C'era una volta un cavaliere saggio. Si chiamava Leo. Indossava un mantello blu. Aveva un piccolo scudo. Camminava piano nei prati. Tutto era calmo. "Ciao," diceva ai fiori. "Ciao," rispondevano gli uccelli.
Un giorno, il re chiese aiuto. Una piccola campana del villaggio non suonava più. Toc-toc, nessun suono. Il cavaliere Leo parte. Va a cavallo. Hop, hop, con passi leggeri. Cammina tra alberi e sassi. Cerca la campana.
Arriva al ponte. Un ruscello fa plouf. L'acqua luccica. Leo guarda. Usa il cervello. Costruisce un piccolo ponte di legno. "Toc-toc," tocca piano il legno. Il ponte è forte. Il cavaliere attraversa. Il cavallo sorride.
Poi trova una grotta. Dentro è buio, ma non fa paura. Leo accende una lanterna. La luce è dolce. Cammina con cura. Vede la campana. È su un piede di pietra. È piccola e stanca. Leo la guarda con amore. Parla piano: "Non sei sola."
La campana è incastrata. Leo spinge. Spinge. Respira. Usa forza e idee. Applica una corda. Fa leva. "Hop!" la corda tira. La campana si muove. Toc-toc! Un suono lieve. Tutti ascoltano. Il cavaliere sorride. La campana canta una canzone dolce.
Torna al villaggio. Tutti sono felici. I bambini battono le mani. "Grazie, Leo," dice il re. Leo risponde: "Sono felice." Il cavallo trotta piano. Gli uccelli volano sopra. La sera è serena.
La notte, il cavaliere posa il mantello. Guarda le stelle. Racconta la storia della campana. I bimbi ascoltano. Si sentono coraggiosi. Nessuno è solo. Leo dorme tranquillo. Ha usato cuore, testa e forza. Ha aiutato con dolcezza. Tutto è calmo e buono.
La morale: con cuore e calma, anche le piccole cose si possono rimettere a suonare.