Stamattina tre bimbi di tre anni giocano sul tappeto: Tito, Lillo e Pino. Hanno tre cucchiai, una tazza e un cappello di carta. Fuori c'è sole.
Tito alza il cucchiaio come una spada. «Io sono cavaliere!»
Lillo mette la tazza in testa. «Io sono mago!»
Pino infila il cappello. «Io sono re!»
Sul tavolo c'è una briciola di biscotto. Sembra una montagna.
«Andiamo alla Montagna Croc!» dice il re Pino.
«Serve magia» risponde il mago Lillo.
Lillo soffia nella tazza. «Puff!»
La tazza fa “plin” e… si riempie di bolle di sapone! Le bolle scappano, saltano, ridono. Una bolla si posa sul naso di Tito.
Tito ride. «Il mio naso è una torre!»
Pino batte il cucchiaio sul tappeto. «Io comando le bolle!»
Le bolle fanno finta di ubbidire e poi vanno a fare il solletico ai piedi del re. Pino si siede e ride forte. «Bolle birbe!»
Arriva un folletto piccolo piccolo, con una sciarpa di lana. Spunta da dietro il cuscino. «Salve. Io sono Fol. Ho perso la mia chiave.»
La chiave è microscopica, come un seme.
Tito guarda sotto la tazza. «Ecco!»
Ma la chiave è appiccicata a una bolla. La bolla vola piano verso la briciola-montagna.
«Fermati!» dice Lillo.
Lillo fa un altro “puff” gentile. La bolla scende, scende… e posa la chiave sul cucchiaio di Tito, come su una barca.
Fol batte le mani. «Bravi, eroi del salotto!»
Pino fa un inchino. «Ricompensa?»
Fol sorride. «Una magia comoda.»
E la briciola diventa tre briciole, una per bimbo.
Mangiano e fanno “gnam”. Le bolle fanno l'ultimo “plin” e vanno a dormire nel lavandino, come coperte lucide.
Morale: quando giochi con gli amici e ridi piano, anche le piccole cose diventano una grande avventura.