La volpe viveva nella foresta di neve. Era una piccola volpe dal pelo arancione come una luce di lanterna. Amava il silenzio soffice della neve e i rami che scintillavano come stelle. Ogni sera la volpe andava a trovare gli amici: il coniglio, il gufo e il riccio. Tutti erano gentili e ridevano molto.
Vicino alla volpe viveva anche un folletto di Natale. Era un folletto birichino con un cappello a punta verde e una sciarpa rossa. Il folletto amava fare scherzi dolci. Non faceva mai cose cattive. Faceva ridere. Faceva si che le piccole cose diventassero sorprendenti.
Una mattina di dicembre, la volpe trovò il folletto appeso a un ramo, che stava ridendo piano. “Cosa fai?” chiese la volpe. “Preparo una sorpresa,” rispose il folletto. “Vieni a guardare.” La volpe si avvicinò curiosa. Il folletto teneva un mini calendario di Natale, tutto colorato con finestrelle lucide. “Lo appenderò alla casa della luna,” disse il folletto con gli occhi che brillavano.
La volpe e il folletto camminarono insieme. La neve scricchiolava sotto le zampette. Il coniglio saltellava dietro, e il gufo volava piano sopra di loro. Tutti pieni di attesa. La casa della luna era una vecchia casetta fatta di ghiaccio e pietre morbide, dove vivevano i piccoli animaletti che preparavano le feste. Il folletto trovò il posto giusto: un ramo basso vicino alla porta.
“Tienimi la corda,” disse il folletto alla volpe. La volpe prese la corda con i denti e la tenne ferma. Il folletto fissò il calendario. Ma invece di attaccarlo dritto, lo appese... a testa in giù! La volpe guardò e fece una piccola risata. Il folletto scoppiò a ridere. “È così divertente!” disse. Il calendario sembrava uno specchio che faceva ridere.
Quando gli altri animali videro il calendario, rimasero un poco confusi. “Oh!” disse il riccio. “Guarda le finestrelle al contrario.” Ma poi il coniglio cominciò a battere le zampe per terra come per dire: “Apriamo una finestrella!” Aprirono la prima e trovarono un cioccolatino. “Mmm!” disse la volpe. Tutti mangiarono e rise-zzarono di gioia.
Il folletto faceva altre piccole marachelle quella giornata. Sistemò le palline dorate sugli alberi in modo che dondolassero come campanellini. Mise una piccola sciarpa sul ramo di un albero che sembrava un cappotto. Capovolse una ghirlanda e la trasformò in una corona per la porta. Le sue marachelle erano come note di una canzone dolce: qualcuna faceva sospirare, qualcuna faceva ridere.
La volpe seguiva il folletto con amore. Ogni volta che il folletto combinava qualcosa, lei lo guardava con occhi felici. Gli amici capivano che era tutto un gioco. Nessuno si sentiva escluso. Tutti erano insieme. Tutti erano amici.
La notte, nella radura, il folletto propose un gioco: aprire le finestrelle del calendario ogni sera, una per volta. “Ogni sera una sorpresa,” disse. “Ma stasera apriamo tre finestrelle,” aggiunse birichino. Tutti sedettero intorno al calendario capovolto. La volpe mise la testa sul suo zampetto e chiuse gli occhi come per ascoltare una storia.
Aprirono la seconda finestrella: dentro c'era una piccola fiaba. La volpe ascoltò mentre il gufo leggeva le parole con voce profonda. Aprirono la terza: dentro c'erano sassolini che luccicavano come stelle. “Li metteremo sulla strada per ricordare la via di casa,” disse la volpe. Tutti annuirono.
Una volta, arrivò un piccolo scoiattolo che non aveva ancora amici. Si era perso nella neve. Vide la luce della casetta e vide il calendario tutto capovolto. Arrivò piano piano, tremando un po'. La volpe gli andò incontro con il sorriso più dolce. “Vuoi sederti con noi?” chiese. Lo scoiattolo annuì. Il folletto offrì uno dei cioccolatini. Lo scoiattolo lo prese e, con la bocca piena, fece una risata timida. Subito fu parte del gruppo.
La notte passò lenta e calda. Il folletto raccontò storie di stelle, la volpe raccontò storie di notti silenziose, il gufo raccontò storie della luna. All'alba, il calendario rimaneva appeso a testa in giù, ma a nessuno importava. Era bello così: un piccolo scherzo che aveva unito tutti.
Il giorno dopo, la volpe suggerì una nuova idea. “E se sistemassimo il calendario dritto, insieme?” propose con voce morbida. Il folletto guardò la volpe e sorrise. “Sì, facciamolo insieme,” disse. Con le zampe, le code e le ali, tutti lavorarono. Tenevano la corda, contavano i giorni e cantarono una canzone corta e buffa.
Quando il calendario fu dritto, una piccola porta nella casetta si aprì e uscì una luce calda. Tutti applaudirono. Il folletto, felice, mise il cappello in testa e abbracciò la volpe. “Grazie per aver giocato con me,” sussurrò. La volpe rispose con un leccatina sul muso.
La festa continuò con risate e dolci. Il folletto imparò che fare scherzi è bello, ma farli insieme agli amici è ancora più bello. Tutti tornarono alle loro case con il cuore pieno di calore. La volpe si addormentò sotto un albero, con il ricordo delle luci, delle risate e di un calendario appeso che, per un po', aveva guardato il mondo sottosopra. E quella notte la neve cantò una ninna nanna lenta e tenera, mentre gli amici sognavano altri piccoli scherzi e nuove belle avventure.