papà chiese: "Hai mantenuto il segreto?" Lilla annuì, stringendo il fiore di zucca nella mano. "Sì. È un segreto che rende la gente felice." La mamma le bacchettò i riccioli.

Biscotto si avvolse in una palla e fece le fusa come un piccolo tamburo. La lanterna guardava dalla finestra e faceva l'occhiolino ogni tanto. Lilla chiuse gli occhi, ma prima sussurrò alla lanterna: "Grazie per aver condiviso la tua risata con noi stanotte." La lanterna rispose con una luce calda, come un abbraccio.

Il folletto non fu più visto, ma ogni tanto una piccola foglia saltava sul davanzale, come se volesse ringraziare. E il segreto rimase lì, custodito tra le luci e le ombre, pronto a riscaldare un altro cuore.

La notte fu piena di sogni di zucche che cantavano e di streghe che cucinavano torte di mele per gli amici. Lilla dormì con un sorriso sulle labbra, sapendo che le cose gentili crescono quando si condividono e si proteggono con amore.

E ogni anno, quando le foglie diventano dorate e l'aria profuma di cannella, Lilla controlla la sua lanterna. La accende, la sente calda e sussurra: "Segreto custodito." Poi spegne la luce e sogna nuove avventure, con Biscotto sempre vicino e una promessa nel cuore: mantenere i segreti che fanno felici gli altri.

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Lanterna
Oggetto che dà luce, di solito con una candela o una lampadina dentro.
Polpa
Parte morbida e succosa dentro la frutta, come dentro la zucca.
Bozzetto
Un piccolo disegno fatto velocemente per mostrare un'idea.
Fruscio
Suono leggero come di foglie o tessuto che si muove.
Davanzale
Parte della finestra dove puoi mettere oggetti o appoggiare le mani.
Mantello
Panno lungo che si mette sulle spalle, come un cappotto senza maniche.
Folletto
Piccola creatura immaginaria che vive nel bosco e gioca con la luce.
Sussulto
Piccolo movimento improvviso del corpo, come uno spavento leggero.
Proiettò
Mandò un'immagine o una luce su una superficie, come sul muro.
Siepe
Filare di piante o cespugli messi insieme per fare una barriera.

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