C'era una piccola tartaruga chiamata Tino. Tino viveva vicino a una baia brillante. L'acqua era calma e profumata di sale. La sabbia era calda e morbida sotto le sue zampe. Tino aveva un guscio con strisce verdi e dorate. Tino amava esplorare.
Un giorno Tino trovò una mappa sotto una pietra liscia. La mappa aveva disegni di conchiglie, di un albero storto e di una grande X. "Un tesoro!" sussurrò Tino. Il cuore gli batteva piano. Era una cosa nuova. Il pensiero del tesoro brillava come una stella nella sua testa.
Tino chiamò gli amici. C'era Lilla la lumaca, con una casetta lucida; Bubu il gabbiano, con piume bianche e occhi gioiosi; e Pico il granchio, con una zampa curiosa. "Andiamo alla caccia del tesoro!" disse Tino. Gli amici risposero con allegria: "Sì!"
La mappa diceva: prima il sentiero dei fiori profumati. Camminarono tra fiori rosa e gialli. Odore dolce, miele e mare. Tino sentiva il profumo e sorrideva. Lilla trascinava la sua casetta e cantava piano. "Tra i fiori, tra i fiori," ripetevano tutti. Ripetere faceva sentire al sicuro.
Poi la mappa mostrò il ponte di legno. Il ponte scricchiolava dolcemente. Sotto, l'acqua faceva "splash" come una canzone. Pico camminò piano, una zampa alla volta. Bubu volò un poco sopra per guardare. "Coraggio," disse Tino, "andiamo insieme." Camminarono insieme. Uno dopo l'altro, con passi piccoli e sicuri, arrivarono dall'altra parte.
Vicino a un vecchio albero storto, la X era disegnata su una pietra. Il cuore di Tino fece un grande salto. Scavarono con le zampette e con i piccoli attrezzi di Lilla. La sabbia profumava di mare e di alghe. Sentivano il fruscio delle foglie e il canto lontano di un gabbiano. Poi, oh, trovarono una scatola di legno. Era piccola, ma sembrava importante.
Tino aprì la scatola piano piano. Dentro c'erano piccole conchiglie lucenti, una sciarpa di stoffa colorata e una lettera piegata. La lettera diceva: "Questo tesoro è di chi sa condividere." Tino guardò gli amici. Il cuore gli si scalda. "Condividiamo," disse Tino. "Sì," dissero tutti.
Proprio allora, si sentirono rumori strani tra le rocce. Erano piccoli pilleurs: tre granchi birichini, con occhi vivaci e zampette veloci. Volevano prendere le conchiglie lucenti. Non erano cattivi, solo molto golosi di cose che brillano. Facevano rumore, "clic clic", e si avvicinavano.
Tino sentì un poco di preoccupazione. Ma ricordò la lettera: condividere. Tino respirò piano. "Ragazzi," sussurrò, "restiamo calmi. Usare la testa e il cuore." Gli amici annuirono.
Bubu propose un piano. "Facciamo una festa del tesoro," disse. "Cantiamo e offriamo un pezzo." Lilla tirò fuori un fazzolettino dove teneva le erbe profumate. "Soffio profumo," disse, "e i granchi saranno felici." Pico preparò un piccolo corridoio di conchiglie per mostrare rispetto. Tino prese la sciarpa colorata e la mise intorno alla scatola come un dono.
I granchi si avvicinarono curioso. "Cosa fate?" chiesero. Non erano cattivi, erano solo soli. Tino sorrise. "Abbiamo trovato questo tesoro," spiegò. "Vogliamo condividerlo. Vuoi venire alla festa?" I granchi si guardarono tra loro. Erano sorpresi. Poi uno disse: "Sì!"
Iniziarono a cantare. La voce di Lilla era lenta e dolce. Il canto di Bubu era chiaro come vento. Pico batté le chele piano come tamburo. I granchi ballarono a piccoli salti. Il profumo delle erbe riempì l'aria. Tutti mangiarono un pezzetto di frutta secca che Lilla aveva portato. Tutti risero.
Tino offrì una conchiglia lucente a un granchio timido. Il granchio la prese e il suo occhio si illuminò. "Grazie," disse. Tino sentì il calore della fiducia. Fidarsi degli altri portava gioia. I pilleurs non rubarono più. Diventarono amici.
Quando il sole cominciò a scendere, la baia si tinse di rosa. La festa si calmò. Tino e i suoi amici sistemarono la scatola sotto l'albero storto. La riempirono con oggetti scelti da tutti: una conchiglia, un fazzoletto, una pietra lucida. "Così il tesoro è al sicuro e disponibile per tutti," disse Tino. Era una decisione giusta e gentile.
Prima di andare a casa, si sedettero insieme sulla sabbia. Il vento portava il profumo del mare. Si tenevano vicini. "Grazie per aver avuto coraggio," disse Bubu. "Grazie per essere stato intelligente," disse Lilla. "Grazie per non aver paura," disse Pico. "Grazie per la fiducia," disse Tino, e sorrise.
La notte venne con stelle piccole e lucenti. La baia era calma. Tino si mise sotto il suo guscio e guardò la luna. Sentì i battiti felici nel petto. Avevano trovato un tesoro, ma avevano trovato anche amici e fiducia. Tutto era al sicuro. Tutto era caldo e buono.
"Domani esploreremo ancora," disse Tino, sonnolento. Gli amici si addormentarono piano, uno vicino all'altro. La luna vegliò su di loro. Il tesoro rimase nella scatola, protetto dall'albero storto, pronto per una nuova giornata di giochi e condivisione. Tutto era calmo. Tutto era bello.