Mira è una giovane donna nello spazio. Viaggia su una piccola nave che si chiama Girasole. Il motore fa un ronzio dolce. Le luci sono soffuse e calde. Mira sorride. Oggi va al posto meteorologico cosmico. Lì si ascolta il vento solare, le polveri, la luce delle stelle. Mira ama ascoltare.
Prima di partire controlla tutto. Allaccia la cintura. Tocca tre bottoni blu. Guarda uno schermo verde. “Sistema, tutto a posto?” chiede piano.
“Sì, Mira,” dice la nave con voce chiara. “Rotta serena.”
Mira annuisce. “Grazie. Andiamo piano e sicuri.”
Il viaggio è calmo. Fuori le stelle sono come piccole lucciole. Dentro c'è profumo di arancia. Mira posa la mano sul pannello. Sente il ronzio sotto il palmo. “Ti sento,” sussurra.
Poi arriva un bip. È un bip diverso. Corto, lungo, corto. È un richiamo. “Una richiesta di aiuto,” dice la nave.
Mira respira. “Ascoltiamo bene.” Apre il canale. Il bip viene da un piccolo modulo vicino al posto meteorologico. Il modulo studia le nuvolette di polvere. È lì, ma è fermo. Forse ha bisogno di una mano.
Mira prende il sensore di radiazioni. È come una piccola torcia con uno schermo. Lo accende. La luce è morbida. Sullo schermo c'è un arcobaleno semplice. Verde vuol dire tranquillo. Giallo vuol dire attenzione. Rosso vuol dire fermati.
“Cosa dice?” chiede la nave.
“Vedo una strada verde che gira come un sentiero,” dice Mira. “Seguiamo il verde, piano.”
Avvicina il Girasole al modulo. Conta a bassa voce. “Uno. Due. Tre. Respiro.” Guarda fuori. Il modulo lampeggia. Il bip adesso è più regolare. “Ti vedo,” dice Mira al modulo. “Va tutto bene. Sono qui con te.”
Il sensore resta sul verde. “Bene,” mormora. “Siamo nel posto giusto.”
Mira usa il braccio morbido della nave. È un braccio che prende senza stringere. “Apro… prendo… tengo,” dice, lenta. Il braccio tocca il modulo come una carezza. Il bip si fa calmo, come una ninna nanna. “Ti ho,” dice Mira. “Sei al sicuro.”
Dalla radio arriva una voce gentile. “Qui Posto Stella-Tempo. Sono Amal. Vi vedo.”
Mira sorride. “Ciao, Amal. Ho il modulo. Il sensore dice verde. Possiamo venire da voi?”
“Certo,” dice Amal. “La porta è pronta. Entrate piano.”
Mira guida con mani ferme. Segue una luce azzurra. Conta ancora. “Uno. Due. Tre. Respiro.” Il Girasole si ferma come una piuma. La porta si chiude morbidamente. Tutto è tranquillo.
Amal arriva con passi leggeri. Ha occhi attenti e un sorriso caldo. “Grazie, Mira,” dice. “Hai ascoltato bene il modulo e il vento.”
“Ho ascoltato te, il bip e il sensore,” dice Mira. “Quando ascoltiamo, capiamo la strada.”
Controllano il modulo. Una vite era lenta. Amal la stringe. “Fatto,” dice. “Niente di grave.”
Mira accarezza il guscio del modulo. “Coraggioso piccolo.”
Più tardi vanno nella cupola di stelle. È trasparente e grande. Le stelle sembrano semi luminosi nel buio. Mira, Amal e il piccolo modulo stanno in silenzio. Si sentono i suoni dolci del posto. Tic, tic, il sensore che respira. Hmmm, la stazione che canta piano.
“Sentite?” dice Mira. “Le stelle parlano piano. Il vento oggi è lieve, come un soffio.”
“Sì,” dice Amal. “Quando si ascolta, il cielo diventa vicino.”
Mira chiude gli occhi un momento. Poi li riapre e sorride. Nella cupola stellata, tutto è calmo. Il Girasole riposa. Il modulo riposa. Anche il cuore di Mira riposa, leggero come una foglia. Domani si ascolterà ancora. Oggi, sotto la cupola di stelle, c'è pace. E va bene così.