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Storia incantevole e divertente 7/8 anni Lettura 7 min.

Il cappello che rotolava e il canto del calderone

Il professor Mirtillo perde il suo cappello nella Scuola dei Maghi Scoppiettanti e, insieme a una rana chiacchierina e una scopa vivace, intraprende un'avventura fatta di canzoni, bolle e risate per ritrovarlo.

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Il protagonista è un giovane stregone di circa 40 anni, viso rotondo, baffi discreti, berretto storto, espressione gioiosa e maliziosa, che tiene una bacchetta scintillante e osserva un grande calderone muschiato dal quale fuoriesce una schiuma colorata e luminosa che forma bolle musicali; la rana Rubina, femmina, verde lucida con occhi tondi e divertiti, indossa il cappello dello stregone e salta sul bordo ridendo; la scopa volante, oggetto animato con occhi dipinti e sorriso, volteggia fischiettando; la preside Zucca, donna di circa 50 anni con i capelli raccolti e una veste a pois arancioni, applaude dall’alto di una grande scala a chiocciola metallica dietro il calderone; l’ambientazione è l’interno di una scuola di magia, grande sala circolare con pareti coperte da scaffali di barattoli colorati, ritratti sorridenti e pavimento piastrellato lucido; scena finale festosa con tutti che ridono e cantano, colori caldi, texture morbide, luce soffusa e brillantini, stile grafico cartone animato anni ’90, colori saturi e contorni netti. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Uno starnuto nel colimaçon

Nella Scuola dei Maghi Scoppiettanti, il professor Mirtillo aveva una missione: comporre il più allegro canto di calderone di tutti i tempi. Ma non era un mago come gli altri: portava sempre calzini spaiati, il cappello storto e, soprattutto, rideva anche quando sbagliava le magie. Quella mattina, Mirtillo salì la grande scala a chiocciola che attraversava tutta la scuola. Faceva CLING-CLONG a ogni passo, perché ogni gradino era fatto di pentole di rame!

“Attento, Mirtillo, a non inciampare!” lo avvisò la scopa volante, appoggiata al muro.

Mirtillo sorrise. “Se inciampo, almeno atterro su qualcosa di morbido: il mio pancione!”

Su per le scale, Mirtillo iniziò a canticchiare:

“Bollicine, bollicioni, fate il giro dei mattoni,

calderone, gira e suona,

fammi ridere fino a domani mattina!”

Ma a metà strofa... AAAA-TCHÙ! Uno starnuto magico fece volare il suo cappello giù per la scala, rimbalzando di pentola in pentola. “Oh no, il mio cappello preferito!” esclamò. La scopa rise: “Almeno non hai starnutito nel calderone, o saremmo pieni di topolini con i baffi viola!”

Mirtillo scese correndo, ma più scendeva, più il cappello rotolava, finché si infilò in una porta misteriosa. Il mago si fermò davanti alla porta, con il cuore che batteva forte ma il sorriso sempre acceso. “E ora? Beh, ogni avventura inizia con un cappello che scappa!”

Capitolo 2 – La porta delle risate

Dietro la porta misteriosa c'era un laboratorio pieno di... risate! Le risate uscivano dai libri, dai barattoli, persino dai gessetti per la lavagna. In mezzo a tutto quel trambusto, il cappello di Mirtillo ballava da solo sopra un grande calderone.

“Cappello, torna qua!” gridò Mirtillo.

Il cappello, però, si infilò nel calderone e scomparve tra le bolle. “Oh-oh...” disse Mirtillo. “Questa sì che è una magia impazzita!”

D'un tratto, dal calderone saltò fuori una rana con il cappello di Mirtillo in testa. “Craaa-cra! Benvenuto, mago! Sono Rana Rubina e adoro i canti di calderone!”

Mirtillo rise così forte che quasi cadde di nuovo. “Rana Rubina, vuoi aiutarmi a comporre il canto più buffo del mondo?”

Rubina rispose: “Solo se mi fai saltare sulle scale a chiocciola!”

“Affare fatto!” disse Mirtillo.

Capitolo 3 – Salti, note e bolle

Mirtillo, Rubina e la scopa salirono insieme le scale a chiocciola. Ogni gradino era una nota musicale: CLANG, CLONG, CLING, CLANG! Rubina saltava da un gradino all'altro, lasciando impronte di bava luccicante.

