Capitolo 1 – Una mattina con sorpresa
Il sole stava appena facendo capolino sopra i tetti di Boscofrutteto. Appena sveglio, Tobia il tasso infilò la sua sciarpa a quadretti e si stiracchiò davanti allo specchio. Tobia era l'investigatore più curioso di tutto il quartiere: aveva un quaderno pieno di appunti, una lente d'ingrandimento e un cappello da detective che gli cadeva sempre sugli occhi.
Quella mattina, mentre si dirigeva verso la bottega di Nonna Marmotta per la colazione, notò qualcosa di strano vicino al cancello del magazzino delle consegne. Sull'asfalto ancora umido c'erano delle impronte fresche: grandi, rotonde e con un particolare motivo a zig-zag.
Tobia si avvicinò, osservò bene e pensò: “Queste non sono le mie impronte… e nemmeno quelle di Nonno Gufo. Chi sarà passato di qui così presto?”
—Che fai lì, Tobia?— chiese una vocina alle sue spalle. Era Lilli la lepre, la sua migliore amica, che portava una borsa piena di carote.
—Sto studiando delle tracce misteriose! Guarda qui.— Tobia indicò le impronte con la sua zampa.
Lilli si chinò e annusò. —Strano! Sembrano scarpe nuove. Ma chi porta le scarpe nel Boscofrutteto?
Tobia sorrise: era iniziato un nuovo caso.
Capitolo 2 – Il mistero si infittisce
Tobia e Lilli decisero di seguire le impronte, che conducevano proprio verso il grande magazzino delle consegne. Il portone era socchiuso e, dentro, si sentiva un leggero profumo di nocciole e cioccolato.
—Entriamo?— bisbigliò Lilli, con le orecchie dritte.
—Certo! Ma senza fare rumore,— rispose Tobia, tirando fuori la sua lente d'ingrandimento.
All'interno, tra scatole e sacchi di farina, le impronte si facevano sempre più chiare. Si fermavano vicino ad alcune casse di mele e poi proseguivano verso il retro, dove spesso si fermava il camioncino delle consegne.
—Guarda!— esclamò Lilli. —Una penna di pavone!—
Una lunga piuma colorata era incastrata tra due assi del pavimento. Tobia la raccolse con cura e la infilò nel suo quaderno degli indizi.
—Scarpe misteriose e una penna di pavone… Chi può essere stato qui?— mormorò il tasso, annotando tutto.
All'improvviso, un rumore secco fece sobbalzare i due amici. Qualcuno si era nascosto dietro le cassette di cioccolato!
Capitolo 3 – Un indizio profumato
I due amici si avvicinarono pian piano. Tobia si fece coraggio e, con la sua voce più sicura, disse: —Chiunque tu sia, vieni fuori! Siamo amici.—
Dalle ombre spuntò fuori una testolina piumata. Era Paco il pavone, con le ali piene di cioccolato e una scarpa slacciata.
—Oh, ciao ragazzi…— sospirò Paco, imbarazzato. —Non volevo spaventare nessuno. Stavo solo cercando la mia sciarpa nuova. L'ho persa ieri durante la consegna del cioccolato.—
Tobia osservò le sue scarpe: grandi, rotonde e con un motivo a zig-zag. —Paco, erano le tue le impronte fuori dal magazzino?— chiese.
Paco fece sì con la testa. —Sì, ma non sono stato solo io qui stanotte. Qualcuno ha rubato una scatola di cioccolatini dalla mia consegna! L'ho scoperto questa mattina… e ho trovato questa piuma blu che non è mia.—
Tobia prese nota: qualcun altro era passato di lì. Ma chi? E perché rubare solo una scatola di cioccolatini?
Capitolo 4 – Segui le tracce (e il cioccolato)
Tobia decise di osservare meglio. Trovò, vicino al portone, delle impronte più piccole, come di una zampa pelosa. C'era anche una scia di carta stagnola dorata, quella che avvolge i cioccolatini più pregiati.
—Seguiamo la carta!— propose Lilli.
Le tracce portavano fuori dal magazzino, lungo il vialetto dietro la bottega di Nonna Marmotta. Qui, il profumo di cioccolato era ancora più intenso.
—Guarda lì!— Lilli indicò una tana scavata sotto il grande nocciòlo. Dal buco spuntava un pezzetto di carta dorata.
Tobia si avvicinò e bussò gentilmente con la zampa. —C'è nessuno?—
Dal buio uscì una voce timida: —Non mi sgridate…— Era Minù, la topolina, con il musetto sporco di cioccolato.
—Minù! Sei tu che hai preso la scatola?— chiese Tobia, cercando di non sembrare troppo severo.
Minù annuì, con le orecchie basse. —Mi dispiace tanto… Volevo solo un pezzetto di cioccolato per il compleanno della mia sorellina. Non pensavo di combinare un pasticcio così.—
Capitolo 5 – Tutti insieme
Tobia pensò un attimo. Minù non era una ladra: aveva solo commesso un errore per amore della sua famiglia.
—Minù, la prossima volta devi chiedere aiuto,— disse Tobia con gentilezza. —Siamo tutti amici qui.—
Paco si avvicinò e le sorrise: —Avresti potuto chiedere una scatola, te l'avrei regalata volentieri!—
Minù tirò fuori la scatola di cioccolatini ancora intatta, tranne per un paio di cioccolatini mancanti. —Possiamo ancora festeggiare il compleanno di mia sorella?—
Lilli saltellò entusiasta: —E perché non facciamo una merenda tutti insieme?—
Tobia prese il suo quaderno e scrisse: “Caso risolto. Mistero svelato grazie all'amicizia e alla condivisione.”
Capitolo 6 – Il finale più dolce
Al tramonto, nel cortile dietro il magazzino, tutti gli amici si sedettero in cerchio. Nonna Marmotta portò una pentola di cioccolata calda fumante, mentre Paco divise i cioccolatini tra tutti.
Il profumo di cioccolato si mescolava alle risate. Tobia si sentiva felice: non c'era niente di meglio che risolvere un mistero insieme agli amici e poi condividere una merenda speciale.
—Tobia, sei il miglior investigatore del Boscofrutteto,— disse Lilli, brindando con la sua tazza di cioccolata.
—No, siamo una squadra imbattibile!— rispose Tobia, sorridendo.
E mentre il sole tramontava dietro i nocciòli, tutti brindavano all'amicizia, alla condivisione… e ai misteri da risolvere insieme.