Parte 1
Tommaso aveva tre anni e due guance rotonde come due mele. Era Pasqua, e la casa profumava di torta dolce. Sul tavolo c'era un cestino con uova di cioccolato: grandi, piccoli, con carte lucide che facevano “cric crac” tra le dita.
La mamma disse: “Oggi facciamo lo scambio delle uova.”
Tommaso batté le manine. “Io do… e poi ricevo!”
“Proprio così,” disse la mamma. “Come un gioco gentile.”
Tommaso mise nel suo zainetto un uovo blu, uno giallo e uno rosso. Erano leggeri e preziosi. Papà gli mise anche un ovetto minuscolo, avvolto in carta dorata.
“Questo è speciale,” disse papà. “Per un amico speciale.”
Tommaso annuì serio-serio. “Speciale.”
Prima di uscire, Tommaso guardò la finestra. Fuori il cielo era chiaro. Nel giardino, un coniglietto di peluche era seduto vicino a un vaso di tulipani.
“Ciao, Coniglio,” disse Tommaso.
E allora successe una cosa piccola, ma proprio piccola: il coniglietto mosse appena il naso. Come un soffio.
Tommaso spalancò gli occhi. “Hai fatto… sniff!”
Il coniglietto rimase fermo, però la sua coda sembrò un po' più morbida, come se avesse riso in silenzio.
Tommaso prese il coniglietto e lo abbracciò. “Vieni con me.”
La mamma sorrise. “Va bene. Ma tienilo vicino.”
In strada, le pozzanghere luccicavano come specchi. Tommaso camminava piano, piano. Il suo zainetto faceva un suono allegro: “toc toc”.
Arrivarono dalla nonna. La nonna aveva un grembiule con fiori e un sorriso grande.
“Buona Pasqua!” disse la nonna.
“Buona Pasqua!” rispose Tommaso, e tirò fuori l'uovo giallo. “Per te.”
“Oh!” fece la nonna. “Che sole!”
La nonna gli diede un uovo con la carta verde. “Per te, piccolo pulcino.”
Tommaso strinse l'uovo. “È verde come l'erba!”
Il coniglietto di peluche, sotto il braccio di Tommaso, sembrò ancora una volta muovere il naso. Tommaso sussurrò: “Hai visto? Scambio!”
Parte 2
Dopo la nonna, andarono al parco. Lì c'erano due bambini: Luca e Sara. Avevano un cestino pieno di ovetti.
Sara disse: “Ciao Tommaso!”
Luca disse: “Vuoi scambiare?”
Tommaso si sedette sull'erba. Era morbida e un po' fresca. Tirò fuori l'uovo blu.
“Questo… per Luca,” disse.
Luca lo prese piano. “Grazie! Io ti do questo!” E gli porse un ovetto con la carta argentata che brillava come la luna.
Sara guardò il coniglietto. “Che bello! È il Coniglio di Pasqua?”
Tommaso rise. “È Coniglio. Fa sniff.”
“Fa sniff?” chiese Sara.
Tommaso annuì. “Sì. Magico piccolo.”
Tommaso diede a Sara l'uovo rosso. “Per te.”
Sara lo abbracciò con le braccia strette. “Rosso come un cuore!”
E Sara gli diede un ovetto rosa. “Per te, Tommaso.”
Tommaso lo mise nello zainetto. “Grazie.”
Il vento faceva danzare i rami. Una foglia scese lenta lenta e cadde proprio sul coniglietto. Tommaso la tolse con cura.
“Non ti sporchi,” disse.
Poi, vicino alla panchina, videro una cosa buffa: una piccola scia di carta colorata, come coriandoli, faceva una curva sull'erba. Era come una strada per formiche, ma tutta lucida.
Tommaso indicò. “Guarda! Strada!”
La mamma si chinò. “Che carina. Dove va?”
Il coniglietto, in quel momento, fece “sniff” più forte. O almeno, così sembrò a Tommaso.
Tommaso sussurrò: “Dice di seguire.”
Camminarono piano. La strada di coriandoli portava a un cespuglio di margherite. Sotto, c'era una scatolina di cartone con un fiocco. Non era nascosta troppo: era lì, come in un gioco gentile.
Tommaso guardò la mamma. “Posso?”
“Certo,” disse la mamma. “Apriamo insieme.”
Dentro c'erano ovetti di cioccolato piccolissimi, e un bigliettino con un disegno di coniglio. Sul biglietto c'era scritto: “Per chi fa scambi con un sorriso.”
Tommaso mise una mano sul petto. “Io ho sorriso.”
“Tu sorridi sempre,” disse papà.
Tommaso prese due ovetti dalla scatolina e li diede a Luca e Sara.
“Per voi,” disse.
Luca e Sara dissero insieme: “Grazie!”
E Tommaso tenne un ovetto per sé e uno per la mamma. “Per te, mamma.”
La mamma gli baciò la fronte. “Che dolce scambio.”
Parte 3
Quando tornarono a casa, il sole era più basso e la luce era tutta dorata. In cucina, la tavola era pronta. C'era pane morbido, frutta, e una piccola candela che faceva una luce calda.
Tommaso svuotò lo zainetto sul tappeto, uno alla volta. “Verde… argento… rosa… e… dorato speciale!”
Papà fece finta di essere sorpreso. “Wow!”
La mamma disse: “Quanti colori. Sembra un arcobaleno di Pasqua.”
Tommaso prese l'ovetto dorato speciale. Lo guardò. Era proprio piccolo, ma sembrava importante.
“Questo… per Coniglio,” disse piano.
La mamma lo aiutò a mettere l'ovetto in una ciotolina vicino al coniglietto di peluche.
Tommaso si sedette accanto al coniglietto. “Hai guidato tu?”
Il coniglietto rimase fermo. Però, alla luce della candela, sembrò che i suoi occhi fossero più lucidi, come due gocce di miele.
Tommaso sorrise. “Hai detto ‘per favore' con il naso.”
La mamma disse: “Ora assaggiamo un pezzettino. Piano piano.”
Tommaso annuì. “Piano piano.”
Scartarono un ovetto verde. “Cric crac,” fece la carta. Il cioccolato profumava di buono.
Tommaso diede un pezzettino a papà. “Per te.”
Poi alla mamma. “Per te.”
E tenne un pezzettino per sé. “Per me.”
Infine, mise un pezzettino piccolissimo vicino al coniglietto. “Per Coniglio.”
Papà sussurrò: “Coniglio è fortunato.”
Tommaso rispose: “Sì. È amico.”
Dopo, Tommaso si lavò le manine. Si infilò il pigiama con i coniglietti stampati. Nel letto, abbracciò il suo coniglietto di peluche. Era morbido, caldo, familiare.
La mamma si sedette accanto a lui. “Com'è stata la tua Pasqua?”
Tommaso pensò un momento. “Colorata. E dolce. E… sniff.”
La mamma rise piano. “Sì, anche sniff.”
Papà spense la luce grande e lasciò solo una lucina piccola. La stanza diventò calma, come una coperta.
Tommaso chiuse gli occhi. “Domani… ancora scambi?”
“Domani scambiamo abbracci,” disse la mamma.
Tommaso fece un sorriso che sembrava un uovo di cioccolato: rotondo e felice. “Va bene.”
E mentre la casa riposava, il coniglietto di peluche, stretto stretto tra le braccia di Tommaso, fece un minuscolo, dolcissimo “sniff”, come una buona notte di Pasqua.