Parte 1
A casa di Mia profumava di torta dolce. Era Pasqua. Sul tavolo c'erano uova di cioccolato, nastri colorati e tante carte lucide.
Mia aveva tre amiche. Lea, Nora e Giulia. Avevano tutte più o meno quattro anni e ridevano spesso.
“Facciamo una caccia alle uova!” disse Lea.
“Sì, sì!” dissero Nora e Giulia.
Mia batté le manine. “Prima però facciamo una cosa speciale. Un badge di festa!”
La mamma portò quattro cerchietti di cartoncino. “Potete decorarli. Con calma.”
Le bambine presero pennarelli, adesivi e un po' di colla. Mia disegnò un uovo grande con puntini rosa. Lea fece un coniglietto con orecchie lunghe. Nora incollò una stellina gialla. Giulia fece un fiore arancione.
Poi Mia tirò fuori una bustina piccola. Dentro c'era una polvere che luccicava, come zucchero di luna.
“È magia gentile,” sussurrò Mia. “Me l'ha regalata la nonna. Dice che cambia colore vicino alla cosa giusta.”
La mamma sorrise. “Una magia che aiuta a cercare, non a spaventare.”
Mia mise un pizzico di polvere su ogni badge. La polvere si attaccò e brillò piano.
“E adesso?” chiese Giulia.
“Adesso proviamo!” disse Mia.
Le bambine si misero i badge sul maglioncino, vicino al cuore. Erano leggeri. Sembravano dire: Pasqua, Pasqua!
Mia fece un passo vicino al cestino dei nastri. Il suo badge era azzurro. Poi si avvicinò al vaso dei tulipani. Il badge diventò verde, verde chiaro.
“Oh!” fece Mia. “Hai visto?”
Lea si avvicinò anche lei. Il suo badge passò dal giallo al verde.
Nora saltellò. “Anche il mio! Verde! Verde!”
Giulia rise. “Siamo lucine!”
La mamma batté le mani piano. “Allora è deciso. Quando il badge cambia colore, siete vicine a una buona cachetta.”
“Buona cachetta!” ripeté Nora, felice della parola.
Sul tavolo c'era una scatola con quattro ovetti di cioccolato, avvolti in carta brillante.
“La prima parte è qui,” disse la mamma. “Ora io nascondo altre uova in salotto e in cucina. Voi aspettate dietro la porta. E niente paura: io sono qui.”
“Promesso?” chiese Lea.
“Promesso,” disse la mamma. “E il papà è in giardino con le campanelle.”
Le bambine si misero dietro la porta, tutte vicine, come un trenino. Mia sussurrò: “Badge, badge, aiutaci tu.”
Parte 2
“Pronte!” chiamò la mamma. “Potete venire.”
Le bambine entrarono in salotto. C'era il tappeto morbido, il divano, una coperta a righe e un cestino vuoto che aspettava uova.
Mia guardò il suo badge. Era azzurro. Fece due passi. Il badge diventò giallo. Poi, vicino alla libreria, diventò verde.
“Verde!” disse Mia. “Siamo vicine!”
Lea si chinò. “Forse sotto il cuscino!”
Nora sollevò un cuscino. “Niente.”
Giulia guardò in alto. “Forse dietro il libro grande?”
Mia infilò la manina dietro un libro spesso e tirò fuori un ovetto rosso e oro.
“Evviva!” gridarono tutte.
Misero l'ovetto nel cestino. Il cestino fece un suono buffo: toc!
Poi andarono verso la coperta a righe. I badge tornarono azzurri. Le bambine camminavano piano, come esploratrici gentili.
Nora puntò il dito. “Il mio è giallo!”
Lea seguì. “Il mio pure!”
Giulia fece un passo e il suo badge diventò verde, verde forte.
“Sotto la coperta!” disse Giulia.
Sollevando la coperta, trovarono due ovetti insieme, come amici che si abbracciano.
“Uno per me e uno per te,” disse Lea a Nora.
Nora annuì. “Sì. Condividere è dolce.”
Andarono in cucina. Profumava di limone. Sulla sedia c'era un grembiule con una gallina disegnata.
Mia avvicinò il badge al cesto della frutta. Azzurro. Al mobile basso. Giallo. Alla ciotola delle caramelle. Verde.
“Qui!” disse Mia.
Giulia aprì piano l'anta del mobile e trovò un ovetto grande, incartato con carta viola.
“È pesante!” disse, con occhi rotondi.
La mamma arrivò e si sedette accanto a loro. “Siete state bravissime. Manca solo l'ultimo.”
Le bambine guardarono i badge. Tutti azzurri, poi gialli, poi… niente.
Lea si grattò la testa. “Dove può essere?”
Si sentirono delle campanelle dal giardino. Ding-ding. Il papà entrò con un cestino di erba finta.
“Ho visto una cosa saltellare!” disse, scherzando.
Nora rise. “Un coniglietto?”
“Una sorpresa,” disse il papà. “Guardate vicino alla porta del giardino.”
Le bambine corsero, ma senza spingersi. I badge, tutti insieme, diventarono verdi, verdi luminosi.
“Siamo vicine!” disse Mia.
Accanto alla porta c'era un vasetto con un ramoscello. Dietro il vasetto, l'ultimo ovetto aspettava.
Giulia lo prese. “Trovato!”
Lea batté le mani. “Pasqua felice!”
Nora fece un giro su se stessa. “Che bella magia gentile!”
Mia guardò il suo badge. Il verde tornò azzurro, come un cielo tranquillo. “Grazie, badge,” sussurrò.
Parte 3
Tornarono al tavolo. La mamma aprì con cura le uova di cioccolato, una alla volta. La carta frusciava: fru-fru.
Dentro c'erano piccole sorprese: un anellino, una figurina, un adesivo a forma di sole, una mini campanella.
Lea mise l'adesivo sul badge. “Così brilla ancora.”
Nora fece suonare la campanella. “Ding! Ding! Pasqua!”
Giulia spezzò un pezzetto di cioccolato e lo offrì a Mia. “Vuoi?”
“Grazie,” disse Mia. “È dolcissimo.”
Il papà portò un piattino con fragole. La mamma versò un po' d'acqua nei bicchieri. Tutto era semplice, tutto era caldo.
Le quattro bambine si sedettero vicine, con i badge sul petto. Ogni tanto, senza cercare nulla, i badge facevano un piccolo luccichio, come per dire: brava, brava.
Mia guardò le amiche. “La magia migliore è stare insieme.”
Lea annuì. “E ridere.”
Nora aggiunse: “E cercare!”
Giulia disse piano: “E trovare.”
Fuori, il sole faceva luce sulle finestre. Dentro, le risate erano leggere come piume. E la Pasqua, piena di colori, rimase con loro, calma e felice, fino all'ultima briciola di cioccolato.