C'era una volta un inventore gioioso che si chiamava Carlo. Carlo era grande e sorridente. Amava gli attrezzi, le scatole e i nastri. Un mattino disse: "Oggi voglio fare un'invenzione divertente!"
L'idea saltò nella sua testa come una palla. "Farò il Cappello Magico che aiuta i bambini a mettere via i giochi!" disse Carlo. Era un'idea semplice e buffa. Il cappello avrebbe preso i pupazzi, i mattoncini e le macchinine e li avrebbe messi nella scatola giusta. Tutto da solo!
Carlo prese il suo banco. Mise una lente, una molla e un bellissimo nastro a righe. Prese anche una vecchia sciarpa e un cucchiaio. "Serve sempre un cucchiaio," mormorò, ridendo. Tagliò, incollò, avvitò. Ogni pezzo faceva un rumore buffo: tic, toc, ping!
Il cappello diventava sempre più strano. Aveva una bocca di stoffa e due occhietti di bottone. Aveva anche una piccola gruccia per tenere i calzini spaiati. Carlo provò il cappello. "Pronto?" disse il cappello con voce fioca. "Pronto!" rispose Carlo. Il cappello tossì e soffiò una bolla di sapone.
La prima prova fu dolce e strana. Carlo posò un orsacchiotto sul tappeto. Il cappello lo guardò, fece un piccolo salto, e... invece di mettere l'orsacchiotto nella scatola, gli raccontò una barzelletta. "Perché il pupazzo ha le scarpe grandi?" chiese il cappello. "Per non perderle sotto il divano!" fece ridere l'orsacchiotto. Carlo scoppiò a ridere anche lui.
Carlo non si scoraggiò. Sistemò una ruota, aggiustò la molla e mise una lampadina gialla. La seconda prova fu migliore. Il cappello prese una macchinina blu e la posò dolcemente nella scatola delle macchinine. Poi prese una matita e la rimise nel portapenne. "Bravo!" disse Carlo, e il cappello fischiettò una canzone.
Ci furono altri piccoli pasticci. Una volta il cappello mise i calzini nelle scarpe. Un'altra volta sembrò insegnare al cuscino a ballare. Ogni volta Carlo rideva e diceva: "Va bene, aggiusto qui e là." E aggiustava.
Alla fine il Cappello Magico non era perfetto. Ma era gentile. Metteva via i giochi, raccontava barzellette e faceva bolle profumate. I bambini della via vennero a giocare. Tutti misero i loro giocattoli nelle scatole insieme al cappello e cantarono una canzone.
Quando venne la sera, Carlo tolse il cappello e lo accarezzò. "Grazie," disse piano. Il cappello fece un ultimo fischio e si spense come una luce. Tutti andarono a casa contenti. Carlo spense la lampada, si mise il pigiama e sorrise. L'invenzione aveva fatto ridere e aiutare. E così, nel silenzio dolce della sera, tutti dormirono felici.