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Storia di viaggio nel tempo 5/6 anni Lettura 9 min.

La scatola del tempo della nonna

Tre amici scoprono una misteriosa scatola del tempo nella cantina della nonna di Livia e, dopo essere entrati, viaggiano indietro nel tempo, incontrando la giovane nonna e vivendo un'avventura che insegna l'importanza dell'amicizia e della gentilezza.

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Ci sono 3 personaggi: - Livia: una bambina di 5 anni, con lunghi capelli castani intrecciati, che indossa un vestito giallo a fiori. È seduta per terra, con gli occhi brillanti di eccitazione, mentre tocca una grande scatola di metallo. - Tommaso: un ragazzo di 5 anni, con capelli biondi arruffati e una camicia a quadri rossi. È in piedi accanto a Livia, tenendo una piccola torcia, con un sorriso curioso sul volto. - Amir: un bambino di 5 anni, con capelli neri e occhiali tondi. È accovacciato vicino alla scatola, tenendo una mela rossa in mano, osservando attentamente i pulsanti colorati. La scena si svolge in una vecchia cantina polverosa, con muri in legno scuro e scaffali pieni di oggetti antichi. La luce soffusa filtra attraverso una piccola finestra, illuminando ragnatele e ricordi dimenticati. Sullo sfondo, una grande scatola di metallo dai colori vivaci, decorata con pulsanti brillanti e un disegno di una fattoria, attira l'attenzione dei bambini. I tre amici stanno scoprendo la misteriosa scatola del tempo, affascinati e un po' nervosi, pronti a premere il pulsante per viaggiare nel passato, circondati da un'atmosfera di avventura e magia. segnalare un problema con questa immagine

La scatola del tempo

In una piccola città vivevano tre amici di quasi cinque anni: Livia, Tommaso e Amir. Andavano spesso a giocare nel cortile della nonna di Livia, perché lì c'era una vecchia cantina piena di cose strane.

Un pomeriggio di sole, la nonna li accompagnò alla porta della cantina e disse:

«Potete guardare, ma fate attenzione. Qui ci sono ricordi preziosi.»

Le scale scricchiolavano piano. Nell'aria c'era odore di legno e di polvere. I tre bambini scesero piano, uno dietro l'altro. Tommaso portava una piccola torcia, Livia teneva un quaderno per disegnare ciò che vedeva e Amir aveva in mano una mela, nel caso avesse fame.

In un angolo, coperta da un telo blu, c'era una grande scatola di metallo, con ruote piccole e tanti bottoni colorati. Sul davanti, una scritta un po' cancellata diceva:

“SCATOLA DEL TEMPO – PROTOTIPO”.

Livia sfiorò le lettere con un dito. Il metallo era freddo. Amir guardò i bottoni con gli occhi grandi. Tommaso indicò un disegno incollato di lato: una fattoria con una casa rossa, mucche, galline e un campo di grano dorato.

Sotto il disegno, c'era scritto: “La nostra vecchia fattoria – anno 1975”.

I bambini sentirono il cuore battere un po' più forte. La nonna aveva spesso raccontato della sua vita in campagna, quando era piccola. Aveva parlato di una mucca dolce di nome Stella, di un gallo orgoglioso e di una grande quercia accanto al fienile.

Livia sussurrò:

«Forse questa scatola… porta davvero indietro nel tempo.»

Tommaso spinse piano uno sportellino. Si aprì con un clic dolce. Dentro c'era spazio per tre bambini, sedili morbidi e un grande orologio con le lancette che si muovevano lente. Sopra, un cartello diceva:

“ENTRA SOLO CON I TUOI AMICI.

TORNA SEMPRE INSIEME.”

I tre si guardarono. Nessuno voleva restare fuori. Entrarono tutti, stretti stretti, e chiusero lo sportello. Livia toccò il bottone verde con scritto “VAI”.

L'orologio cominciò a girare all'indietro, tic tic tic, sempre più veloce. Le lucine colorate brillavano come piccole stelle. I bambini sentirono un leggero solletico alle gambe, come quando si scende dallo scivolo.

Poi, tutto si fermò.

La fattoria di tanto tempo fa

Quando aprirono lo sportello, l'aria era diversa. Profumava di fieno, di terra bagnata e di latte caldo. Davanti a loro c'era una fattoria proprio come nel disegno: casa rossa, tetto di tegole, un fienile grande, un orto in ordine.

In lontananza, una mucca bianca con macchie nere brucava vicino a una quercia enorme. Un gallo colorato camminava fiero tra le galline. Un cane marrone sonnecchiava all'ombra.

Livia guardò il grande orologio della scatola del tempo. Le lancette segnavano tre del pomeriggio, proprio come quando erano entrati.

Sotto l'orologio, una frase lampeggiava piano:

“ATTENZIONE: NON CAMBIARE TROPPO LE COSE.

AIUTA E OSSERVA.”

I bambini uscirono piano. Il terreno era morbido, le formiche correvano tra le piccole pietre lucide. Un vento gentile faceva muovere le foglie.

Vicino al fienile videro una bambina con due trecce nere. Stava cercando di raccogliere delle galline scappate dal pollaio. Le piume volavano dappertutto. La bambina era un po' rossa in faccia, perché correva da una parte all'altra.

Livia la osservò meglio. Gli occhi, il sorriso, le guance tonde… sembrava proprio la nonna, ma piccola!

