La mattina delle uova
C'era un bambino di tre anni che si chiamava Leo. Era una mattina di Pasqua. Il sole era dolce e il prato era coperto di fiori piccoli e colorati. Leo indossava un cappellino blu con una rondine disegnata. Saltellava con il cestino in mano.
"Mamma, dov'è l'uovo speciale?" chiese Leo, guardando il cielo.
"Lo cercheremo insieme," rispose la mamma, sorridendo. "Ogni uovo è bello, ma uno è un po' magico."
Leo ascoltò. Saltò sul prato. I fiori facevano un piccolo concerto di colori. Uova rosse, gialle, verdi brillavano nell'erba. Leo trovava uova dietro ai cespugli e sotto le foglie. Ogni volta diceva: "Che bello!" e rideva.
La scoperta nel giardino
Nel giardino giocava anche il nonno. Il nonno aveva preparato indizi, una piccola mappa e una fetta di torta di carote per dopo. Leo seguì la mappa con dita piccole. "A destra del grande albero, tre salti," diceva la mappa. Leo fece tre salti. "E ora sotto la panchina, quattro passi." Leo contò: uno, due, tre, quattro. Si fermò e mise la mano sotto la panchina. Trovò un uovo azzurro con puntini dorati.
"Non è quello speciale," disse Leo, scuotendo la testa, però lo mise nel cestino con cura.
Camminando, incontrò un coniglietto di pezza appoggiato su un muretto. Il coniglietto aveva occhi di bottone e una sciarpa a righe. Leo lo abbracciò. "Ciao, coniglietto," mormorò. Il coniglietto sembrava annuire. A Leo parve che il vento gli portasse una piccola voce: "Prosegui vicino al ruscello."
Leo corse al ruscello. L'acqua cantava piano, come una ninna nanna. Accanto al ruscello c'era un cespuglio con foglie lucide. Leo infilò la mano e sentì qualcosa di rotondo. Tirò fuori un uovo verde smeraldo con un disegno a cuore al centro. Era bellissimo, ma Leo non era ancora sicuro.
Il piccolo incantesimo
La mamma si mise accanto a Leo e gli prese la mano. "Ti resta un indizio," disse piano. "Guarda le luci del cortile."
Le luci di Pasqua erano piccole lanterne colorate appese agli alberi. Quando il sole le baciava, una luce calda scese come una coperta. Leo guardò e vide una lucina che brillava più delle altre sopra il vecchio pozzo. Corse lì, saltellando. Aprì il coperchio del pozzo e dentro, tra muschio morbido, c'era un uovo bianco con un piccolo nastro celeste.
Leo lo prese. L'uovo tremolò come un piccolo ruscello e, per un istante, comparve una polvere dorata che profumava di pane appena sfornato e fiori. Nessuna paura, solo un soffio di magia che fece ridere Leo.
"È l'uovo speciale," disse la mamma. "Brilla perché è pieno di gioia."
Leo guardò la famiglia: mamma, nonno, il coniglietto di pezza. Tutti applaudirono piano. Leo mise l'uovo nel cestino vicino agli altri. Si sentì caldo dentro, come quando si è abbracciati.
La giornata continuò con giochi, una fetta di torta e canzoncine. Quando il sole scese, Leo si addormentò cullato dal dolce ricordo della caccia. Sognò ancora il ruscello che cantava e l'uovo che brillava. Tutto era calmo e felice.