Pietro ha tre anni e ama molto i trenini. Un giorno, mentre gioca nella sua cameretta, trova una strana scatola con pulsanti colorati sotto il letto. La scatola ha una piccola maniglia dorata. Pietro la tocca con la punta del dito. “Che cos'è questo?” chiede a voce bassa.
Quando Pietro preme il pulsante verde, la scatola inizia a brillare come una lucciola. Un suonino gentile suona: “Bip bip!” Pietro ride: “Mi fai il solletico!” Poi sente una voce morbida: “Ciao, Pietro. Vuoi fare un viaggio nel tempo?”
Pietro pensa un attimo. Guarda il suo orsetto Poldo. “Andiamo insieme, Poldo. Ma solo per poco!” Pietro tiene forte la scatola e chiude gli occhi. Sente un soffio leggero, come il vento che accarezza le foglie.
Quando li riapre, Pietro non è più nella sua cameretta. Si trova in un prato grande, pieno di fiori giganti e farfalle colorate. Vicino a lui c'è un dinosauro piccolo, verde e gentile. Ha il collo lungo e occhi curiosi. “Ciao!” dice il dinosauro. “Io sono Lino.”
Pietro sorride. “Ciao, Lino! Io sono Pietro e questo è Poldo.” Poldo fa un piccolo inchino, come un vero esploratore. Il dinosauro li invita a seguirlo. “Vieni a vedere il nostro lago scintillante?” chiede Lino. Pietro annuisce.
Camminano insieme. Il prato è morbido e i fiori profumano di limone. Pietro osserva tutto con attenzione, come un piccolo scienziato. Sente il vento, guarda le nuvole e ascolta il ruscello. “Che bello stare qui!” pensa Pietro.
Arrivati al lago, l'acqua brilla come un arcobaleno. Ci sono altri cuccioli di dinosauro che giocano. Pietro vorrebbe restare, ma si ricorda della regola della scatola: “Si torna sempre indietro, mai restare troppo.” Così prende un sassolino lucido e lo mette in tasca come ricordo.
Pietro saluta Lino. “Devo tornare a casa. Grazie, amico!” Lino sorride: “Torna presto, Pietro. E non dimenticare il metodo: osserva, ascolta, segna tutto nel tuo cuore!” Pietro sorride e preme il pulsante blu.
Di nuovo sente il vento leggero. Quando apre gli occhi, non c'è più il prato, ma una stanza piena di strani oggetti e libri alti come lui. Una signora gentile con un grembiule annodato gli sorride. “Benvenuto nella biblioteca del futuro, Pietro!” dice.
Pietro non aveva mai visto così tanti libri. Alcuni sono trasparenti, altri brillano come le stelle. La signora prende un libro e glielo mostra. “Qui trovi storie di ogni tempo. Sai, per imparare bisogna sempre fare attenzione e seguire i piccoli passi.”
Pietro annuisce. Sfoglia il libro con le dita piccole. Le pagine raccontano di bambini che viaggiano nello spazio, nei boschi, nel mare profondo. Pietro si sente felice e curioso. “Posso tornare qui?” chiede.
La signora ride. “Certo, ogni volta che vuoi. Ma ricorda: ogni viaggio ha un inizio e una fine.” Pietro chiude il libro e saluta: “Ciao, biblioteca! Adesso torno da mamma.”
Preme il pulsante rosso. Un leggero fruscio, e Pietro si ritrova di nuovo nella sua cameretta. Tutto è come prima: il trenino, il tappeto colorato, la luce che entra dalla finestra. Pietro abbraccia Poldo. “Che avventura, Poldo! Abbiamo visto il passato e il futuro.”
Appoggia la scatola sul comodino. Prende un foglio e una matita e disegna quello che ha visto: Lino il dinosauro, il lago brillante, la biblioteca con i libri magici. Sotto scrive: “Metodo: osserva, ascolta, segna tutto.”
Mamma entra nella stanza. “Pietro, cosa fai?” chiede dolcemente. Pietro mostra il disegno. “Ho fatto un viaggio bellissimo, mamma!” Lei sorride e l'abbraccia. “Ogni giorno con te è già un'avventura.”
Pietro guarda fuori dalla finestra. Il sole scalda la stanza. Sente che può tornare in ogni tempo, basta osservare e seguire il suo cuore curioso. Intanto il presente è bello come un prato pieno di fiori. Oggi è proprio un giorno speciale.