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Storia incantevole e divertente 7/8 anni Lettura 10 min. (2)

Le magiche risate di Pasticcio

Pasticcio, un giovane mago pasticcione, decide di partecipare alla Gara Annuale delle Magie Buffe, ma i suoi incantesimi causano un gran caos nel villaggio di Sghiribizzo. Con l'aiuto di una rana e un cappello vivente, deve trovare un modo per sistemare tutto prima che sia troppo tardi.

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Un giovane mago di nome Pasticcio, con capelli arruffati e un grande sorriso malizioso, si trova al centro della scena. Indossa una veste viola decorata con stelle dorate e un cappello a punta leggermente inclinato. I suoi occhi brillano di eccitazione mentre agita la sua bacchetta magica, facendo sprizzare bolle colorate attorno a lui. Accanto a lui, una piccola rana verde, con occhi rotondi e birichini, salta felice sul pavimento, pronta a raccontare una barzelletta. Poco più in là, il sindaco serio, un uomo di mezza età con barba grigia e un'espressione perplessa, è lì con le braccia incrociate, ma un sorriso inizia a comparire sul suo volto a causa delle bolle che lo circondano. La scena si svolge in un villaggio pittoresco, con case di legno dai tetti colorati, fiori brillanti nei giardini e un cielo blu punteggiato di nuvole soffici. Al centro della piazza, un grande pentacolo magico brilla, circondato dalle risate dei bambini e da creature incantate. Pasticcio lancia il suo incantesimo, creando un'esplosione di bolle scintillanti che fluttuano nell'aria, provocando risate e un'atmosfera gioiosa, mentre il sindaco, sorpreso, inizia a ridere a sua volta. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Il Grande Piano di Pasticcio

C'era una volta, in un villaggio chiamato Sghiribizzo, un giovane mago di nome Pasticcio. Pasticcio era famoso per combinare guai piuttosto che magie. Aveva i capelli arruffati come un nido di corvi, un cappello sempre storto e una bacchetta magica che… a volte faceva le pernacchie. Ma Pasticcio non si scoraggiava mai! Amava la magia più di ogni altra cosa, anche se ogni suo incantesimo finiva sempre in risate e confusione.

Un giorno, mentre stava cercando il suo libro degli incantesimi sotto una montagna di calzini spaiati, Pasticcio ebbe un'idea splendida: avrebbe preparato un grandioso sortilegio per la Gara Annuale delle Magie Buffe! “Questa volta”, pensò, “tutti resteranno a bocca aperta. O forse ridono talmente tanto che non riescono neanche a chiuderla!”

Saltellando su una gamba, trovò finalmente il libro (e tre calzini che non sapeva di avere). Sfogliò le pagine finché non arrivò all'incantesimo “Risata Folleggiante con Tocco di Sorpresa”. Perfetto! Con quello avrebbe fatto ridacchiare anche il serioso grifone del sindaco.

“Basta errori, questa volta!” esclamò Pasticcio davanti allo specchio. Lo specchio, stanco dei suoi esperimenti magici, gli fece una linguaccia.

“Ora bisogna trovare gli ingredienti!” gridò. Così infilò il suo mantello, che aveva una tasca piena di biscotti (per ogni evenienza), e uscì di casa a passo di danza.

Per il primo ingrediente, doveva trovare una piuma del gallo Canterino, un gallo con le piume verdi che viveva nelle vicinanze. Ma il gallo era furbo e non si faceva mai prendere. Pasticcio si avvicinò piano, poi inciampò su una zucca e cadde dritto nel fango. Il gallo rise talmente forte che perse una piuma… proprio quella che serviva a Pasticcio!

Fischiettando, raccolse la piuma e la mise nel cappello, dove ci trovò anche un pezzo di formaggio che aveva dimenticato (“Strano, non avevo fame... Ora sì!”). Poi si diresse verso la palude Fatatuffa in cerca del secondo ingrediente: una goccia di risata delle rane saltellone. Queste rane erano famose per raccontare barzellette da mattina a sera. Quando arrivò, le rane gli chiesero: “Pasticcio, vuoi sentire una storia buffa?” e lui rispose: “Prima datemi una goccia di risata, poi vi racconto la barzelletta del mio cappello che scappa!”

