Capitolo 1 – Uno starnuto nel colimaçon
Nella Scuola dei Maghi Scoppiettanti, il professor Mirtillo aveva una missione: comporre il più allegro canto di calderone di tutti i tempi. Ma non era un mago come gli altri: portava sempre calzini spaiati, il cappello storto e, soprattutto, rideva anche quando sbagliava le magie. Quella mattina, Mirtillo salì la grande scala a chiocciola che attraversava tutta la scuola. Faceva CLING-CLONG a ogni passo, perché ogni gradino era fatto di pentole di rame!
“Attento, Mirtillo, a non inciampare!” lo avvisò la scopa volante, appoggiata al muro.
Mirtillo sorrise. “Se inciampo, almeno atterro su qualcosa di morbido: il mio pancione!”
Su per le scale, Mirtillo iniziò a canticchiare:
“Bollicine, bollicioni, fate il giro dei mattoni,
calderone, gira e suona,
fammi ridere fino a domani mattina!”
Ma a metà strofa... AAAA-TCHÙ! Uno starnuto magico fece volare il suo cappello giù per la scala, rimbalzando di pentola in pentola. “Oh no, il mio cappello preferito!” esclamò. La scopa rise: “Almeno non hai starnutito nel calderone, o saremmo pieni di topolini con i baffi viola!”
Mirtillo scese correndo, ma più scendeva, più il cappello rotolava, finché si infilò in una porta misteriosa. Il mago si fermò davanti alla porta, con il cuore che batteva forte ma il sorriso sempre acceso. “E ora? Beh, ogni avventura inizia con un cappello che scappa!”
Capitolo 2 – La porta delle risate
Dietro la porta misteriosa c'era un laboratorio pieno di... risate! Le risate uscivano dai libri, dai barattoli, persino dai gessetti per la lavagna. In mezzo a tutto quel trambusto, il cappello di Mirtillo ballava da solo sopra un grande calderone.
“Cappello, torna qua!” gridò Mirtillo.
Il cappello, però, si infilò nel calderone e scomparve tra le bolle. “Oh-oh...” disse Mirtillo. “Questa sì che è una magia impazzita!”
D'un tratto, dal calderone saltò fuori una rana con il cappello di Mirtillo in testa. “Craaa-cra! Benvenuto, mago! Sono Rana Rubina e adoro i canti di calderone!”
Mirtillo rise così forte che quasi cadde di nuovo. “Rana Rubina, vuoi aiutarmi a comporre il canto più buffo del mondo?”
Rubina rispose: “Solo se mi fai saltare sulle scale a chiocciola!”
“Affare fatto!” disse Mirtillo.
Capitolo 3 – Salti, note e bolle
Mirtillo, Rubina e la scopa salirono insieme le scale a chiocciola. Ogni gradino era una nota musicale: CLANG, CLONG, CLING, CLANG! Rubina saltava da un gradino all'altro, lasciando impronte di bava luccicante.
“Se il calderone vuole cantare,
deve prima imparare a saltare!” cantava Rubina.
Mirtillo aggiungeva:
“Se vuoi una pozione che faccia ridere,
metti dentro un po' di zucchero e tante bolle da mordere!”
La scopa, che non voleva essere da meno, cominciò a fischiare una melodia stonata ma simpatica. I tre amici salirono e scesero le scale, componendo una canzone che faceva ridere anche i quadri appesi ai muri.
Ad ogni giro della scala, altri maghi si affacciavano: la professoressa Malva con i suoi gatti, il bidello Bonello con la barba piena di glitter, persino la preside Zucca con il suo vestito a pois.
“Cos'è tutta questa allegria?” chiese la preside.
“È il canto del calderone che stiamo componendo!” rispose Mirtillo.
La preside sorrise: “Allora, tutti insieme!”
In un attimo, la scala a chiocciola si riempì di maghi, scope, rane e gatti, ognuno con il suo verso o suono buffo.
Capitolo 4 – Il gran finale schiumoso
Quando la canzone fu pronta, tutti si fermarono davanti al grande calderone della scuola. Mirtillo agitò la bacchetta e gridò:
“Calderone, calderone, ascolta la nostra canzone!”
Dentro il calderone, l'acqua cominciò a bollire e a fare bollicine colorate. Ogni bollicina portava una risata, una nota musicale, uno starnuto o il miagolio di un gatto. Rubina saltò dentro con un tuffo, la scopa fece una capriola nell'aria e tutti insieme cantarono il ritornello:
“Bolle bolle, zucchero e miele,
canta calderone con tutte le stelle!”
All'improvviso, dal calderone uscì una nuvola di schiuma profumata che avvolse tutti in un abbraccio morbido. Nessuno si spaventò, anzi: la schiuma faceva il solletico e tutti ridevano ancora di più.
La preside Zucca dichiarò: “Questo sì che è un vero canto di calderone! Ma sapete una cosa? È ancora più bello perché l'abbiamo fatto tutti insieme!”
Capitolo 5 – Una forza tranquilla
Quando la schiuma svanì, Mirtillo si guardò intorno. “Non pensavo che un semplice cappello rotolato giù per le scale avrebbe creato così tanta allegria!”
Rubina, ormai asciutta, rispose: “Le cose più buffe nascono quando si condivide tutto!”
La scopa concluse: “E quando si lavora insieme, anche le magie più pazzerelle diventano bellissime!”
La scala a chiocciola, di solito un po' cigolante, sembrava più solida che mai. Ogni gradino brillava della gioia condivisa. Da quel giorno, a ogni passo sulla scala, si sentiva ancora un'eco di risate e canti.
Da allora, nella Scuola dei Maghi Scoppiettanti, tutti sapevano che il vero incantesimo era la forza tranquilla di stare insieme e aiutarsi l'un l'altro, anche solo per recuperare un cappello scappato o inventare una canzone con una rana.
E se per caso il calderone si metteva di nuovo a cantare da solo… beh, sapevano già come risolvere: una risata collettiva, un salto di rana, un battito di scopa e il mondo tornava sempre più buffo e sereno di prima.