C'era una volta una bambina di quattro anni che si chiamava Lia. Lia aveva occhi curiosi e un piccolo zainetto rosa. Un giorno trovò una porta blu nel giardino. La porta era tonda e brillava come una mela. Lia toccò la maniglia. La porta si aprì senza rumore.
Dietro la porta c'era un corridoio di luce. Lia entrò. Fece un passo. Fece un altro passo. La porta si chiuse piano. Lia sorrise. "Andiamo," disse Lia. La luce le carezzava i capelli.
Nota nel piccolo quaderno: Oggi ho trovato una porta. Sono felice.
La porta portò Lia in un prato di fiori giganti. Non erano fiori normali. Erano fiori del tempo. Ogni petalo era un ricordo. Lia annusò. Sentì profumi di biscotti, di mare e di ninna nanna. Un petalo le sussurrò: "Ricorda." Lia toccò il petalo. Vide un disegno: la sua mamma che le legge un libro. Lia rise piano.
Poi la porta la spinse ancora. Si aprì su una città di vecchie macchine e di vapore. Un signore con occhiali buffi la salutò. "Benvenuta nel passato," disse. Lia salutò. Il signore aveva una macchina che ticchettava come un orologio. "La macchina non cambia i ricordi," spiegò il signore. "Li mostra con cura."
Nota nel piccolo quaderno: Ho visto una macchina che ticchetta. Mi è piaciuta.
Lia imparò una regola semplice: non prendere niente che non è tuo. Le regole del tempo sono gentili e precise. Lia promise. "Prometto," disse. E sorrise.
La porta la portò ancora. Questa volta in un futuro color arcobaleno. Le case volavano come mongolfiere. C'erano automobili che cantavano. Un bambino le offrì un biscotto verde. "È per ricordare la gioia," disse il bambino. Lia prese il biscotto e sentì una canzone nel cuore. La canzone le ricordava le risate con i suoi amici.
Nota nel piccolo quaderno: Il biscotto verde canta. È dolce.
In mezzo ai viaggi successe qualcosa di buffo. Lia trovò una versione piccola di se stessa che piangeva perché aveva perso un pupazzo. Lia la prese in braccio e le disse: "Non piangere. Ti aiuto." Le restituì il pupazzo. La piccola Lia sorrise. Era lo stesso gesto che la sua mamma le aveva fatto un giorno. Lia capì che il passato e il futuro si aiutano.
La porta del tempo suonò come una campanella. Era ora di tornare. Lia salutò i fiori, il signore con gli occhiali e il bambino canoro. "Tornerò a giocare," promise. La porta la riportò nel giardino. La luce si spense piano. Lia aprì gli occhi. Il sole era lo stesso di sempre.
Nota nel piccolo quaderno: Sono a casa. Ho tanti ricordi nuovi. Li porto nel cuore.
Lia chiuse il quaderno. Mise il pupazzo nel suo zainetto rosa. Si sedette sull'erba. La mamma la chiamò per la merenda. Lia andò, con un sorriso calmo. Il tempo è un amico gentile. Lia lo sapeva.