C'era un piccolo bambino di nome Luca. Luca aveva una sorellina di nome Mia. Luca e Mia erano molto amici e amavano giocare insieme. Un giorno, Luca disse: "Mia, facciamo un linguaggio segreto!" Mia rispose: "Sì, sì, un linguaggio segreto!"
Così, iniziarono a parlare in un modo tutto loro. "Blublu", disse Luca. "Plipli", rispose Mia. Ridevano e ridevano, perché nessun altro capiva. La mamma chiese: "Cosa dite, tesori?" Luca rispose con un grande sorriso: "Blublu, mamma!"
Un giorno, decisero di usare il loro linguaggio segreto per fare uno scherzo al papà. Luca disse: "Quando papà entra, diciamo 'plipli' e facciamo finta di essere statue!" Mia annuì con entusiasmo. Così, quando papà entrò nella stanza, disse: "Ciao, bambini!" Luca e Mia rimasero immobili come statue. "Plipli!" esclamarono insieme. Papà rise e disse: "Oh, che belle statue ho qui!"
Ogni giorno Luca e Mia inventavano nuove parole. Un giorno era "flafla", un altro "gugù". La casa era piena di risate e allegria. Anche quando si punzecchiavano, era sempre con amore. "Mia, sei una piccola monella!" diceva Luca. "Luca, sei un birbante!" rispondeva Mia. E ridevano di nuovo.
Alla fine della giornata, quando era ora di dormire, Luca abbracciava Mia e sussurrava: "Blublu, Mia." E Mia rispondeva dolcemente: "Plipli, Luca." E così, con il loro linguaggio segreto, si auguravano la buonanotte, pronti per un altro giorno di giochi e risate.