Le rane, curiose, gli diedero la goccia e, mentre ascoltavano la storia del cappello fuggiasco, saltarono talmente forte per le risate che una finì dritta nella borsa di Pasticcio. “Scusa, posso restare qui un po'? Il tuo cappello è più divertente della palude!” disse la rana.

Così, fiero dei suoi ingredienti e con una rana in più, Pasticcio tornò a casa per preparare il suo sortilegio, sicuro che nulla sarebbe andato storto. O forse sì…

Capitolo 2: Incantesimi in Libertà

La notte prima della gara, Pasticcio sistemò tutto sul tavolo: la piuma del gallo Canterino, la goccia di risata delle rane e… una manciata di coriandoli magici che aveva trovato nel vecchio baule della nonna. “Non si sa mai,” pensò, “i coriandoli fanno sempre allegria!” La rana lo guardava con occhi sognanti, aspettando forse qualche altra barzelletta o una zampettata sul tavolo.

Pasticcio mescolò tutto nel suo pentolone parlante, che protestava: “Ehi! Ho i brividi!” mentre la pozione diventava di tutti i colori dell'arcobaleno. Ripeté la formula magica ad alta voce: “Risatina Folleggina, salta, rimbalza e poi combina! Fai ridere anche il lampione, la siepe e il mago vicino al balcone!”

Ma proprio mentre agitava la bacchetta, una nuvola di bolle colorate scoppiò nella stanza. La rana saltò sopra una bolla e iniziò a girare come una trottola. Il pentolone fece due starnuti e sbuffò zucchero filato dalla bocca!

E poi… il suo cappello prese vita! Cominciò a muoversi da solo, facendo inchini e passi di danza, e persino un piccolo rap. “Yeh, sono il cappello di Pasticcio, non sono mai triste, non cedo all'estinzione!” cantava tutto soddisfatto. Pasticcio rise così tanto da non riuscire a tenersi la pancia.

Improvvisamente, la rana lanciò una battuta: “Perché le rane non usano il telefono? Perché hanno la linea occupata!” Pasticcio scoppiò in una risata che fece tremare le finestre, e la magia si sparse per tutto il villaggio.

Fu allora che successe il disastro. Ogni cosa nel villaggio cominciò a comportarsi in modo assurdo: le scope ballavano il twist, i gatti recitavano poesie, i lampioni ridevano a crepapelle e le torte saltavano fuori dai forni cercando di sfuggire all'ora della merenda!

Pasticcio si grattò la testa: “Ops… Forse ho esagerato un pochino con la risata delle rane…” Ma la rana era felicissima: “Non ti preoccupare! Così è molto più divertente.”

Tutta quella allegria però aveva creato un gran caos. Il Sindaco Serioso, che non rideva mai, si trovò la barba piena di zucchero filato e la toga annodata come uno yo-yo. “Pasticcioooo!” gridò, ma poi inciampò in una torta danzante e scivolò, atterrando morbido su una nuvola di coriandoli. Tutti i bambini si misero a ridere, anche la statua del vecchio mago si piegò in due per lo sforzo di trattenere una risata.

Pasticcio, però, doveva assolutamente trovare il modo di rimettere tutto a posto prima della gara, altrimenti altro che applausi: gli avrebbero dato una scopa per pulire tutto il villaggio!

Capitolo 3: La Gara delle Magie Buffe

Il gran giorno arrivò e il villaggio era ancora un po' sottosopra. I gatti, ormai abituati a recitare poesie, organizzavano una gara di rime, mentre il lampione sulla piazza faceva l'annunciatore. Il sindaco decise che, dato che ormai tutto era pazzo, la gara delle magie sarebbe stata la più divertente di sempre.

