Lina saltella sulla segatura della pista come un grillo lucido di brillantini. Milla le cammina accanto con un naso da clown che suona, e Zoe fa ruotare una corda con piccoli fiocchi. Tutte e tre hanno cinque anni e un sogno in tasca: far ridere il Circo Stellina e far dire a tutti “ooooh” e poi “hahaha!”.
La tenda è aperta per le prove. La musica è bassa, il sole fa ricami di luce rossa sulle sedie. L'aria profuma di zucchero filato e di vernice fresca. Lina ripete e ripete, perché a lei piace ripetere. Ripete i passi, ripete i salti, ripete perfino i sorrisi allo specchio. Ma quando arriva il finale… puff. Lo dimentica.
“Ci serve un ritornello!” dice Lina, con le mani ai fianchi. “Un piccolissimo suono che dice: abbiamo fatto bene!”
“Qualcosa tipo… quello che si sente quando un trucco riesce,” propone Milla.
“E che sia facile da ricordare,” aggiunge Zoe, mettendo la corda sulle spalle come una sciarpa.
Lina alza un dito. “Ho un'idea. Il nostro ritornello sarà… ta-da-da!” ride, e le altre ridono con lei.
Proprio in quel momento, dalla porta di servizio scoppia un lunghissimo “iiiiik”. La porta si apre, scricchiola, e appare il Mago delle Porte Cigolanti con il suo cappello piegato di lato e un mazzo di chiavi che tintinna.
“Attente, artiste! La porta vuole riscaldare la voce,” annuncia. La sua giacca scintilla. Dietro di lui, una porta piccola e una grande fanno “iiiiik” e “aaagh” come due oche curiose.
Lina sgrana gli occhi. “Mago, stiamo provando il nostro numero. Dobbiamo trovare il nostro ritornello. È importante.”
Il Mago fa un inchino, il cappello quasi cade. “Anch'io provo, care. Se la porta non cigola, la magia non scatta. E se la magia non scatta, la porta non apre la sorpresa.” Sorride, cortese ma testardo.
“Possiamo condividere il tempo?” chiede Milla, gentile. “Prima noi, poi tu.”
La porta grande risponde da sola: “iiiiik!” Il Mago la accarezza. “Vedi? Ha fretta.”
Zoe alza la corda come un semaforo. “Allora ci spostiamo nella rimorchio delle scenografie traballanti. Là c'è silenzio. O quasi.”
“Attente ai passi,” dice Lina. “Andiamo piano, teniamo gli occhi aperti. Niente salti vicino alle cose alte.”
“Promesso,” dicono Milla e Zoe.
Fuori dalla tenda principale c'è il rimorchio delle scenografie. Sembra una casetta su ruote con le persiane storte. Dentro, ci sono alberi finti che oscillano, un castello di cartone che sorride con le finestre dipinte, e una luna di stoffa appesa a un filo. Ogni volta che il vento muove il telone, tutto fa “swish” e “scric”.
Le tre amiche entrano piano. Il pavimento fa “toc toc” sotto i loro passi. Sulla parete, un foglio: il Programma della Sera. Ci sono i nomi: Giocolieri delle Arance, Cuochi Trombetta, Mago delle Porte Cigolanti, Le Tre… il resto sembra un po' sbiadito di marmellata di fragole. Qualcuno ha fatto merenda vicino al Programma.
“Hai visto? Eccoci,” dice Zoe, indicando “Le Tre…”.
“Le Tre che?” fa Milla, ridendo piano. “Le Tre Che cosa?”
“Le Tre Stelline Trottole,” spiega Lina. “Così ci chiamiamo oggi.”
Milla annuisce. “Bello. Adesso proviamo il nostro finale.”
Sul baule più basso, tra nastri e stelle di carta, brilla una piuma lunga, dritta, bianchissima. Sembra la penna di un uccello gigante.
“È la piuma d'equilibrio,” sussurra Zoe. “La usa la funambula quando vuole sentire il vento.”
Lina la prende con due dita. La piuma ride, pizzica il palmo. “Che leggera! Potrebbe aiutarci a camminare dritte, o a segnare il ritmo.”
Milla prova a metterla sul naso. La piuma scivola, lei fa una smorfia, poi ridono tutte e tre. “Attente,” dice Lina, dolce. “Niente salti col baule. Piedi ben piantati.”
