Nel futuro, l'uomo si chiamava Leo. Leo era un pilota gentile. Aveva una nave spaziale piccola e lucida, come un cucchiaio d'argento. La nave si chiamava Lilla, perché aveva una luce viola che faceva “clic” quando si accendeva.
Con Leo viaggiava un robot rotondo. Si chiamava Pip. Pip aveva due occhioni chiari e una voce morbida. “Pronto, Leo?” chiedeva sempre.
Oggi Leo doveva portare una scatola speciale alla Stazione Arcobaleno. Dentro c'erano semi di fiori spaziali. “Cresceranno per tutti,” disse Leo. “Così la stazione sarà più bella.”
La Lilla scivolò tra le stelle. Fuori, lo spazio era nero e calmo, punteggiato di lucine. Leo guardava gli schermi. Erano semplici: una freccia, un cerchio, e una linea verde.
Pip controllava. “Rotta chiara,” disse. “Velocità dolce.”
Leo sorrise. “Andiamo piano e bene.”
A metà strada, la linea verde tremò un poco. Pip fece un suono piccolo: “Oh.”
Davanti, lontano, c'era un sasso spaziale. Un asteroide. Non era cattivo. Era solo lì, che girava piano.
“È sulla nostra strada?” chiese Leo.
Pip guardò e riguardò. “Un pochino sì. Se continuiamo dritti… bum. Ma niente paura. Possiamo scegliere un'altra via.”
Leo annuì. “Facciamo con calma. Prima: rallento.”
Toccò un tasto grande. La nave fece “mmm” e andò più lenta. Leo respirò. “Secondo: ascoltiamo Pip.”
Pip parlò chiaro: “Gira a sinistra di due passi di stella. Poi su di uno. Così passiamo lontani.”
Leo ripeté, perché ripetere aiuta: “Sinistra di due, su di uno. Sinistra di due, su di uno.”
La Lilla cambiò direzione, dolce come una barca. L'asteroide passò di lato. Era grigio e pieno di piccoli buchi, come un pane.
“Ciao, sasso spaziale,” disse Pip.
Leo rise piano. “Ciao. Grazie per averci lasciato spazio.”
Pip aggiunse: “Rispetto è fare posto. Anche nello spazio.”
Quando la rotta tornò verde e ferma, Leo disse: “Ben fatto, Pip. Abbiamo usato gli occhi, i numeri, e un cuore calmo.”
Arrivarono alla Stazione Arcobaleno. Era grande e rotonda, con finestre che brillavano. Una voce alla radio disse: “Benvenuti, Leo e Pip.”
Leo consegnò la scatola dei semi. Un tecnico sorrise. “Grazie. Li pianteremo per tutti.”
Leo guardò Pip. “Vedi? Quando guidiamo con cura, aiutiamo gli altri.”
Pip fece un piccolo inchino. “E quando rispettiamo, il viaggio è più leggero.”
La Lilla ripartì lentamente. Le stelle sembravano cantare piano. Leo si sentiva tranquillo. “Domani, un'altra rotta,” disse. “Sempre gentili, sempre attenti.”
E nello spazio calmo, la luce lilla fece “clic”, come una carezza.