Capitolo 1 - L'esame delle Scope Volanti
Nel villaggio magico di Zuccherofolle, tutti sapevano già volare prima ancora di imparare a camminare. Ma se c'era qualcuno che volava in modo… ehm… creativo, quello era Tobia Tremolino. Tobia aveva sette anni, un cappello a punta sempre un po' storto e un sorriso grande così. Il suo sogno era diventare il miglior mago dell'Accademia dei Biribaccoli Magici.
Un giorno, la maestra Sbuffafumo annunciò: “Domani avremo l'esame delle Scope Volanti! Chi farà il giro più spettacolare attorno alla Torre delle Marmellate sarà proclamato Miglior Apprendista Magico del mese!” Tutti i piccoli maghi erano emozionati, ma Tobia… Tobia era già in fermento. Voleva davvero vincere, anche se la sua scopa, Brizzolina, a volte preferiva fare le capriole invece di andare dritta.
“Brizzolina, stavolta dobbiamo essere perfetti!” sussurrò Tobia la sera, mentre lucidava la scopa con la buccia di banana magica. Brizzolina si scrollò e… starnutì. Una nuvola di brillantini uscì dal manico e si posarono su Tobia, che per tutto il resto della notte brillò come un lampione fatato.
“Hai visto? Siamo già mezzi vincenti!” rise Tobia, saltando sul letto, mentre il suo gatto a sei code, Biscotto, lo guardava scuotendo la testa. “Mi sa che domani ne vedremo delle belle,” pensava Biscotto, arrotolandosi tra i calzini volanti di Tobia.
Capitolo 2 - Pasticci Stellari e Incantesimi Bislacchi
Il giorno dell'esame, il cortile della scuola era pieno di maghetti con scope di ogni tipo: scope a razzo, scope piumate, scope che facevano le bolle di sapone. C'era pure una scopa che faceva la danza del ventre! Tobia osservava tutti, ma teneva gli occhi puntati sullo scettro di legno della maestra Sbuffafumo, che serviva per dare il via alle gare.
“Pronti, partenza… VIA!” urlò la maestra. Tutti decollarono come fulmini. Tobia, invece, fece un giro su sé stesso, poi Brizzolina decise di andare in retromarcia, schivando per un pelo la scopa-pulcino di Gelsomina. “Ehi, attenzione!” gridò Gelsomina, mentre la sua scopa faceva chicchirichì.
Tobia cercò di riprendere il controllo. “Brizzolina, per favore, non è il momento di ballare il valzer!” Ma Brizzolina sembrava impazzita: fece una curva a gomito, poi si infilò in un nuvolone di zucchero filato (che era atterrato lì dopo la lezione di magie dolci). Tobia uscì tutto appiccicoso e con i capelli pieni di caramelle.
Nel frattempo, il suo amico Frittello stava volando a zig zag gridando: “Mi si è incantato il manico! Mi si è incantato il manico!” La sua scopa emetteva luci blu e suonava la musica dello stregone rock.
Tobia decise di provare il suo incantesimo segreto: “Brizzolina, giro della trottola magica, adesso!” Agitò la bacchetta, ma invece di girare, la scopa lanciò una pioggia di coriandoli che finirono negli occhi del draghetto custode, Dragomir.
“Ehi! Non vedo più le mie zampe!” sbuffò Dragomir, inciampando sulle sue stesse code e facendo ridere tutti a crepapelle.
Alla fine del giro, Tobia atterrò… sull'aiuola delle piante parlanti. “Ahi! Ehi!” protestò una margherita. “Ci sono bambini che atterrano ovunque, ormai!” Tobia arrossì e si scusò, ma poi scoppiò a ridere insieme alle margherite.
Capitolo 3 - La Gara di Pozioni Frizzanti
Dopo la gara delle scope, la scuola organizzò la Gara di Pozioni Frizzanti. “Chi farà la pozione più divertente vince una montagna di gelati magici!” annunciò Sbuffafumo, che aveva già in mano un cucchiaio grande come una padella.
Tobia si mise al lavoro con entusiasmo. Mise nella pentola un pizzico di barba di gnomo, tre petali di fiore ridolino e una goccia di limonata incantata. “Mi raccomando, niente fagioli petomani!” gridò la maestra. Ma Tobia, un po' distratto, fece cadere proprio un fagiolo petomane nella pentola.
All'improvviso, la pozione iniziò a gorgogliare e a fare… pernacchie! Poi, una nube di bolle colorate si alzò e scoppiò in una pioggia di confetti saltellanti. Tutta la classe scoppiò a ridere.
“Questa sì che è una pozione con i fiocchi!” disse Frittello, che aveva preparato una pozione che faceva ridere a crepapelle chiunque la annusasse. Gelsomina, invece, aveva creato una pozione che faceva crescere baffi di zucchero filato a chi la beveva. Alla maestra Sbuffafumo spuntò un paio di baffi rosa che si arricciavano verso l'alto.
“Devo dire che qui c'è della gran creatività!” rise la maestra, cercando di togliersi i baffi. “Ma i baffi sono molto alla moda, vero, ragazzi?”
Tobia era felice. Anche se la sua pozione aveva fatto ridere tutti, non era certo di aver vinto. Ma vedere i suoi amici divertirsi era meglio di qualsiasi trofeo.
Capitolo 4 - La Magia dell'Amicizia (e un po' di gelato)
Alla fine della giornata, la maestra Sbuffafumo radunò tutti. “Oggi avete dimostrato che la magia più potente è quella che fa divertire e stare insieme. Perciò, il premio del Miglior Apprendista Magico… va a tutti voi!”
Tobia saltò in aria, e Brizzolina fece una piroetta di gioia. Tutti i bambini ricevettero una coppa di gelato magico, che cambiava sapore ogni volta che la leccavi. Tobia assaggiò prima fragola, poi cioccolato, poi… “Oh! Gusto pizza!” rise, mentre Biscotto gli rubava un boccone.
Gelsomina si avvicinò a Tobia. “La tua scopa è davvero strampalata, ma è la più simpatica di tutte!” Tobia rise. “E la tua scopa-pulcino? Fa più rumore di una banda di tamburi!”
Alla fine, tutti si sedettero sull'erba, a raccontarsi storie e a inventare nuove magie. Tobia capì che non serve essere perfetti per essere i migliori: basta divertirsi, aiutarsi e ridere insieme agli amici.
E così, nel villaggio magico di Zuccherofolle, ognuno tornò a casa con un sorriso, aspettando la prossima avventura. E chissà quale pasticcio magico avrebbe combinato Tobia la prossima volta…