Iniziano. Lina conta: “Uno, due, tre.” Milla fa un passo laterale, Zoe un saltello, e la piuma disegna l'aria come una bacchetta. Quando arriva l'ultimo passo, il finale scappa tra le dita. È come una bollicina. Lina lo rincorre con gli occhi e lo perde.
“Uffa!” sorride, senza arrabbiarsi. “Ci riproviamo.”
Dal cortile arriva di nuovo il “iiiiik” del Mago. Sembra una gallina con un violino. Le tre ascoltano. “Senti come fa?” dice Milla. “Quasi un ritmo.”
“Potremmo usarlo,” propone Zoe. “Porta, vuoi suonare con noi?” chiede verso la finestra.
La finestra non risponde, ma il vento entra e fa muovere la luna di stoffa. Uuuh. “Ooooh,” fanno le tre, con gli occhi lucidi d'amore per il teatro.
Poi la luna gira troppo e si incastra in un ramo finto. Cloc. “Hahaha!” ridono. “Va tutto bene,” assicura Lina. “Niente dita vicino ai ganci.”
La porta del rimorchio si apre e il Mago mette dentro il naso. “Avete visto il mio cartello? Devo appenderlo qui. Dice: attenzione, porte capricciose.”
“Qui c'è il Programma,” risponde Lina. “Sta bene, ma è un po' appiccicoso.”
Il Mago appiccica il suo cartello accanto al Programma e, senza volerlo, la porta cigola e si chiude con un “iiiik” lungo. Uno spiffero solleva il foglio del Programma, che si piega e fa flap flap, poi aderisce alla porta opposta. Quando la porta si riapre, le tre amiche guardano di nuovo il Programma.
“Dov'è il nostro nome?” chiede Zoe.
“C'era un attimo fa,” dice Milla.
Guardano più vicino. Il Programma adesso dice: Giocolieri delle Arance, Cuochi Trombetta, Mago delle Porte Cigolanti… e poi niente. Il resto è bianco, come le nuvole.
“Ooooh,” fanno tutte e tre.
Il cuore di Lina fa un salto. Poi respira. “Calma. Forse il nostro numero è andato a spasso. Forse si è nascosto.”
“Dentro il rimorchio?” chiede Milla. “Tra gli alberi finti?”
“Magari dietro la porta cigolante,” dice Zoe, ridacchiando. “Ha sentito musica e ha detto: vengo anche io.”
Il Mago fa una smorfia. “Io non rubo numeri. Io apro sorprese. Ma… una porta curiosa può attaccarsi alle parole, questo sì. A volte le porta a passeggio.”
“Le parole camminano?” chiede Milla con gli occhi tondi.
“Se sono parole da circo, certo che camminano,” risponde il Mago, serio e divertito. “Sentite? Passi piccoli piccoli.” Si sente davvero un rumorino, tlic tlic, come di lettere che scappano.
Le tre amiche scostano il castello di cartone con attenzione. Il castello traballa ma non cade. “Piano piano,” ricorda Lina. “Spalle dritte, piedi stabili.”
Dietro il castello c'è una scala di legno, e su un gradino c'è un pezzetto di parola, attaccato come una foglia: “Fi…”. Milla lo stacca piano. “Fiii,” canta.
“Finale?” dice Zoe. “Forse è il pezzo del finale!”
“Ooooh,” fanno di nuovo, e poi “hahaha!”, perché la parola si incolla al naso di Milla.
Lina indica un'altra traccia: un filo di colla e stelline porta fino alla porta piccola del Mago. Il Mago si volta. Sulla sua coda di giacca, appiccicato come un adesivo birichino, c'è un altro pezzo di parola: “-na-le”. Lina lo legge. “Finale!”
Il Mago arrossisce sotto i baffi. “Ehm. Pare che la porta abbia voluto un ricordo. Chiedo scusa. Restituisco tutto.”
“Non è colpa tua,” dice Lina. “Forse il nostro finale stava cercando un suono giusto. E la porta gli piaceva.”
“Condividiamo il suono,” propone Zoe. “Se la porta canta, noi balliamo.”
“Condividiamo il palco,” aggiunge Milla. “Tu apri, noi finiamo.”
Il Mago sorride largo. “Mi piace. Ma facciamolo con prudenza. Io apro piano, voi passate tranquille. La sicurezza è una magia seria.”