Arrivarono maghi da tutto il mondo: Mirtillone il Maldestro, con una barba lunga lunga e il naso pieno di glitter; Zuccherella la Dolcissima, che faceva comparire torte e caramelle con uno schiocco di dita; e Stregofungo, esperto in incantesimi che facevano crescere funghi giganti sotto i piedi di chiunque si distraesse (e infatti quasi tutti camminavano in punta di piedi!).

Quando fu il suo turno, Pasticcio tremava come una gelatina. Il suo cappello (che ora era diventato un vero comico) lo incoraggiò: “Forza, Pasticcio! Ricorda: anche se va male, almeno ci divertiamo!” Anche la rana fece il tifo: “Ridi che ti passa!”

Pasticcio prese il pentolone, la piuma, la goccia di risata e… questa volta, niente coriandoli. Agitò la bacchetta e pronunciò lentamente la formula, mentre il pubblico tratteneva il fiato.

Fu allora che dal pentolone uscì… una nuvola di bolle trasparenti che galleggiavano nell'aria, ognuna con una faccia buffa che faceva smorfie e linguacce. Alcune bolle si posarono sulle persone, facendo loro il solletico ai piedi. Altre si schiacciarono sul sindaco, che finalmente scoppiò a ridere: “Basta! Vi prego, fermatevi! Ho il solletico anche sulle orecchie!”

La rana cominciò a raccontare barzellette dal pentolone, le scope ballarono l'hula hoop, i gatti fecero una poesia a Pasticcio: “Oh Pasticcio, tu sei il mago più buffo, tra zucchero, bolle e tanto trucco!”

Mirtillone, Zuccherella e Stregofungo applaudirono ridendo, e il pubblico non riusciva più a smettere di sorridere. Pasticcio era talmente felice che la sua bacchetta lanciò una stellina luminosa proprio sulla luna, che per la prima volta fece l'occhiolino alla gente di Sghiribizzo.

Il sindaco si asciugò una lacrima (forse di risata… o forse di zucchero filato) e disse: “Mai stata una gara così incredibile! Pasticcio, tu hai vinto il primo premio: la Scopa Volante Super Turbo!”

Pasticcio saltò di gioia, il cappello fece una ruota e la rana diede un bacio a tutti, lasciando una scia verde sul naso del sindaco che diventò subito di moda tra gli abitanti del villaggio.

Capitolo 4: Le Magie Non Sono Mai Troppo

Da quel giorno, Pasticcio diventò il mago preferito di Sghiribizzo. Ogni volta che qualcuno era triste, andava da lui per una dose di risate. Il suo cappello era diventato il presentatore ufficiale della piazza, la rana aveva aperto la prima scuola di barzellette per girini e i coriandoli magici spuntavano da tutte le parti, ogni volta che qualcuno starnutiva.

Pasticcio imparò che la magia più bella è quella che fa ridere e stare insieme. Anche i suoi sbagli, alla fine, portavano sempre un sorriso. E se ogni tanto qualche pentolone starnutiva zucchero filato o le scope si mettevano a ballare, nessuno si lamentava più: anzi, tutti aspettavano con ansia la prossima “pasticciata” magica.

Il sindaco portava ancora il naso verde moda e diceva: “Qui a Sghiribizzo, ridere è obbligatorio!” E Pasticcio, con un sorriso grande come una luna piena, rispondeva: “Allora oggi mi esercito con un nuovo incantesimo… per far ridere anche le nuvole!”

E così, tra magie, risate e pasticci, il villaggio non fu mai più noioso. E se passate da Sghiribizzo, fate attenzione: potreste ritrovarvi con i calzini spaiati, il naso verde e una risata che non vi passa più!

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Pasticcio
Un mix di cose disordinate o un errore divertente.
Incantesimo
Una magia che si fa per ottenere qualche effetto speciale.
Cappello
Un indumento che si porta sulla testa, spesso per protezione o moda.
Toga
Un abito lungo e ampio indossato da persone importanti, come i sindaci.
Coriandoli
Piccole strisce di carta colorata usate per festeggiare e decorare.
Goccia
Una piccola quantità di liquido che cade o si forma in una sfera.

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