Mattina sul porto
C'è una bambina che si chiama Lella. Ha tre anni. Lella vive l'estate vicino al mare. La casa è piccola e luminosa. Il vento porta il profumo di salsedine e di pane caldo. Lella porta i suoi sandali rossi. Prende il cappellino giallo. “Andiamo,” dice mamma. “Andiamo,” ripete Lella.
Camminano verso il porto. I gabbiani volano piano. Le barche dondolano. Lella guarda le reti. Le reti sono grandi e morbide come nuvole pesanti. Vuole toccare tutto. Vuole raccogliere ogni cosa. Ma mamma la guarda con dolcezza. “Prima guardiamo, poi tocchiamo,” dice mamma. Lella annuisce. Guarda con attenzione. Impara a guardare.
Pomeriggio con la sabbia
Quel pomeriggio fanno il castello di sabbia. Lella prende il secchiello blu. Riempe il secchiello di sabbia bagnata. Poi lo gira. Il castello esce storto. Crolla un po'. Lella si sorprende. “Oh,” dice. Scuote la testa. Piange una piccola lacrima. Mamma sorride e le prende la mano. “Proviamo ancora insieme,” dice.
Lella respira piano. Respira. Poi costruiscono un castello più basso e forte. Usano tanta sabbia bagnata. Mettono i conchigli nel bordo. Mettono una piuma come bandiera. Lella prova una volta, poi due, poi tre. Capisce che è meglio fare piano e pensare prima di girare il secchiello troppo in fretta. “Pensare prima,” ripete Lella. Si sente fiera. Il castello resiste al vento caldo.
Sera con le piccole scoperte
Un giorno, vicino ai scogli, Lella trova una bottiglia di plastica. Vuole giocare con tutto quello che trova. La prende e la scaglia nell'acqua per vedere se galleggia. La bottiglia affonda tra le onde. Lella resta sorpresa. “Oh no,” dice. Mamma è vicino. Non è arrabbiata. Si inginocchia accanto a lei. “Possiamo prenderla e metterla nel cestino,” spiega mamma. “Così il mare resta pulito.”
Lella prende la bottiglia. La porta al cestino. Sente il calore del sole sulla schiena. Sente la sabbia fra le dita dei piedi. Impara che le azioni hanno conseguenze. Impara che pensare prima può aiutare il mare e gli animali. “Bello così,” dice Lella. Mamma le dà un abbraccio. Il cielo diventa rosa. Il mare brilla.
Notte dolce
Una sera, dopo il gioco, Lella è stanca. Si lava le mani e i piedi. Si mette il pigiama a fiori. Mamma le legge una piccola storia. Le parole sono morbide. Le immagini sono semplici. Lella chiude gli occhi. Sente ancora il rumore delle onde. Sente il profumo della crema protettiva per il sole.
Durante il giorno Lella ha sbagliato a spingere il secchiello e ha buttato una bottiglia in mare. Ma ha imparato. Ha imparato a guardare prima. Ha imparato a pensare prima. Ha imparato a sistemare le cose. Si sente grande. Si sente al sicuro. Mamma le bacia la fronte. “Hai fatto bene a correggere l'errore,” dice piano.
Lella sorride nel buio dolce della stanza. Pensa al castello che ha costruito. Pensa al gabbiano che le ha rubato un pezzetto di pane. Pensa al mare che splende come un grande specchio. Domani ci saranno nuovi giochi. Domani ci sarà un altro castello. Domani Lella penserà prima di agire e poi farà con calma.
Il sonno arriva lento e caldo. La casa respira piano. Il mare canta una ninna nanna lontana. Lella dorme, serena, felice, pronta per un altro giorno d'estate.