Lia, Nora e Pina avevano quasi quattro anni. Erano in giardino, vicino alla casetta di legno. Il sole faceva luce gialla. L'aria profumava di erba.
Sotto una foglia grande, Lia trovò un oggetto rotondo. Sembrava un orologio, ma non aveva lancette. Aveva tre bottoni: uno blu, uno verde, uno rosso.
“Guarda!” disse Lia.
Nora ascoltò con gli occhi grandi. “È un gioco?”
Pina toccò piano il bordo. “È liscio come una caramella.”
Lia trovò anche un bigliettino. C'erano parole semplici: “Passaggio del Tempo. Solo per chi sa ascoltare. Regola: non cambiare le cose. Guarda e impara. Poi torna.”
Nora annuì. “Io ascolto bene.”
Pina sorrise. “Anch'io. Possiamo farlo insieme.”
Lia prese un respiro piccolo. “Premo il blu?”
“Piano,” disse Nora. “Ascoltiamo il biglietto.”
Lia aspettò. Poi tutte e tre dissero: “Non cambiare le cose.”
Click. Lia premette il bottone blu.
Davanti alla casetta, l'aria fece un cerchio di luce. Era come una bolla brillante. Dentro si vedevano stelline che giravano lente, lente.
Pina fece una risatina. “Sembra sapone magico.”
“Mani unite,” disse Nora, molto seria.
Le tre bambine si presero per mano e fecero un passo dentro la bolla.
Zzz… e poi silenzio.
Erano ancora in giardino, ma tutto era diverso. L'erba era più alta. La casetta di legno non c'era. Al suo posto c'era un albero piccolo, con due rami sottili.
Lia sussurrò: “Siamo… prima?”
Nora guardò intorno. “È lo stesso posto. Ma giovane.”
Pina indicò il cielo. “Nuvole lente. Che pace.”
Sul terreno c'era un annaffiatoio blu, uguale a quello della mamma. Ma era nuovo nuovo. Lia allungò la mano per prenderlo.
Nora la fermò piano. “Regola. Non cambiare.”
Lia abbassò la mano. “Hai ragione. Grazie.”
Nel loro piccolo “taccuino di bordo”, Nora disse a voce alta, come se scrivesse nell'aria:
“Nota: Siamo nel passato. L'albero è piccolo. L'annaffiatoio è qui. Noi guardiamo soltanto.”
Pina annusò. “Sento terra bagnata.”
Da dietro il cespuglio arrivò un suono: toc toc. Un bambino con stivaletti gialli stava piantando un semino. Cantava piano.
Lia sorrise. “È carino.”
Il bambino guardò, ma sembrava non vederle. Era come se loro fossero vento leggero.
Pina fece una faccia buffa. “Siamo fantasm… ehm, foglioline!”
Nora rise piano. “Foglioline, sì.”
Il bambino mise acqua. Poi disse: “Cresci, albero!”
Lia guardò l'alberino. “È il nostro albero grande!”
Proprio allora, il semino fece “plin” e saltò fuori dal buchetto, come una pallina. Rotolò verso Lia.
Lia rimase ferma. Il semino era vicino al suo piede. Se lo spostava con la scarpa, cambiava tutto.
Lia guardò Nora. “Che faccio?”
Nora si inginocchiò senza toccare nulla. “Ascolta il tempo. Il tempo sa dove andare.”
Pina si mise a soffiare piano, piano, come quando spegni una piuma. “Fuuu… piano.”
Il semino rotolò un poco, come guidato dall'aria gentile, e tornò vicino al buco. Il bambino lo vide e lo rimise dentro.
Lia tirò un sospiro. “Meno male.”
Nora disse, come nota:
“Nota: Quando c'è un pasticcio, si ascolta. Si fa piano. Si aiuta senza cambiare.”
Lia guardò il Passaggio del Tempo. L'oggetto rotondo vibrò un pochino. Il bottone verde brillò.
“Il verde?” chiese Pina.
Lia fece sì con la testa. “Sempre mano nella mano.”
Click. Bottone verde.
Zzz… e poi, pop!
Erano in un altro tempo. La casetta di legno c'era, ma era nuova e profumava di vernice. Sul prato c'era una palla rossa. E sul tavolino c'era un biscotto a forma di stella.
Pina spalancò gli occhi. “Una stella!”
Lia si leccò le labbra. “Mmm…”
Nora fece una voce dolce ma ferma. “Regola. Non prendere.”
Lia annuì subito. “Non prendo.”
Allora sentirono una vocina: “Dov'è la mia stella?”
Dietro la casetta uscì… Lia! Ma più piccola. Aveva un fiocco storto e cercava il biscotto.
Pina si coprì la bocca per non ridere. “È te, Lia piccola!”
Lia grande sussurrò: “Che buffo.”
Lia piccola guardò il tavolino, poi guardò sotto. “Non lo vedo!”
Il biscotto era lì, ma un'ombra di foglia lo copriva. Lia piccola non lo notava.
Nora disse piano: “Possiamo aiutare senza cambiare. Solo un indizio.”
Pina indicò con un dito, senza toccare. “Lì… lì…”
Ma Lia piccola non sentiva.
Allora Lia grande ebbe un'idea gentile. Fece cadere una gocciolina d'acqua dal suo bicchierino, molto lontano dal biscotto. La gocciolina fece “tic” sul tavolo. Solo un suono.
Lia piccola si voltò. “Oh!” Vide il biscotto. Rise. “Eccoti!”
Lia grande si illuminò. “Funziona! Un suono non cambia il mondo. Aiuta e basta.”
Nora fece la sua nota:
“Nota: Un piccolo suono può essere un aiuto gentile. Si ascolta. Si guarda. Si rispetta.”
L'oggetto rotondo scaldò un pochino. Ora brillò il bottone rosso.
Pina sbadigliò. “Forse è ora di casa.”
Lia strinse le mani delle amiche. “Torniamo nel presente.”
Click. Bottone rosso.
Zzz… e poi, ffff… come una coperta morbida.
Erano di nuovo nel loro giardino di oggi. La casetta era lì. L'albero era grande e forte. L'erba era corta. Il vento faceva “shh”.
Nora guardò l'oggetto rotondo. Era diventato un semplice sasso lucido.
Pina lo mise in tasca. “Un segreto piccolo.”
Lia ascoltò i suoni di casa: una porta, una risata, un cucchiaio. “Mi piace il presente.”
Nora annuì. “Perché ora sappiamo: il passato fa crescere l'albero. E noi cresciamo con lui.”
Pina disse piano: “E quando c'è un dubbio, ascoltiamo.”
Le tre bambine si sedettero sotto l'albero grande. Si tennero vicine. Il sole scese un po'. Tutto era calmo.
Lia sussurrò: “Domani giochiamo qui.”
Nora rispose: “Sì. Qui. Adesso.”
Pina chiuse gli occhi un attimo. “Il tempo è un amico, se siamo gentili.”
E il giardino, nel presente, sorrise con loro.