C'era un coniglio che amava il tè e le magie piccole. Si chiamava Bibo. Bibo vive in una casa di legno. La casa è piccola e calda. Ogni cosa è un po' magica. Il cucchiaio canta "plin plin". La tazza fa "tili tilì".
Una mattina Bibo trova un bastone. Il bastone è un vecchio ramo. Bibo lo batte sul pavimento. "Toc-toc!" Il bastone fa un suono buffo. Poi sbuffa. "Hop!" e salta come una cavalla. Bibo ride. Ride tanto.
Bibo prova una parola da mago: "Abraca-casa!" La calza sullo stendino comincia a ballare. "Tic tac, tic tac", dicono le calze. Si tengono per mano e fanno un giro. Bibo batte le mani. "Bravo!" dice. Le calze tornano a stendersi. Sono un po' stanche. Bibo le mette a riposare. "Shhh", fa il coniglio.
Esce in giardino con il bastone saltante. Il bastone incontra una rana. La rana ha un cappello a pois. "Ciao!" dice la rana. "Plouf!" fa la rana quando salta nell'acqua. Il bastone fa "hop" e la segue saltando. Tutti ridono. Anche il sole ride piano.
Un giorno la porta non si apre. La maniglia è pigra. Bibo prova il tocco magico. Sussurra: "Fai un passo, per favore." La maniglia sbadiglia e fa "clic". Si apre. Dentro c'è una pila di foglie che raccontano storie. Bibo ascolta. Le foglie sussurrano nomi buffi: "Zig, Zag, Zop". Bibo le chiama amiche. Tutto si risolve con una carezza e una canzone.
Alla sera Bibo prepara il letto. Il tetto dà una piccola buonanotte. Le stelle fanno "plin". Bibo spegne la luce e si addormenta con un sorriso.
La magia è gioco e cura; con un gesto gentile tutto torna allegro.