Pippo il riccio si svegliò quando il sole faceva strisce dorate tra le foglie. L'aria profumava di erba bagnata e di terra buona. Pippo sbadigliò piano e guardò il suo orticello vicino alla tana: due piantine di pomodoro e una di zucchina, piccole ma coraggiose.
“Buongiorno, piantine,” disse Pippo. “Oggi vi preparo una sorpresa.”
Arrivò Tina la tartaruga, lenta e sorridente. “Che sorpresa?”
Pippo mostrò una scatola di legno con un coperchio. “Faremo il compost. È come una pappa speciale per la terra.”
“Pappa per la terra?” chiese Tina, curiosa.
Sotto un cespuglio comparve anche Lillo lo scoiattolo, con una ghianda in mano. “Io voglio aiutare!”
Pippo annuì. “Prima cosa: scegliamo un posto tranquillo, all'ombra. Così la pappa non si secca troppo.” Mise la scatola vicino a un grande albero, dove l'ombra era fresca.
Poi spiegò, con parole semplici e lente, come se stesse raccontando una filastrocca. “Nel compost mettiamo cose che tornano alla terra. Due tipi: cose marroni e cose verdi.”
Tina inclinò la testa. “Marroni e verdi?”
“Sì,” disse Pippo. “Marroni: foglie secche, rametti piccoli, pezzetti di cartone senza colori. Fanno ‘cric crac'.” Pippo prese foglie secche e le lasciò cadere nella scatola: frusciavano come una coperta.
“Verdi,” continuò, “sono bucce di mela, pezzi di carota, erba fresca. Profumano di cucina e di prato.” Lillo portò una buccia di banana che aveva trovato vicino al sentiero. “Questa va bene?”
“Benissimo,” rispose Pippo. “Ma niente plastica, niente vetro, niente lattine. Quelle non diventano pappa per la terra.”
Insieme fecero strati: un po' marrone, un po' verde, un po' marrone, un po' verde. Pippo mise anche una manciata di terra. “La terra porta i piccoli aiutanti, invisibili: lavorano piano piano.”
Tina chiese: “Dobbiamo fare altro?”
“Sì,” disse Pippo. “Ogni tanto mescoliamo, come una minestra. E se è troppo secco, aggiungiamo un goccino d'acqua.” Lillo prese un bastoncino e mescolò con attenzione. “Gira gira,” cantilenò.
Passarono alcuni giorni. Ogni mattina Pippo apriva il coperchio. “Vediamo la nostra pappa,” diceva. L'odore diventò dolce e di bosco. La roba si trasformava, diventava scura e morbida come una torta di terra.
Quando il compost fu pronto, Pippo lo portò nell'orticello. Con una zampina lo mise intorno alle piantine. “Ecco,” sussurrò. “Creatività è anche usare quello che abbiamo, senza buttare via.”
Le foglie delle piantine sembrarono più lucide. Tina sorrise. “Abbiamo aiutato la terra.”
Lillo saltò felice. “E la terra aiuta noi!”
La sera arrivò calma. Il cielo diventò rosa e poi blu. Pippo tornò vicino alla scatola e al grande albero. Appoggiò una zampa sul tronco. “Buonanotte, amico albero,” disse piano. E l'albero, con le sue foglie che frusciavano dolcemente, sembrò rispondere: “Buonanotte.”