Lina annuisce, stringendo la piuma d'equilibrio. “Allora, troviamo il nostro ritornello. Ascoltiamo.”
Si mettono in cerchio. La porta grande fa “iiiiik”, la piccola risponde “ik”, la piuma disegna linee nell'aria e si posa sulla mano di Lina senza cadere. Milla conta piano, Zoe fa un piccolo battito di piedi come una pioggia. Il cuore di Lina, che ama ripetere, sente un ritmo chiaro. Dentro quel ritmo, il suo finale non scappa più. E nella sua testa, come una lampadina, torna il loro piccolo suono brillante: ta-da-da!
Le tre ridono. “Funziona!” dice Milla. “Lo ricordiamo.”
“Solo piano, niente corse sulla pedana,” ricorda Zoe. “E mani libere, niente dita tra le porte.”
“Promesso,” dice il Mago. “Io apro soltanto quando fate segno.”
La sera arriva con una luna vera che sbuca sopra la tenda. Gli spettatori prendono posto, masticano pop-corn e aspettano. Il presentatore entra con il frac e un fiocco gigantesco. “Signore e signori, piccoli e grandi, preparate gli occhi e le orecchie!”
I Giocolieri delle Arance fanno girare frutti profumati. Ooooh. Uno cade, rimbalza, atterra nel cappello del presentatore. Hahaha! I Cuochi Trombetta suonano con i coperchi. Ooooh. Un mestolo scappa, colpisce una pentola e fa una nota perfetta. Hahaha!
Poi è il turno del Mago delle Porte Cigolanti. Entra inchinandosi. Dietro di lui, la porta grande si apre di un palmo: “iiiiik”. La piccola scivola: “ik”. “Questa sera,” annuncia il Mago, “condivido il rumore più elegante che esista. Il rumore di qualcosa che funziona. E apro una sorpresa.”
Dalla sinistra arrivano Lina, Milla e Zoe. Hanno fiocchi nelle scarpe e stelle sulle guance. Lina stringe la piuma d'equilibrio. Le tre si prendono per mano. “Pronte?” sussurra Lina. “Ricordiamo il finale,” risponde Milla. “Insieme,” aggiunge Zoe.
Il Mago tocca la porta grande. “Quando sentirete il primo cigolio, seguite il ritmo.” La porta fa “iiiiik”. Le tre scivolano sulla segatura come un disegno che prende vita. La piuma danza con loro, indica la strada, chiama l'aria. La porta piccola fa “ik”, loro fanno uno scambio di posti, un inchino minuscolo, un sorriso enorme. Ooooh, fa il pubblico, con gli occhi lucidi. Poi Milla finge che la piuma la solletichi, fa uno starnuto finto, e la piuma salta come un delfino nel mare. Hahaha!
Lina sente che il momento è arrivato. Il finale non fugge. È lì, caldo come una mano amica. Guarda la porta, guarda le sue amiche, e canta il loro piccolo suono lucente: ta-da-da!
Il pubblico batte le mani come una pioggia d'estate. Il Mago inchioda l'ultima sorpresa: la porta grande si apre completamente, e invece di una stanza si vede un cielo di nastri. Bandierine a triangolo spuntano in un mazzo, rosse, blu, gialle, verdi, come un bouquet di fiori che ride. Il presentatore li prende e li porge alle tre amiche.
“Per voi,” dice, “un bouquet di bandierine per un finale condiviso. Avete diviso il suono, avete diviso lo spazio, avete raddoppiato la gioia.”
Lina prende il bouquet di fanioni con cura. “È leggero come la nostra piuma,” sussurra. Milla sfiora un triangolo rosso. “E colorato come una risata,” dice. Zoe annoda una bandierina al polso del Mago. “Per ricordare che condividere è magia.”
La tenda rumoreggia di applausi. Ooooh. Hahaha! Il Mago sorride con i baffi che tirano in su. “Volete sapere un segreto?” chiede piano. “Le porte cigolano meno quando le apriamo insieme.”
Lina guarda le amiche e annuisce. Dentro la sua testa, il piccolo suono rimane, senza scappare. Nel cuore, una promessa: la prossima volta, ripeteranno ancora, con pazienza, con cura, con allegria. E quando la musica smetterà, loro sapranno chiudere gli occhi, respirare, e dire tutte insieme, come una sola voce che brilla: ta-da-da!