La bambina non li vide subito, era troppo occupata. Una gallina saltò vicino a un secchio d'acqua e rischiò di farlo cadere. Il cane abbaiò, spaventato. Il gallo saltò su un mucchietto di fieno, confuso.

La situazione stava diventando davvero buffa.

Amir si ricordò della frase nella scatola: “AIUTA E OSSERVA”. Gli venne un'idea. Sussurrò un piano agli amici.

Livia prese il suo quaderno e lo agitò piano, facendo un po' di rumore per attirare le galline in un punto solo. Tommaso usò la mela: ne spezzò un pezzetto e lo lasciò vicino al pollaio. Le galline, curiose e affamate, iniziarono a seguirlo a piccoli passi rapidi. Amir rimise in fretta la porta del pollaio al suo posto, così che fosse facile chiuderla.

La bambina dalle trecce si fermò, sorpresa da quell'aiuto misterioso. Con un ultimo movimento veloce, chiuse la porticina. Tutte le galline erano di nuovo dentro, contente e occupate a beccare il mangime.

La bambina guardò intorno, senza vedere nessuno. Sorrise. Quel sorriso era proprio uguale a quello della nonna.

I tre bambini si nascosero dietro un cespuglio. Ridevano piano. Sentivano di aver fatto qualcosa di importante, ma piccolo e gentile. Non avevano spaventato nessuno, non avevano cambiato niente di grande. Avevano solo reso la giornata un po' più facile.

La mucca Stella si avvicinò piano al cespuglio, come se li avesse sentiti. Allungò il muso e li annusò. Livia le accarezzò il naso morbido. Per un attimo, ebbero l'impressione che il tempo fosse fermo: presente e passato si tenevano per mano.

Poi, dall'orto, si udì una voce di adulto che chiamava la bambina. Era ora di dare da mangiare ai conigli. La piccola nonna corse via ridendo, e il cortile tornò calmo.

Il ritorno alla stessa minuta

Il sole stava scendendo un po' più basso. Il cielo diventava piano piano arancione. Livia guardò il grande orologio della scatola del tempo: le lancette iniziavano a lampeggiare.

Una nuova frase apparve:

“È ORA DI TORNARE.

IL TEMPO TI ASPETTA.”

I tre amici sentirono una piccola stretta al cuore. Si erano affezionati alla mucca Stella, al gallo, alle galline rumorose e persino al cane sonnacchioso. Ma sapevano che dovevano rispettare le regole del tempo.

Prima di entrare nella scatola, decisero di lasciare un piccolo segno invisibile. Amir prese il suo pezzetto di mela rimasto e lo mise vicino al tronco della grande quercia. Non sarebbe durato per sempre, ma era il loro piccolo saluto.

Risalirono nella scatola del tempo, chiusero lo sportello e si sedettero nello stesso ordine di prima. Tommaso premette il bottone blu con scritto “TORNA”.

L'orologio ricominciò a girare, questa volta in avanti. Tic tic tic, veloce ma dolce. Le lucine colorate si attenuarono, come stelle al mattino. Il solletico alle gambe tornò per un istante, poi scomparve.

Quando lo sportello si aprì, erano di nuovo nella cantina. L'aria aveva l'odore di prima: legno, polvere e un po' di sapone di Marsiglia. Dal finestrino della cantina entrava la stessa luce di prima, calda e dorata.

Livia guardò il suo orologino da polso. Segnava esattamente la stessa minutA di quando erano partiti. Era come se tutto fosse successo… dentro un solo respiro.

Si guardarono stupiti. I capelli erano un po' spettinati, le scarpe avevano un granello di fieno attaccato, e sul quaderno di Livia c'era un minuscolo segno di terra. Non era stato un sogno.

Si presero per mano, in silenzio. Ciascuno sentiva dentro di sé un piccolo segreto luminoso: avevano viaggiato nel tempo, avevano aiutato senza farsi vedere, avevano lavorato insieme come una vera squadra.

Salirono le scale e trovarono la nonna in cucina. Stava mescolando una torta al profumo di mele e cannella. Quando li vide, sorrise con lo stesso sorriso della bambina dalle trecce.

Sul tavolo, vicino alla frutta, c'era una mela tagliata a metà. Sembrava aspettarli da sempre.

La nonna disse:

«Ho pensato che magari avevate voglia di assaggiare qualcosa di buono, dopo le vostre esplorazioni.»

I tre amici si scambiarono uno sguardo. Nessuno parlò del viaggio. Ma dentro, ognuno di loro sapeva che, da quel giorno, avrebbe guardato l'oggi con occhi nuovi: ogni minuto è prezioso, ogni gesto gentile cambia un pezzetto di tempo.

Mentre mangiavano la torta insieme, Livia, Tommaso e Amir sentirono che, qualunque fosse l'epoca, la cosa più importante era restare uniti, aiutarsi e avere il coraggio di scoprire il mondo, un minuto alla volta.

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Cantina
Una stanza o un luogo sotto una casa, spesso usato per conservare cibo o oggetti.
Prototipo
Il primo modello di un oggetto, usato per testarlo o mostrarlo.
Ricordi
Le cose che ci ricordiamo del passato.
Affettuoso
Essere gentile e mostrare amore o cura verso qualcuno.
Morbido
Qualcosa che è facile da schiacciare o toccare, come un cuscino.
Curioso
Essere molto interessato a scoprire o sapere di più su qualcosa.

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