Mattina di primavera
La luce entra dalla finestra. È morbida e calda. Quattro amici si svegliano piano. Si chiamano Leo, Marco, Tommaso e Giò. Hanno quasi tutti quattro anni. Ridono a bassa voce. Sentono il canto degli uccelli. Sentono un profumo dolce nell'aria. È l'aria di primavera.
"Usciamo?" chiede Leo con gli occhi grandi.
"Sì!" dicono gli altri, saltando sul prato.
Il prato è ancora fresco di rugiada. Le scarpe fanno piccole impronte. I ragazzi tengono le mani sporche di terra e ridono. Il sole tocca la pelle. Tutto sembra nuovo. Il vento è gentile. Porta il profumo dei fiori.
Camminano insieme, uno vicino all'altro. Ogni passo è una scoperta. Un insetto giallo vola sulla mano di Marco. Tommaso annusa un ciuffo d'erba. Giò mostra una foglia lucida come una piccola barca. Si aiutano a non inciampare. Si scambiano i pezzi di pane, se qualcuno ha fame. È bello fare le cose insieme.
Il tappeto di margherite
Arrivano in un angolo del giardino. Là c'è un tappeto. Non è un tappeto di stoffa. È fatto di margherite bianche, con cuori gialli. Sono tante. Sembrano stelle cadute sull'erba. I bambini si fermano e guardano. Il cuore di Leo batte piano. Marco tocca un petalo, morbido come la pelle di un guantino. Tommaso sente il profumo, dolce come miele. Giò raccoglie una margherita e la mette dietro l'orecchio di Leo. Ride.
"Guarda!" sussurra Tommaso. "Sembrano una coperta."
"Facciamo una strada di margherite," propone Marco.
"Sì, insieme," dice Giò.
Si siedono tutti. Le margherite fanno il solletico alle ginocchia. Il vento sposta i petali come se volessero danzare. I bambini ascoltano il suono delle margherite che si muovono: un fruscìo leggero. Il mondo è calmo. È un momento dolce.
I quattro amici decidono di fare qualcosa insieme. Vogliono aiutare il giardino. Usano piccole palette di plastica e scopette. Raccolgono foglie secche, spostano una pietra troppo grande, annaffiano un cerchietto di terra. Lavorano a turno. Quando uno è stanco, gli altri prendono il suo posto. Ridono quando l'acqua fa una pozza e spruzza i loro stivali. Si asciugano con una maglietta e continuano.
Mentre lavorano, vedono un piccolo bocciolo su un ramo. È verde e chiuso. Sembrano tutti curiosi. Stanno vicini e osservano. Il bocciolo è tondo e tenero. Sembra che respiri piano. Marco dice: "Forse domani sarà un fiore."
"Oppure dopodomani," aggiunge Tommaso.
"Non importa," risponde Giò. "Noi aspettiamo insieme."
Il tempo passa senza fretta. Mangiano una mela a fette e la condividono. Ascoltano il ronzio di una piccola ape, che passa vicina senza fare male. Sentono il sapore della terra sul pollice e lo puliscono con un sorriso.
Sera con i germogli
Il sole scende piano. I colori diventano caldi, come una coperta arancione. Le margherite sembrano più luminose. I bambini siedono sul tappeto di fiori e raccontano le cose della giornata. Ognuno dice la parte che gli è piaciuta.
"Mi è piaciuto quando abbiamo annaffiato," dice Leo.
"A me quando abbiamo trovato il bocciolo," risponde Marco.
"Ho amato la piccola ape," aggiunge Tommaso.
"E stare insieme," conclude Giò, stringendo la mano di Leo.
Si sentono un po' più grandi. Hanno imparato a prendersi cura delle piante. Hanno imparato a condividere i compiti. Hanno imparato ad aspettare con pazienza. I germogli sembrano promettere nuove sorprese. Le margherite li circondano come amici bianchi e gialli.
La mamma chiama: "È ora di cena!"
I bambini si alzano piano. Lasciamo il tappeto di margherite, ma lo salutano con un bacio al petalo. Promettono di tornare domani. Si tengono per mano e tornano verso la casa. Camminano più alti, come se fossero cresciuti un pochino.
La notte arriva dolce. Nel giardino, il bocciolo rimane sul ramo. Le margherite chiudono i petali e riposano. I ragazzi sognano di nuovi fiori e di altri gesti da fare insieme. Si addormentano con il profumo di primavera nelle narici e il calore dell'amicizia nel cuore.
La primavera continua, e ogni giorno i germogli raccontano che crescere è più bello se lo fai in compagnia.