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Storia di circo 5/6 anni Lettura 6 min.

Il trofeo del piccolo sorriso

Luca, un bimbo del circo, e l'acrobata Titti si allenano tra pasticci e risate per creare un numero insieme, imparando che amicizia e fantasia possono trasformare gli errori in magie circensi.

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Un bambino di 6 anni, gioioso e meravigliato, capelli castano chiaro corti, occhi ridenti, indossa una giacca rossa lucida e scarpe con lucine; è seduto delicatamente sul ventre di un'acrobata formando la "piramide delle risate", mani aperte per l'equilibrio. Un'acrobata di nome Titti, circa 7 anni, piccola e agile, capelli neri a trecce, in body pastello, lo sostiene sorridendo; è distesa su un tappeto morbido al centro della pista. Un direttore di circo intorno ai 40 anni, in abito a righe e grande cappello, applaude sullo sfondo con occhiali tondi e aria meravigliata. Un piccolo cane marrone suona un minuscolo tamburo con la coda vicino al tappeto, sguardo malizioso. Grande tendone a righe rosse e bianche, pavimento di segatura dorata, luci calde e una ghirlanda di lanterne gialle sopra la pista. Scena comica e luminosa: il bambino e l'acrobata in una posa buffa al centro, bolle di sapone ed eleganti sciarpe colorate fluttuano, il pubblico in silhouette applaude sullo sfondo. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1

Luca aveva cinque anni e un paio di scarpe con lucine. Ogni mattina correva verso la tenda grande del circo. La tenda profumava di zucchero filato e fieno. Dentro, le luci erano come stelle basse. Tutti lo chiamavano "il piccolo sorriso".

Un giorno, il direttore gli mise un nastro azzurro al collo. "Hai vinto il trofeo sorriso", disse con voce buffa. Il trofeo era piccolo, a forma di sorriso giallo. Luca lo guardò e scoppiò a ridere. Il trofeo brillava come una gomma da masticare al sole.

Il circo era pieno di persone curiose. C'erano i trampolieri sbilenchi, la signora dei palloni che faceva bolle enormi, e un cane che suonava il tamburo con la coda. Ma Luca aveva un sogno. Voleva fare un numero speciale, un duo che facesse ridere tutti fino alle lacrime.

Nelle cucce dietro la tenda, tra le luci spente, viveva Titti. Titti era un'acrobata a terra. Saltava, rotolava e fece piroette sulle punte dei piedi. Non volava come il trapezio, ma faceva magie con le mani e con la pancia. Titti era piccola e aggraziata come una caramella.

Luca andò da lei con il trofeo in mano. "Vuoi fare un duo con me?" chiese piano. Titti sorrise. "Sì, ma deve essere un segreto divertente." Si strinsero la mano. In quel momento, la musica del circo fece un giro buffo. Tutti pensarono che fosse l'inizio di qualcosa.

Capitolo 2

La prova cominciò nel pomeriggio. Nella pista, Luca e Titti sistemarono un tappeto morbido e un cappello a cilindro. Luca aveva ancora le lucine nelle scarpe. Titti contava: "Uno, due, tre!" e Luca cercava di tenere il ritmo. Facevano cadere palline, e le palline rotolavano come piccole lune.

C'erano piccoli contrattempi. Una volta il cane tamburellò troppo forte e le palline volarono in aria. Un'altra volta il cappello si rifiutò di restare in testa e prese a ballare da solo. Luca rise senza fine. Titti lo prese per mano e fecerò una capriola bella e buffa. Era come guardare una torta che fa la ruota.

Il pubblico delle prove erano i giochini: un pupazzo applaudiva, una palla sorrideva, e la signora dei palloni faceva bolle che diventavano specchi. A ogni errore, tutti ridevano di più. Il duo imparava dai pasticci. Diventava più allegro e più coraggioso.

Il numero prevedeva una sorpresa: Luca doveva saltare dentro il cilindro del cappello e uscire con una sciarpa lunghissima. Ma il cappello era più piccolo del previsto. Allora Titti inventò una danza che faceva sembrare il cappello gigante, usando le braccia e una luce blu. Era un trucco semplice e brillante.

Il momento più buffo fu quando Luca provò a fare la "piramide delle risate". Salì sulla pancia di Titti come su una montagnetta morbida. Titti lo sostenne con delicatezza. Per un attimo sembrò che stessero per cadere, ma si fermarono come statue comiche. Tutti i giochi dietro la tenda batterono le mani.

Il direttore osservava dal fondo con gli occhiali grandi. Ogni tanto faceva "uh!" e "ah!" come se fosse una campanella. "Il trofeo sorriso brilla ancora di più," mormorò. Luca sentì il cuore battere come un tamburo. Non era paura, era una felicità tremolante.

Capitolo 3

La sera dello spettacolo la tenda era piena di luci. Le sedie erano colme e i bambini mangiavano zucchero filato che si scioglieva come nuvole rosa. Luca teneva il trofeo nel taschino. Titti gli fece l'occhiolino. "Pronto?" sussurrò. "Prontissimo," rispose Luca con voce sottile.

Il numero cominciò con un colpo di tamburo. Un fascio di luce li avvolse. Luca entrò nel cappello, la sciarpa uscì lunga come un serpente di seta. Poi Titti fece la danza del cappello gigante. La gente scoppiava a ridere ad ogni salto e ad ogni buffa espressione.

Arrivò la piramide delle risate. Luca salì sulla pancia di Titti. Per un attimo la pista parve girare come una giostra. Ma restarono fermi, sospesi in una posa comica. Un bambino in prima fila urlò: "Ancora!" La risata si trasformò in applausi come una pioggia calda.

Poi venne la parte finale: il duo sorpresa. Dal cilindro spuntarono non solo sciarpe, ma bolle di sapone che si trasformarono in piccoli cappellini. Le bolle si posarono sulle teste della gente come fiorellini. Un pallone rimbalzò e fece il giro del tendone come una piccola mongolfiera. Tutto era lucente e buffo.

Alla fine, Luca sollevò il trofeo sorriso. Il pubblico cantò una canzoncina che suonava come campanelle. Il direttore gli mise un fiore sulla giacca. Titti gli diede un abbraccio che profumava di zucchero filato. Luca non ricordava di aver mai sentito così tanto calore.

Quando le luci si abbassarono, rimase un momento di silenzio. Titti si avvicinò, abbassò la voce e sussurrò qualcosa nell'orecchio di Luca. Lui sorrise e il trofeo tremolò un pochino. Poi Luca, con gli occhi che brillavano, si chinò sul trofeo e, come se fosse un segreto importante, sussurrò anche lui.

Il segreto rimase tra loro, tra la tenda e le luci. Ma ogni volta che Luca guardava il trofeo sorriso, pensava a quella sussurrata magia. E la sera del circo continuò a brillare, dolce e buffa, come un sogno che ride.

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