Il cielo delle uova
Luca, Mia e Sam erano seduti sull'erba del giardino. Il sole era dolce. Il vento cantava piano. Sopra di loro, le nuvole facevano festa.
"Guarda!" disse Mia, indicando il cielo. "Una nuvola a forma di uovo."
"Un uovo grande," disse Luca. "E un uovo piccolo," aggiunse Sam, ridendo.
Le nuvole si muovevano lente. Sembrava che dipingessero il cielo con uova bianche e soffici. I bambini allungavano le mani come se potessero toccarle. Il prato profumava di fiori e di erba tagliata. Era quasi il giorno di Pasqua, e nell'aria c'era un certo brio.
"Facciamo una caccia?" chiese Mia.
"Sì!" rispose Luca. "Cerchiamo le uova vere."
Sam scuoteva il cestino di paglia che aveva portato. Dentro c'erano tante piccole sorprese: un fazzoletto a pois, una campanella, qualche caramella. Ma cosa cercavano davvero erano le uova colorate, nascoste come piccoli tesori.
"Prima guardiamo le nuvole," disse Mia. "Forse ci dicono dove andare."
Le tre teste piccole si chinavano indietro. Le nuvole sembravano sorridere. Una nuvola aveva un puntino rosa, un'altra un piccolo giallo. Quando un soffio di vento le spostava, sembrava che i disegni si mescolassero.
"Le nuvole vogliono giocare," mormorò Sam, con gli occhi sgranati. "Forse ci indicano il campo di fiori."
I bambini si alzarono in fila, mano nella mano. Camminavano piano, con i piedi nudi sull'erba fresca. Ogni passo era un piccolo canto: tac, tac, tac. Il giardino si apriva come una stanza luminosa. C'erano cespugli bassi, piante di margherite e qualche marzapane di insetti che ronzavano felici.
"Shh," disse Luca piano. "Ascoltate il silenzio. È il silenzio delle uova che ridono."
Mia scoppiò a ridere. "Le uova non ridono, Luca!"
"E invece sì," ribatté Sam. "Quando sono felici, fanno il tic-tac segreto."
I tre si sedettero vicino a un cespuglio pieno di petali. Poi videro il primo luccichio. Era un uovo azzurro, nascosto tra le foglie. Il bordo era dipinto a mano, con piccoli cuori bianchi.
"Un uovo azzurro!" esclamò Mia. "È per me?"
"È per tutti," rispose Luca. "Condividiamo."
Sam prese l'uovo e lo posò nel cestino. Lo tenevano come un tesoro caldo. Era leggero e perfetto, come una nuvola caduta.
La magia dei piccoli gesti
Continuarono a cercare. Le nuvole sopra di loro cambiavano forma, diventavano lampi di zucchero e poi di nuovo uova. Ogni uovo trovato aveva un colore e un gioco. Ne trovarono uno giallo dentro un vaso, un altro rosa sotto una pietra piatta, e uno verde nascosto in una cavità d'albero.
"Questo è per un coniglietto!" disse Sam, indicando un uovo con disegni di orecchie fatte di petali.
"Coniglietto?" chiese Mia. "Dov'è il coniglietto?"
"È nascosto anche lui," rispose Luca. "Forse è dietro la siepe."
I tre si avvicinarono alla siepe. Tra i rami, un piccolo coniglietto di peluche guardava con occhi lucidi. Aveva una sciarpa di lana e teneva una carota di stoffa. Sembrava aspettarli.
"Ciao," sussurrò Mia. "Sei tu il guardiano delle uova?"
Il coniglietto non parlò, ma inclinò la testa come per dire sì. I bambini si presero cura di lui. Lo misero nel cestino insieme agli altri piccoli tesori. Ora avevano non solo uova, ma anche un amico morbido.
Il cielo cominciò a colorarsi di rosa. Il sole scivolava piano verso il filo dell'orizzonte. Le nuvole, ormai stanche, si disponevano come cuscini. Era tempo di tornare a casa per il pic-nic di Pasqua.
"Mamma ha fatto le uova di cioccolato," ricordò Luca. "E i biscotti a forma di pulcino."
"Portiamo anche i fiori," propose Mia. Prese una margherita e la mise sul bordo del cestino.
Sam cantò una canzoncina: "Uova, uova, dove siete andate? Noi vi cerchiamo, non siamo stanchi!" Luca e Mia risero e cantarono con lui. La canzone era semplice, e ripeterla rendeva tutto più calmo.
Arrivarono al tavolo. C'erano tovagliette colorate e una pentola di limonata. La mamma e il papà li accolsero con abbracci caldi. "Avete trovato tante uova?" chiese la mamma.
"Sì!" risposero i tre in coro. "E un coniglietto!"
Il papà aiutò a sistemare le uova. Le disposero in mezzo al tavolo come una corona di colori. Ogni bambino prese un uovo e lo guardò con meraviglia. Piano piano, ogni uovo fu aperto: dentro c'erano cioccolatini, un biglietto con un disegno, una molletta a forma di stella.
"Questo è per ricordarci," disse la mamma, "che la Pasqua è gioia condivisa."
I bambini mangiarono un pezzetto di cioccolato e offrirono il coniglietto al papà perché lo tenesse vicino. Fu un momento dolce, come una carezza.
Quando il sole scomparve dietro le colline, il cielo mostrò le ultime uova-nuvole, piccole e leggere. Luca, Mia e Sam guardarono in alto. "Grazie," sussurrarono. Le nuvole sembravano rispondere con un soffio di vento che accarezzò i loro capelli.
La notte arrivò senza fretta. I bambini furono messi a letto con il cestino vicino, le uova colorate come piccole lampade che brillavano nella stanza. "Buona notte," disse la mamma. "Sognate le nuvole a forma di uovo."
"Buona notte," dissero i tre, già mezzo addormentati. Le loro mani si sfiorarono. La stanza era piena di colori dolci e di un silenzio felice.
E così, sotto un cielo che ancora somigliava a una festa, i bambini chiusero gli occhi. Nei sogni videro nuvole che giravano piano, uova che facevano la nanna e un coniglietto che cantava una ninna nanna stregata di zucchero. La Pasqua era nel cuore, calda e luminosa, pronta a rimanere per sempre nei loro ricordi.