“Se il calderone vuole cantare,

deve prima imparare a saltare!” cantava Rubina.

Mirtillo aggiungeva:

“Se vuoi una pozione che faccia ridere,

metti dentro un po' di zucchero e tante bolle da mordere!”

La scopa, che non voleva essere da meno, cominciò a fischiare una melodia stonata ma simpatica. I tre amici salirono e scesero le scale, componendo una canzone che faceva ridere anche i quadri appesi ai muri.

Ad ogni giro della scala, altri maghi si affacciavano: la professoressa Malva con i suoi gatti, il bidello Bonello con la barba piena di glitter, persino la preside Zucca con il suo vestito a pois.

“Cos'è tutta questa allegria?” chiese la preside.

“È il canto del calderone che stiamo componendo!” rispose Mirtillo.

La preside sorrise: “Allora, tutti insieme!”

In un attimo, la scala a chiocciola si riempì di maghi, scope, rane e gatti, ognuno con il suo verso o suono buffo.

Capitolo 4 – Il gran finale schiumoso

Quando la canzone fu pronta, tutti si fermarono davanti al grande calderone della scuola. Mirtillo agitò la bacchetta e gridò:

“Calderone, calderone, ascolta la nostra canzone!”

Dentro il calderone, l'acqua cominciò a bollire e a fare bollicine colorate. Ogni bollicina portava una risata, una nota musicale, uno starnuto o il miagolio di un gatto. Rubina saltò dentro con un tuffo, la scopa fece una capriola nell'aria e tutti insieme cantarono il ritornello:

“Bolle bolle, zucchero e miele,

canta calderone con tutte le stelle!”

All'improvviso, dal calderone uscì una nuvola di schiuma profumata che avvolse tutti in un abbraccio morbido. Nessuno si spaventò, anzi: la schiuma faceva il solletico e tutti ridevano ancora di più.

La preside Zucca dichiarò: “Questo sì che è un vero canto di calderone! Ma sapete una cosa? È ancora più bello perché l'abbiamo fatto tutti insieme!”

Capitolo 5 – Una forza tranquilla

Quando la schiuma svanì, Mirtillo si guardò intorno. “Non pensavo che un semplice cappello rotolato giù per le scale avrebbe creato così tanta allegria!”

Rubina, ormai asciutta, rispose: “Le cose più buffe nascono quando si condivide tutto!”

La scopa concluse: “E quando si lavora insieme, anche le magie più pazzerelle diventano bellissime!”

La scala a chiocciola, di solito un po' cigolante, sembrava più solida che mai. Ogni gradino brillava della gioia condivisa. Da quel giorno, a ogni passo sulla scala, si sentiva ancora un'eco di risate e canti.

Da allora, nella Scuola dei Maghi Scoppiettanti, tutti sapevano che il vero incantesimo era la forza tranquilla di stare insieme e aiutarsi l'un l'altro, anche solo per recuperare un cappello scappato o inventare una canzone con una rana.

E se per caso il calderone si metteva di nuovo a cantare da solo… beh, sapevano già come risolvere: una risata collettiva, un salto di rana, un battito di scopa e il mondo tornava sempre più buffo e sereno di prima.

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Colimaçon
Parola francese usata qui per dire scala a spirale, che gira come una chiocciola.
Calderone
Grande pentolone usato per mescolare pozioni o cibi, spesso nelle storie di maghi.
Scala a chiocciola
Scala che sale girando in tondo, come la conchiglia di una chiocciola.
Trambusto
Rumore e confusione fatti da molte cose o persone che si muovono.
Bollicine
Piccole bolle d'aria che si vedono nell'acqua o nei liquidi frizzanti.
Impronte
Segni lasciati da piedi, zampe o oggetti su una superficie morbida.
Schiuma
Sostanza fatta di tante bolle piccole che restano sulla superficie dei liquidi.
Capriola
Movimento in cui una persona salta e gira il corpo in aria, come un piccolo salto acrobatico.
Pozione
Bevanda magica preparata con ingredienti per ottenere un effetto speciale.
Profumata
Che ha un odore piacevole e si sente bene quando si annusa.

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