La mattina era dolce. Il sole entrava dalla finestra come un disco caldo. Quattro bambini sedevano sul tappeto: Amina, Luca, Sofia e Marco. Avevano quattro anni e risate leggere. Davanti a loro c'era un libro grande con disegni colorati. Sul dorso c'era scritto "Primavera", ma i bambini non sapevano ancora tutto quel che sarebbe nato quel giorno.
"Senti l'aria calda," disse Amina, e tirò fuori il naso. L'aria sapeva di terra e di erba tagliata. Luca sfogliò la prima pagina. "Guarda, qui ci sono fiori gialli," disse. Le immagini del libro erano morbide come peluche. Sofia toccò le illustrazioni. "Sembrano quasi veri," sussurrò.
Decisero di uscire nel giardino. Mettono giacche leggere e scarpe comode. Ogni passo era una piccola avventura. Il prato era verde e umido. "Puzzano di primavera," disse Marco, annusando i fiori. C'erano bucaneve rimasti, piccoli e timidi. Poi altri fiorellini venuti a salutare.
Camminavano piano. Volevano vedere tutto. Sentivano il canto degli uccellini come una canzone. Un pettirosso saltellò vicino a loro e non aveva paura. "Ciao, amico," disse Sofia. Il pettirosso cantò ancora, e sembrò rispondere.
Nel libro, i bambini avevano letto che in primavera gli alberi si svegliano. Ora guardarono un grande albero nel giardino. Le gemme erano verdi come piselli. Luca allungò la mano e le toccò. La corteccia era ruvida e calda. "È come una coperta," disse Amina. Marco mise l'orecchio contro il tronco. "Sento un piccolo fruscio," disse con gli occhi spalancati.
Camminarono fino al piccolo orto vicino al cancello. C'era una terra scura e profumata. Là vivevano le piantine che i bambini avevano messo nel vaso in primavera. Sofia prese una zappetta piccola e scavò piano. Toccò la terra con le dita e rise. Era fredda e morbida. "Facciamo un piccolo nido per loro," disse Luca, e le mettarono una foglia sopra come coperta.
Il sole scendeva più in alto nel cielo e i bambini sentirono il calore sul viso. Mangiarono una mela seduti su una panchina. La mela croccò forte. Ogni morso era un suono felice. Amina chiuse gli occhi e disse: "Sapore di sole."
Vicino alla fontana, trovarono una rana minuscola. Era verde chiaro e muoveva le zampe come per ballare. Marco la guardò con rispetto. "Sta bene," disse piano. Sofia lesse una frase dal libro: "Le rane tornano a cantare in primavera." La rana non fece rumore, ma saltò via felice verso l'erba alta.
Guardavano i fiori di ciliegio leggeri come nuvole rosa. Le petali volavano nel vento come coriandoli. "Sono come piume," disse Amina. Si misero a correre sotto gli alberi, ridendo. Il vento portava profumo dolce, come una fetta di torta appena sfornata.
Tornarono vicino alla casa e aprirono il libro un'altra volta. Leggevano parole semplici e immagini grandi. Ogni pagina parlava di semi, di api, di pioggia gentile. Marco sfondava le dita nelle pagine, curioso. "Cosa fanno le api?" chiese Luca. Sofia rispose: "Raccoglono il miele e i fiori li aiutano a crescere." Tutti ascoltarono, come se il libro parlasse con voce culla.
Poi decisero di fare un disegno. Sedettero insieme sul tavolo e presero colori. Ognuno disegnò ciò che aveva visto. Amina colorò un prato con un grande sole giallo. Luca disegnò l'albero con le foglie nuove. Sofia fece la rana con gli occhi tondi. Marco disegnò una piccola ape con le ali brillanti. I loro disegni erano diversi e belli insieme. Li appesero alla parete con dello scotch colorato. "Guardali," disse la mamma, "sembra una galleria di primavera."
Nel pomeriggio arrivarono altri amici. C'era Amir, con una sciarpa leggera. Tutti si sedettero in cerchio. Nessuno restava fuori. Le mani di tutti si toccarono per passare una palla morbida. Ridevano perché la palla scivolava e rotolava. "Siamo insieme," disse Amir, e fu come una piccola canzone.
Il cielo si tingeva di arancio e rosa. La luce diventava dorata. I bambini tornarono al tappeto con il libro. Leggevano l'ultima pagina, dove c'era un grande disegno della Terra, blu e verde, con fiori e animali. Ogni bambino toccò la pagina, come per salutare.
"Siamo grati alla terra," disse Luca piano. Gli altri annuirono. Amina chiuse il libro e mise la mano sul cuore. "Grazie per il sole, grazie per i fiori, grazie per l'acqua," disse Sofia. Marco aggiunse: "Grazie per gli amici."
Si sdraiarono sul tappeto, la luce diventava morbida come un abbraccio. La mamma spense la lampada forte e accese una piccola luce calda. La casa profumava di erba e biscotti. I bambini sbadigliarono piano e sentirono il cuore leggero.
Prima di addormentarsi, sussurrarono tutti insieme: "Grazie, Terra." Le parole sembravano una canzone lenta. Il vento fuori faceva frusciare le foglie, come per dire buonanotte. I sogni arrivarono dolci, pieni di fiori, api e amici. La primavera era vicina e il mondo sorrideva.